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Emergenza dialisi a Reggio, incontro in Prefettura. Fintred: «Individuate soluzioni temporanee, ma resta irrisolto il nodo del fabbisogno»

La federazione: «Il fabbisogno deve tradursi in atti, non restare una promessa»

Pubblicato il: 09/10/2026 – 9:09
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REGGIO CALABRIA «Si è svolto ieri, presso la Prefettura di Reggio Calabria, l’incontro dedicato all’emergenza determinatasi a seguito dell’interruzione dell’attività del Centro Dialisi San Giorgio e alle conseguenti difficoltà dei pazienti dializzati. All’incontro hanno partecipato il Prefetto, dott.ssa Clara Vaccaro, il Viceprefetto Marco Oteri, la Direttrice generale dell’Asp di Reggio Calabria, dott.ssa Maddalena Berardi, il dott. Francesco Catalano, consigliere comunale e medico del reparto di Nefrologia del Gom, e una delegazione composta dal coordinatore regionale Fintred Calabria, Francesco Puntillo, dalla vicepresidente di Fintred Reggio Calabria Odv, Carmela Caridi, dal paziente dializzato Giuseppe Gallo, in rappresentanza dei malati, e da un rappresentante di Aned, collegato in videoconferenza». Lo riferisce Fintred in una nota. «Nel corso dell’incontro – si legge nella nota – sono state prospettate diverse ipotesi per affrontare la situazione, articolate su tre orizzonti temporali. Nell’immediato, è stato prospettato il ricorso al terzo turno notturno presso il Gom, grazie alla disponibilità manifestata dall’Azienda ospedaliera. Si tratterebbe di una misura emergenziale che, secondo quanto rappresentato al tavolo, potrebbe essere mantenuta per uno o due mesi al massimo, entro il limite indicato dallo stesso Gom. Nel medio termine, l’Asp ha prospettato una riorganizzazione dell’offerta dialitica mediante la ricollocazione di alcuni posti rene attualmente disponibili nell’ambito aziendale. Tre o quattro posti, provenienti rispettivamente dalle realtà di Melito Porto Salvo e Scilla, verrebbero trasferiti in un locale a Reggio Calabria già individuato dall’Azienda. Nel lungo termine, è stata indicata la prospettiva di realizzare un centro dialisi territoriale a Reggio Calabria, con tempi stimati in uno o due anni. La delegazione Fintred – prosegue la nota – «ha manifestato perplessità sulla sostenibilità delle soluzioni prospettate, sottolineando la necessità di valutare attentamente le condizioni cliniche, la fragilità e le difficoltà concrete dei pazienti chiamati a modificare orari e modalità di trattamento. È stata inoltre evidenziata la preoccupazione che lo spostamento di posti rene da Melito Porto Salvo e Scilla possa trasferire la criticità da un territorio all’altro, senza risolvere in modo strutturale la carenza assistenziale. Fintred ha riconosciuto l’importanza della disponibilità del Gom a fronteggiare l’emergenza, ribadendo tuttavia che l’ospedale non può essere chiamato a sostituire stabilmente una rete territoriale insufficiente. Una soluzione straordinaria può garantire la continuità delle cure nell’immediato, ma non può diventare il surrogato di una programmazione regionale adeguata. Il momento più critico dell’incontro ha riguardato la richiesta di Fintred di affrontare il fabbisogno di posti dialisi per Reggio Calabria e di chiarire quale percorso amministrativo sia stato avviato per rispondere alla carenza assistenziale». Fintred – riporta ancora la nota – «ha richiamato la deliberazione Aspn. 582 del maggio 2018, con la quale era stato quantificato in 29 posti rene il fabbisogno necessario, all’epoca, a soddisfare le esigenze assistenziali rilevate. Nel corso del confronto, tale atto è stato considerato ormai superato e privo di attualità, arrivando a essere liquidato, nella sostanza, come “carta straccia”». Per Fintred, la questione non consiste nel sostenere che una deliberazione del 2018 possa sostituire indefinitamente una programmazione aggiornata. Il punto è un altro: un fabbisogno già rilevato dagli stessi organismi sanitari non può essere semplicemente accantonato senza una nuova valutazione e senza che questa venga tradotta in decisioni amministrative concrete. La necessità di aggiornare la rete nefrodialitica, infatti, non è rimasta ferma al dato del 2018. Nel gennaio 2025, a seguito del confronto istituzionale svoltosi anche nell’ambito della Commissione speciale di Vigilanza, la questione è stata nuovamente affrontata. Successivamente, nel verbale della riunione congiunta tra Asp e Gom dell’11 febbraio 2025, è stata rappresentata la necessità di aggiornare la rete con 38 posti rene aggiuntivi, comprendendo anche la previsione di 16 posti per un centro dialisi territoriale a Reggio Calabria mai realizzato, oltre a interventi riguardanti Scilla e alla riorganizzazione dei