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Senese: «Chi governerà l’intelligenza artificiale e soprattutto a vantaggio di chi?»

La segretaria generale della Uil Calabria interviene a margine di un incontro organizzato dal sindacato all’Università della Calabria

Pubblicato il: 21/09/2026 – 14:39
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RENDE «La domanda che viene spontanea è chi governerà questa intelligenza artificiale e soprattutto a vantaggio di chi». Lo ha detto Mariaelena Senese, segretaria generale della Uil Calabria, a margine di un incontro organizzato dal sindacato all’Università della Calabria sul tema delle nuove tecnologie al quale ha partecipato il rettore Gianluigi Greco. Per la dirigente sindacale occorre intervenire in modo strategico partendo proprio dal mondo accademico. «Questo – ha detto – è il luogo della formazione, della conoscenza e della ricerca: proprio da qui dobbiamo partire per costruire il futuro della nostra regione. Dobbiamo puntare molto sulla formazione. La maggiore produttività che si affianca all’intelligenza artificiale deve essere equamente redistribuita all’interno dei posti di lavoro in termini di maggiore sicurezza, di qualità del lavoro e di qualità del salario». Senese ha infine sottolineato la necessità di una sinergia territoriale per la corretta gestione dell’intelligenza artificiale. «È necessario – ha concluso – fare rete tra l’università e le imprese. La formazione che si definisce dentro l’Unical deve poi trovare riscontro nel sistema produttivo calabrese, andando necessariamente in rete con l’apparato produttivo della nostra regione». «La questione della sicurezza – ha detto Francesco Maria Gennaro, della segreteria generale Uil – è centrale: l’intelligenza artificiale può servire per la manutenzione predittiva o per gli screening in alcuni luoghi di lavoro più che in altri, come i cantieri, ed essere utilissima a ridurre gli impatti degli incidenti mortali e non». Per il dirigente sindacale, la partita tecnologica e della tutela sul lavoro si gioca sul fronte delle competenze. «L’Europa è in ritardo – ha aggiunto Gennaro – e l’Italia lo è altrettanto, ma si tratta di una sfida che si può traguardare soltanto con le eccellenze, percorsi di upskilling e reskilling e una formazione molto adeguata, mantenendo sempre un pensiero critico».

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