Calabria, «da quasi un anno senza il Garante per l’infanzia»: la denuncia di Sinistra Italiana e UGS
In una nota congiunta Maria Pia Funaro e Giulia Grandinetti chiedono l’immediata nomina e sollevano dubbi sulla mancata conclusione della procedura regionale
REGGIO CALABRIA La Calabria sarebbe priva del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza da quasi un anno. A denunciarlo, in una nota congiunta, sono Maria Pia Funaro, della segreteria regionale di Sinistra Italiana – AVS, e Giulia Grandinetti, coordinatrice dell’Unione dei Giovani di Sinistra Calabria. La vicenda, spiegano, è emersa dopo aver chiesto una presa di posizione sulla fuoriuscita del Garante nazionale dall’Enoc. Il silenzio della Regione ha insospettito le due esponenti, che hanno quindi verificato la situazione. «Ciò che è emerso è sconcertante: la Regione non avrebbe ancora perfezionato la procedura per la nomina del Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza», scrivono. «Con amarezza scopriamo così una realtà ben più grave: da quasi un anno la Calabria è priva del proprio Garante per l’infanzia e l’adolescenza», proseguono, chiedendo chi abbia vigilato in questo periodo sulle condizioni dei minori, raccolto le segnalazioni, verificato le criticità e riferito alle istituzioni. Funaro e Grandinetti chiedono perché non sia stata garantita la continuità di un organismo fondamentale per la tutela dei diritti dei minori e contestano la contraddizione tra gli obiettivi dichiarati dalla Regione per contrastare lo spopolamento e la fuga dei giovani e l’assenza di una figura chiamata a proteggere le nuove generazioni. «Una Calabria descritta come “straordinaria” non può essere una Calabria che abbandona i suoi bambini», affermano, sottolineando che una regione segnata da tante fragilità e da una continua diaspora giovanile non può trascurare diritti e tutele. Le due esponenti chiedono quindi conto di quella che definiscono una grave carenza. «La nomina del Garante è di competenza del Consiglio regionale, ma la responsabilità politica è chiara: la mancata nomina è una scelta, non un incidente», scrivono, definendo la situazione «la cartina di tornasole di una Regione sempre meno attenta ai diritti, alla protezione e al futuro delle nuove generazioni». La richiesta conclusiva è quella di procedere immediatamente alla nomina: «I diritti dei bambini non possono attendere la convenienza politica».
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