Ranucci sul futuro dopo la Rai: «Mi sento giovane per la pensione»
L’ex conduttore di Report: «Mi inventerò un altro modo per difendere i più deboli»
BOLOGNA “Se non ci sarà proprio la possibilità di fare il giornalista, qualche altra cosa, ma sempre per l’impegno civile, sempre a difesa dei più fragili e dei più deboli, me la inventerò. Mi sento giovane per la pensione”. Lo ha detto Sigfrido Ranucci, rispondendo a una domanda sulla possibilità di lavorare fuori dalla Rai, a margine del suo spettacolo “Diario di un trapezista” al teatro Duse di Bologna. “Ho sempre fatto il mio lavoro credendo in quello che faccio, mi sento un giornalista nella pelle”, ha sottolineato. Un impegno per il quale, ha aggiunto, ha fatto soffrire anche le persone vicine e i familiari, sottraendo “energie, risorse, libertà”. “Continuerò a battermi per questo”, ha assicurato. Il giornalista ha ribadito il rispetto per la decisione del Tribunale di Roma che ha respinto la sua istanza di reintegro alla guida di Report. “Rispettare la legalità, rispettare i magistrati non è come indossare una maglietta e togliertela quando fa comodo, quindi uno deve rispettarli sempre”, ha affermato, ricordando di essersi battuto per la loro indipendenza anche durante il referendum. Quanto ai tre incarichi alternativi, prospettatigli dai vertici di viale Mazzini, la vicedirezione di Rainews o Rai3 o il ruolo di corrispondente dal Cairo, Ranucci ha spiegato: “Abbiamo tempo fino a lunedì, mi consulto anche con i legali e vedremo quali saranno le strade più opportune”.
