Fentanyl in Italia: per l’Economist c’è il «veto delle mafie»
La tesi confermata anche da Saviano e Gratteri
LONDRA Le mafie italiane potrebbero aver collaborato per impedire la diffusione del fentanyl nel Paese, contribuendo a spiegare il numero insolitamente basso di overdose da tale sostanza registrate in Italia. E’ quanto scrive il settimanale britannico “The Economist“. Nel 2024 l’oppioide sintetico, circa 100 volte più potente della morfina, è stato rilevato in appena due intossicazioni mortali in Italia, contro 95 in Germania e quasi 48 mila negli Stati Uniti, una differenza che non sarebbe spiegabile con i livelli generali di consumo di droghe. Il procuratore antimafia Nicola Gratteri osserva che i sequestri significativi di fentanyl sono stati pochi e ritiene che le organizzazioni criminali stiano evitando questa sostanza. «Se non c’è un’epidemia, non è grazie alla polizia o ai politici. C’è un veto delle mafie», sostiene lo scrittore ed esperto di criminalità organizzata Roberto Saviano, secondo cui l’elevata letalità del fentanyl attirerebbe una forte risposta delle autorità e rischierebbe di danneggiare i piu’ redditizi mercati di eroina e cocaina. “The Economisti” spiega però che non esistono prove definitive di un accordo tra i clan: a luglio Vincenzo Molinese, comandante di un reparto specializzato dei Carabinieri, ha riferito a una commissione parlamentare che gli elementi disponibili suggeriscono comunque che le mafie se ne stiano tenendo lontane. Saviano sostiene inoltre che una decisione simile dovrebbe provenire dai vertici: «Avremo la prova quando qualcuno proverà a portare il fentanyl e verrà ucciso». In ogni caso, la condizione dell’Italia come zona sostanzialmente priva di fentanyl potrebbe non durare. A giugno, 80 fiale della sostanza, sufficienti per circa 20 mila dosi, sono state rubate da un ospedale di Roma. L’episodio ha portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza nelle strutture sanitarie, poiché, secondo il settimanale, sta emergendo una domanda sul mercato illegale. Per Saviano, nuovi gruppi intenzionati a conquistare quote di mercato finiranno quindi per introdurre la sostanza nel Paese.
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