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la sentenza

‘Ndrangheta in Alto Adige, assolto in appello un commerciante cosentino. Era stato arrestato con l’operazione Freeland

L’uomo era accusato di partecipazione a un’associazione mafiosa, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e tentata estorsione

Pubblicato il: 14/10/2026 – 17:00
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SANTA MARIA DEL CEDRO Si chiude con un’ulteriore conferma dell’assoluzione la vicenda giudiziaria di Angelo Zito, commerciante originario di Santa Maria del Cedro e da tempo domiciliato in Trentino-Alto Adige. La Corte d’Appello di Trento ha infatti rigettato nel merito l’appello proposto dal Pubblico Ministero della Direzione Distrettuale Antimafia di Trento, dott. Ognibene, confermando la decisione pronunciata nel marzo 2024 dal gup di Trento. La sentenza è stata emessa questa mattina, all’esito dell’udienza in camera di consiglio, dal collegio presieduto dal dott. Angelo Di Fazio, nell’ambito del procedimento scaturito dalla nota operazione “Freeland”. È stata così confermata l’assoluzione di Zito perché il fatto non sussiste.

La soddisfazione degli avvocati

Soddisfazione è stata espressa dai difensori, avv. Andrea Napolitano del Foro di Paola e avv. Andrea Stefenelli del Foro di Trento. «La decisione della Corte d’Appello – dichiara l’avv. Napolitano – conferma quanto sosteniamo sin dal momento dell’arresto: l’assoluta estraneità del nostro assistito alle contestazioni che gli erano state mosse, compresa l’ipotesi di un suo coinvolgimento nel sequestro Celadon. Nel corso del procedimento, la difesa ha documentato e ribadito l’assenza di elementi idonei a sostenere le accuse nei suoi confronti». «Ci auguriamo – prosegue il legale – che questa pronuncia possa mettere finalmente la parola fine a una vicenda giudiziaria durata oltre sei anni, che ha inciso profondamente sulla vita di Angelo Zito. Il nostro assistito ha trascorso 50 giorni in carcere e ha affrontato un processo nel quale l’accusa aveva chiesto una condanna a otto anni di reclusione. L’assoluzione in primo grado, oggi confermata in appello, rappresenta l’esito che la difesa ha sempre sostenuto attraverso il deposito di documenti, memorie e articolate discussioni».

L’arresto nel 2020

Zito era stato arrestato il 9 giugno 2020 insieme ad altre 17 persone nell’ambito dell’inchiesta “Freeland”, condotta dalla DDA di Trento. A suo carico erano state formulate accuse, tra le altre, di partecipazione a un’associazione mafiosa, tentato sequestro di persona a scopo di estorsione e tentata estorsione, con l’aggravante della finalità di agevolare una consorteria ritenuta riconducibile alla ’ndrangheta operante in Alto Adige. Secondo l’ipotesi accusatoria, Zito avrebbe avuto un ruolo nelle attività estorsive del gruppo. Nel corso delle prime fasi del procedimento, le impugnazioni presentate dai difensori avevano già portato al venir meno delle contestazioni relative alla partecipazione all’associazione di stampo ’ndranghetistico e al tentato sequestro di persona a scopo di estorsione. Successivamente, il Tribunale del riesame aveva accolto le ulteriori istanze difensive in relazione all’accusa di tentata estorsione, disponendo la definitiva scarcerazione di Zito. «La conferma dell’assoluzione – conclude l’avv. Napolitano – restituisce centralità all’esito del processo e alla posizione di un uomo che ha affrontato per anni accuse gravissime e una forte esposizione mediatica. La decisione odierna conferma che quelle contestazioni non hanno trovato fondamento nella pronuncia di merito». (redazione@corrierecal.it)

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