Dall’armonia al braccio di ferro. Quando, come e perché è cambiato il rapporto tra Tajani e Occhiuto
Dal congresso del 2024 all’evento in galleria Sordi a Roma: le tappe dell’evoluzione-involuzione della coabitazione tra i due big azzurri
LAMEZIA TERME Sono almeno tre le date da cerchiare in rosso, e tutte portano a Roma: 23 febbraio 2024, congresso di Forza Italia, 17 dicembre 2025, Palazzo Grazioli – uno dei luoghi simboli dell’era di Silvio Berlusconi – e infine 30 settembre 2026, Galleria Sordi. Sono le date che contrappuntano la “guerra fredda” tra Roberto Occhiuto e Antonio Tajani, un braccio di ferro che sullo sfondo – spiegano gli analisti, che ormai vanno ben al di là delle dichiarazioni ufficiali – ha la futura leadership di Forza Italia. Dagli abbracci agli stracci… Per tanti anni un rapporto, all’insegna della piena armonia, tra Tajani, coordinatore nazionale di Forza Italia, e Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria ma via via capace di scalare le gerarchie del partito fondato dal Cavaliere, al punto da toccare il suo apice politico con la nomina a capogruppo azzurro alla Camera ai tempi del governo Draghi, ruolo poi ovviamente lasciato una volta eletto a ottobre 2021 alla guida della Cittadella. Sembrano passati secoli da quando il feeling tra i due big forzisti viaggiava che era una bellezza, con una sintonia che si concretizzava anche nei fatti: la particolare predisposizione di Tajani per la Calabria, regione cassaforte elettorale e roccaforte di Forza Italia dal 2020, dai tempi della conquista della Regione con Jole Santelli poi riconfermata per ben due volte consecutive da Occhiuto, il leader del centrodestra capace di distruggere quella che sembrava una regola inossidabile in Calabria, l’alternanza tra le coalizioni nel governo della Regione. Tante, le occasioni per Tajani e Occhiuto per festeggiare insieme i successi in serie di Fi e dei fuoriclasse di Fi in Calabria. Tante poi le occasioni nelle quali, a suggello del legame con il partito calabrese e con le sue propaggini istituzionali, Tajani ha scelto la Calabria come sede anche di eventi prestigiosi: basti ricordare il G7 del commercio estero tra Reggio Calabria e Villa San Giovanni, con la Calabria e le sue eccellenze – il porto di Gioia Tauro, anzitutto – a fare bella mostra di sé su scala planetaria. Erano i tempi dei sorrisi, tra Tajani e Occhiuto, ma quei tempi – a “leggerli” adesso – sono sicuramente tramontati.

Le tappe del conflitto
Il “focolaio” del conflitto a fine febbraio 2024, a Roma, congresso nazionale di Forza Italia: scontata la conferma della guida di Tajani ma Occhiuto preme per votare per acclamazione il vice con l’obiettivo di diventare il numero 2 del partito, obiettivo però che Tajani blocca evitando la votazione in favore di un’acclamazione dei vice (oltre a Occhiuto, saranno acclamati altri tre, Deborah Bergamini, Alberto Cirio e il giovane Stefano Benigni, tutti nella foto in alto con Tajani). E’ l’avvisaglia di quella che per gli analisti politici è una progressiva corsa di Occhiuto ai posti di comando di Forza Italia, sotto la spinta del vento del rinnovamento che i figli di Berlusconi, Marina anzitutto, fanno soffiare forte sul partito fondato dal padre. Occhiuto diventa così il portabandiera delle politiche riformiste e liberali tanto care ai Berlusconi e ai berlusconiani, intercettando in questa strada tanti altri big azzurri che con Tajani hanno problemi di coabitazione e attenzione. Il 17 dicembre 2025 Occhiuto porta le sue idee liberali nel luogo simbolo del berlusconismo, Palazzo Grazioli, per l’iniziativa “In Libertà”. Il governatore calabrese anche quel giorno esclude la volontà di creare una corrente interna e di puntare alla leadership di Forza Italia, ma nei fatti il processo si mette in moto. E nei giorni scorsi arriva il terzo capitolo, con la presentazione del libro “Il coraggio di governare”, libro-manifesto dell’Occhiuto-pensiero: il presidente della Regione ribadisce ancora una volta che il tema non è la leadership di Fi ma la necessità di rilanciarle il partito con un taglio più moderno, e qualche parola “forte – come “partito ingiallito” e le critiche alla comunicazione – allargano inevitabilmente e inesorabilmente solco con Tajani. Tanto da “incendiare” il clima e – raccontano i giornali e le agenzie di stampa – da far scattare l’allarme generale: per mediare tra i due scende in campo un nome che significa tanto, nella galassia berlusconiana e forzista, Gianni Letta, che – sempre secondo i “bene informati” – su input di Marina Berlusconi convoca davanti a sé i due contendenti. Senza però colmare le distanze, che restano intatte: un incontro – hanno riportato le cronache nazionali – “interlocutorio”, con Tajani che si rammarica per le critiche paventando il rischio di un danno di immagine di Forza Italia agli occhi dell’opinione pubblica e Occhiuto a ribadire le sue posizioni. E’ gelo e “tregua armata” tra i due. E la conferma di un rapporto caratterizzato da alti e bassi e che che oggi è fatto solo di bassi. E in tanti, non solo in Forza Italia, a chiedersi quale sarà il prossimo teatro di battaglia: le candidature per le Politiche? Il futuro congresso?. (redazione@corrierecal.it)
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