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VERSO IL 2027

Mare calabrese, 300 uomini in campo e 70 depuratori sorvegliati: il bilancio dei controlli. «Il 97% delle acque è balneabile»

A Falerna il punto sulle attività di monitoraggio ambientale e la programmazione per il 2027. Montuoro: «Quasi 17 tonnellate di rifiuti raccolti in mare». Iannone: «Meno episodi di mare verde»

Pubblicato il: 14/10/2026 – 16:05
di Gi. Cu.
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FALERNA Oltre 300 operatori impegnati quotidianamente nella sorveglianza delle coste, 70 depuratori costieri monitorati attraverso sonde permanenti, quasi 17 tonnellate di rifiuti raccolti in mare e un numero sensibilmente inferiore di episodi legati al fenomeno del cosiddetto mare verde. Sono alcuni dei risultati delle attività di monitoraggio ambientale condotte in Calabria durante il 2026, illustrati a Falerna Marina nel corso della riunione operativa convocata dall’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, con i rappresentanti degli enti e delle strutture impegnati nella tutela delle acque e del territorio. Un incontro che rappresenta non soltanto l’occasione per tracciare un bilancio dell’ultima stagione balneare, ma soprattutto il punto di partenza per programmare le attività del 2027, con particolare attenzione alle aste fluviali, alle foci e alle infrastrutture del sistema depurativo-fognario. L’obiettivo è anticipare eventuali criticità attraverso controlli mirati anche durante i mesi autunnali e invernali.

Iannone: «Meno fenomeni di mare verde, controlli più mirati»

Tra gli aspetti emersi durante l’incontro, uno dei più significativi riguarda la diminuzione dei fenomeni di colorazione verde delle acque marine, spesso associati alla proliferazione di organismi vegetali e alla presenza di sostanze nutrienti. A evidenziarlo è Michelangelo Iannone, Direttore generale Arpacal, che sottolinea come i risultati ottenuti siano il frutto di un’attività avviata già nell’autunno dello scorso anno. «Più che giornata conclusiva, io la chiamerei giornata di inizio alla nuova stagione», spiega, richiamando la necessità di programmare gli interventi ben prima dell’arrivo dell’estate. «Per il famoso mare verde abbiamo trovato molti meno fenomeni quest’anno. E questo è legato, lo dimostreremo dopo, a un minore afflusso di nutrienti in mare», osserva Iannone, attribuendo il miglioramento anche a un sistema di verifiche più capillare. Secondo quanto illustrato, una delle novità più rilevanti è stata proprio l’introduzione di strumenti tecnologici per controllare il funzionamento degli impianti. «Abbiamo messo in azione delle sonde permanenti su 70 depuratori costieri», spiega Iannone, precisando che il sistema consente di verificarne i parametri «ora per ora, anzi minuto per minuto». Quando i valori registrati si discostano da quelli attesi, vengono attivate le verifiche e informate le amministrazioni comunali interessate. «Quando abbiamo visto che qualcosa, qualche parametro si spostava, abbiamo avvisato i sindaci e siamo intervenuti per capire quale fosse il problema». Un sistema che punta quindi a individuare tempestivamente le anomalie, evitando che eventuali malfunzionamenti possano produrre conseguenze sulla qualità delle acque costiere.

Calabria Verde, 200 sorveglianti e 80 squadre sul territorio

Un contributo significativo alle attività di monitoraggio è arrivato anche da Calabria Verde, attraverso la propria struttura di sorveglianza idraulica. A illustrare il lavoro svolto è Giuseppe Oliva, Direttore generale Calabria Verde, che traccia il bilancio delle attività di controllo condotte lungo il territorio regionale. «Abbiamo impiegato circa 200 sorveglianti idraulici, 80 squadre su tutto il territorio regionale», spiega, sottolineando come gli operatori abbiano utilizzato specifiche applicazioni per raccogliere informazioni sullo stato delle acque e trasmettere eventuali segnalazioni. I dati sono stati inseriti in una piattaforma informatica attraverso la quale la Regione ha potuto raccogliere e gestire le informazioni, rendendone una parte consultabile anche dai cittadini. Dal monitoraggio, secondo quanto riferito da Oliva, è emersa una situazione prevalentemente positiva, pur con alcune criticità localizzate. Nella maggior parte delle verifiche, infatti, la qualità delle acque è risultata buona, mentre le situazioni anomale sono state comunicate alla Regione e ad Arpacal per i successivi accertamenti. L’attività di Calabria Verde ha quindi rappresentato un supporto operativo agli organismi competenti, consentendo di indirizzare i controlli verso le aree nelle quali erano stati riscontrati possibili problemi ambientali.