posti nell’area del Gom. Si tratta di una valutazione contenuta in un verbale istituzionale, non dell’affermazione che quei posti siano già stati formalmente autorizzati. Proprio per questo, secondo Fintred, è indispensabile chiarire quale seguito amministrativo sia stato dato a quel percorso. Nel corso dei lavori della Commissione speciale di Vigilanza del 29 gennaio 2025, il Direttore generale del Dipartimento regionale Tutela della Salute, dott. Tommaso Calabrò, aveva prospettato la possibilità di procedere all’aggiornamento della rete nefrodialitica e di arrivare a una soluzione in tempi brevi. Nel successivo percorso istituzionale era stata quindi rappresentata la necessità di predisporre un Decreto del Commissario ad acta (Dca), da sottoporre alla firma del Presidente della Regione. A distanza di oltre un anno, Fintred chiede di conoscere ufficialmente quale sia lo stato di quel provvedimento, se sia stato predisposto, quale iter abbia seguito e quali siano le ragioni dell’eventuale mancato completamento. L’associazione non intende dare per accertato ciò che non è stato formalmente chiarito, ma ritiene che su una questione così rilevante per la continuità assistenziale dei pazienti non possano permanere zone d’ombra. Il tema del fabbisogno è strettamente collegato alla prospettiva, indicata nel corso dell’incontro, di realizzare un nuovo centro dialisi territoriale a Reggio Calabria entro uno o due anni. Fintred ha richiamato il precedente del progetto del centro dialisi Enpas, previsto con 16 posti rene e mai realizzato. Secondo quanto rappresentato dall’associazione, tra gli elementi che hanno ostacolato quel percorso vi è stata anche la mancata integrazione del relativo fabbisogno nella rete nefrodialitica, passaggio necessario per affrontare la compatibilità del progetto con la programmazione sanitaria. È proprio questa esperienza a rendere indispensabile, secondo Fintred, che l’annuncio di un nuovo centro sia accompagnato fin da subito dagli atti programmatori e amministrativi necessari alla sua effettiva realizzazione. Annunciare oggi un centro dialisi da realizzare tra uno o due anni, senza chiarire il fabbisogno attuale, lo stato dell’aggiornamento della rete e il percorso autorizzativo, significa rischiare di riproporre una prospettiva che non riesce a trasformarsi in un servizio concreto. Quando Fintred ha chiesto di approfondire il tema dei posti rene e del percorso di aggiornamento della rete, il confronto si è progressivamente irrigidito. Alla delegazione è stato rappresentato che, in quella sede, occorreva concentrarsi sulla gestione dell’emergenza, mentre la questione del fabbisogno rientrava nelle competenze della Regione Calabria. Fintred ha quindi chiesto di circoscrivere la discussione alle soluzioni immediate, per evitare che il contrasto sul tema programmatorio compromettesse il confronto sulla necessità prioritaria di garantire la dialisi ai pazienti. Questa scelta non costituisce una rinuncia alle proprie richieste, né un avallo delle soluzioni prospettate per il medio e lungo periodo. L’associazione continuerà a sollecitare direttamente gli organismi regionali competenti affinché il fabbisogno venga aggiornato e affrontato attraverso atti formali. Resta, infatti, un elemento significativo: la Regione Calabria, titolare delle decisioni programmatorie decisive e chiamata a chiarire il destino del percorso di aggiornamento della rete, non era presente al tavolo prefettizio. Fintred ritiene che la gestione dell’emergenza e la soluzione strutturale debbano procedere parallelamente. Da un lato occorre garantire nell’immediato la continuità dei trattamenti, valutando attentamente la sostenibilità organizzativa del terzo turno notturno e le condizioni dei singoli pazienti; dall’altro è necessario assumere decisioni che impediscano il ripetersi di situazioni analoghe. La disponibilità del Gom rappresenta un contributo importante e merita attenzione, ma non può essere considerata la risposta definitiva a una carenza territoriale che richiede programmazione, risorse e responsabilità istituzionali». Per Fintred «il punto resta chiaro: non basta dichiarare superato un atto, né prospettare un servizio futuro. Occorre aggiornare la programmazione, chiarire lo stato dei provvedimenti annunciati e indicare tempi, responsabilità e passaggi concreti per realizzare una rete dialitica adeguata alle esigenze dei pazienti. I pazienti dializzati non hanno bisogno soltanto di una soluzione per le prossime settimane. Hanno bisogno di continuità assistenziale, di servizi accessibili e di certezze sul futuro. La Regione Calabria è chiamata a fornire le risposte che ancora mancano». (redazione@corrierecal.it)

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