«Le leve per il futuro: giovani, Zes, infrastrutture. E coraggio»
La riflessione del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto per “Il Sole 24 Ore”
ROMA Il Mezzogiorno sta vivendo una fase di «convergenza fragile». Se da un lato i dati economici confermano che il divario si sta riducendo — con un Prodotto Interno Lordo al Sud cresciuto dell’8,5% tra il 2021 e il 2024 e oltre mezzo milione di occupati in più — dall’altro restano ancora profondi i gap infrastrutturali, nei servizi e nei redditi. A tracciare il quadro della situazione e ad indicare la rotta per i prossimi anni è Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, in un intervento pubblicato su “Il Sole 24 Ore” con riferimento al rapporto “Le leve per la crescita”, curato da Roberto Garofoli su impulso dell’Anci.
Non assistenzialismo, ma buona amministrazione
Il fulcro della riflessione ruota attorno a un dato richiamato dalla Banca d’Italia: il Mezzogiorno ha assorbito il 59% delle risorse della Strategia per le aree interne, ma con risultati nettamente inferiori rispetto al Centro-Nord. La differenza, sottolinea Occhiuto, non è geografica, ma risiede nella «qualità delle amministrazioni». «Il Sud non ha bisogno di assistenzialismo, ha bisogno di istituzioni che funzionino». A testimonianza di questo cambio di passo, Occhiuto porta l’esempio della Calabria, fino a poco tempo fa considerata «simbolo dei ritardi meridionali». Nel 2025 la regione ha registrato l’aumento del Pil più alto della penisola (+1,1% contro lo 0,5% nazionale) e un calo della disoccupazione scesa sotto la soglia del 10% (al 9,8%). Crescono le esportazioni oltre il miliardo di euro, il porto di Gioia Tauro tocca il record di 4,5 milioni di Teu e il turismo internazionale segna un +23%. Pur rimarcando che il tasso di occupazione resta tra i più bassi d’Europa e che «la distanza dal resto del Paese si colmerà solo in molti anni», i numeri confermano che la direzione intrappolata è quella corretta quando l’iniziativa privata trova regole chiare e tempi certi.
Le leve per il futuro: giovani, Zes e infrastrutture
Per trasformare questi segnali in una crescita strutturale e duratura, Occhiuto individua alcune direttrici chiave. Anzitutto, la valorizzazione del capitale umano. Per arrestare la fuga dei giovani (tra il 2002 e il 2022 ben 500mila laureati hanno lasciato il Sud), la Calabria ha introdotto il Reddito di merito. A livello nazionale, la proposta avanzata è l’azzeramento dell’Irpef per i lavoratori under 30-35 come leva competitiva.
Consolidamento della Zes Unica
Definita una vera politica industriale capace di attivare circa 11 miliardi di investimenti, è necessario tuttavia per Occhiuto l’attivazione di un «credito d’imposta stabile su un orizzonte di cinque-sette anni» per garantire certezze agli investitori.
Svolta infrastrutturale
La priorità resta il completamento dell’Alta Velocità ferroviaria (con la Salerno-Reggio Calabria primo banco di prova) e una revisione delle norme europee sulle emissioni marittime per evitare di svantaggiare i porti europei a favore di quelli nordafricani. «A un anno dall’inizio del mio secondo mandato — conclude Roberto Occhiuto — la lezione è che bisogna leggere i segnali positivi senza nascondere le difficoltà. Per far diventare la crescita stabile servono meno promesse e più decisioni. Serve, in una parola, coraggio». (redazione@corrierecal.it)
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