Montuoro: «Raccolti quasi 17mila chili di rifiuti in mare»

A fornire il quadro complessivo delle attività è l’assessore regionale all’Ambiente, Antonio Montuoro, che rivendica il lavoro di coordinamento tra le diverse strutture regionali. «Abbiamo messo oltre 300 uomini in campo che quotidianamente sorvegliavano le nostre coste», afferma, ringraziando la Sorveglianza idraulica, Arpacal, il Consorzio di Bonifica, Sorical, Arrical e il Dipartimento Ambiente per le attività svolte. Un impegno sostenuto anche dall’impiego di droni aerei e acquatici, battelli e laboratori mobili, con l’obiettivo di rendere più tempestiva l’individuazione di anomalie e situazioni di inquinamento. Particolarmente significativo il bilancio delle attività condotte in mare: i battelli di monitoraggio hanno percorso complessivamente 16.500 chilometri, consentendo anche il recupero di quasi 17mila chilogrammi di rifiuti. Accanto alla sorveglianza delle coste, un ruolo importante è stato svolto dai laboratori mobili di Arpacal, utilizzati anche per effettuare prelievi straordinari in presenza di segnalazioni o situazioni sospette. Montuoro sottolinea inoltre i miglioramenti registrati in alcune delle aree tradizionalmente più esposte a criticità ambientali. «Dai territori che in passato segnalavano maggiori anomalie quest’anno ci arrivano dei segnali molto importanti di miglioramenti significativi della qualità del mare, della qualità delle acque di balneazione», osserva. L’assessore richiama quindi i dati ministeriali sulla balneabilità delle acque calabresi: «Il 97% delle acque calabresi sono balneabili e di queste il 93% sono state classificate come eccellenti», riferisce Montuoro citando le verifiche del Ministero della Salute.

L’app Calabria Ambiente e i controlli per il 2027

Un altro elemento del sistema di monitoraggio è rappresentato dall’applicazione Calabria Ambiente, che consente ai cittadini di consultare informazioni ambientali e segnalare direttamente eventuali anomalie sul territorio. Dagli episodi di abbandono incontrollato dei rifiuti ai principi di incendio, fino alle condizioni del mare, l’applicazione permette di trasmettere segnalazioni e consultare anche gli esiti delle analisi ambientali effettuate da Arpacal. Uno strumento che, ricorda Montuoro, ha ricevuto un riconoscimento nell’ambito di RemTech Expo a Ferrara. Ma è soprattutto sulla prossima stagione che si concentra l’attenzione della Regione. Le attività di prevenzione dovranno proseguire anche nei mesi invernali, quando le precipitazioni intense possono mettere sotto pressione le reti fognarie, gli impianti di depurazione e le stazioni di sollevamento. La programmazione per il 2027 partirà dunque dai risultati e dalle criticità emerse nel corso dell’anno, rafforzando il collegamento tra sorveglianza idraulica, controlli ambientali e interventi sulle infrastrutture. «Non bisogna occuparsi del mare solo nei mesi estivi», ribadisce Montuoro, ricordando che proprio le attività condotte durante l’inverno precedente hanno contribuito, secondo la Regione, ai miglioramenti registrati nell’ultima stagione balneare. Da qui l’obiettivo di consolidare un sistema di sorveglianza permanente. «Il nostro slogan potrebbe essere Mare 365, perché ci occupiamo 365 giorni all’anno del nostro mare», conclude l’assessore.

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