L’Italia fuori dall’Enoc, Sinistra Italiana – AVS e UGS scrivono al Garante regionale per l’infanzia
«I diritti dei minori non sono materia di ideologia: sono diritti inviolabili, che vanno difesi»
Sinistra Italiana – AVS e UGS chiedono al Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza di assumere una posizione pubblica e netta sulla decisione della Garante nazionale Marina Terragni di portare l’Italia fuori dall’Enoc, la Rete europea dei garanti per l’infanzia. «Una scelta che non riguarda un semplice nodo organizzativo, ma la capacità dell’Italia di contribuire alla tutela europea dei diritti di bambine, bambini e adolescenti. L’Enoc è il luogo in cui le autorità indipendenti di garanzia confrontano esperienze, vigilano sulle politiche nazionali e cooperano per contrastare discriminazioni, violenze, povertà educativa ed esclusione» si legge in una nota congiunta di Maria Pia Funaro, Segreteria Regionale Sinistra Italiana – AVS e Giulia Grandinetti di UGS Calabria. «L’uscita dall’Enoc è stata decisa dopo il rifiuto di pubblicare un dissenso della Garante nazionale sul documento annuale della rete dedicato ai diritti dei minori LGBTQIA+. Ma il dissenso, come ricorda anche l’Associazione Infanzia e Adolescenza Gianni Rodari – sez. Calabria, si esprime e si sostiene nelle sedi istituzionali: non si abbandona il tavolo di confronto europeo. Come ha denunciato il nostro deputato AVS Marco Grimaldi con la propria interrogazione al Governo, questa scelta rischia di trasformare un’autorità di garanzia in uno strumento di crociata ideologica, anziché rafforzarne il ruolo di tutela universale dei diritti dell’infanzia. Uscire dall’Enoc significa isolare l’Italia, indebolire la protezione dei minori più vulnerabili e lasciare meno rappresentati quelli LGBTQIA+, già più esposti a bullismo, discriminazioni e violenze».
«Il Garante regionale calabrese – si legge ancora nella nota stampa – è un’autorità indipendente, istituita dalla legge regionale n. 28 del 2004, che vigila sull’applicazione della Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia, accoglie segnalazioni di violazioni e promuove il riconoscimento dei minori come soggetti titolari di diritti. Proprio per il suo mandato, non può restare in silenzio davanti a una decisione che indebolisce il sistema europeo di garanzia mentre l’Italia risulta al 36° posto su 49 in Europa per i diritti LGBTQIA+, senza legge contro l’omotransfobia, senza tutele per le persone intersex, senza riconoscimento delle famiglie arcobaleno». I punti della richiesta indirizzata al Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza sono così elencati dalla comunicazione: prendere formalmente posizione contro l’uscita dell’Italia dall’Enoc; chiedere al Garante nazionale di revocare una decisione inadeguata e di garantire la piena permanenza dell’Italia nella rete europea; ribadire che la tutela dei minori LGBTQIA+ fa parte pienamente dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza; promuovere il confronto con le altre autorità regionali di garanzia affinché l’Italia non si isoli dal dibattito e dalla cooperazione europea; assicurare che in Calabria ogni bambina, bambino e adolescente possa contare su protezione, ascolto e inclusione, senza discriminazioni. Infine: «Il dissenso è legittimo, ma non può trasformarsi in rinuncia alla collaborazione europea e in indebolimento delle tutele. I diritti dei minori non sono materia di ideologia: sono diritti inviolabili, che vanno difesi dentro le istituzioni, nelle reti europee e nelle comunità territoriali. La componente della segreteria regionale di Sinistra Italiana – AVS e la coordinatrice dell’Unione Giovani di Sinistra chiedono che anche la Calabria alzi la voce».
