Il Papa al lavoro in ospedale. «Se starà bene farà l’Angelus»
Parolin: se necessario rimodulerà il pontificato. Gli auguri di Trump
CITTÀ DEL VATICANO Prosegue a grandi passi la ripresa di Papa Leone XIV. Anche oggi si è alzato, ha fatto una seduta di fisioterapia respiratoria con attività motorie complete, ha concelebrato la messa, ma soprattutto ha ripreso anche l’attività lavorativa. Per questo ha incontrato il Sostituto alla Segreteria di Stato, monsignor Paolo Rudelli. Il Papa ha cominciato dunque a sbrigare qualche dossier per non avere troppo lavoro arretrato quando rientrerà al Palazzo apostolico, presumibilmente, come previsto, all’inizio della prossima settimana. Tutto procede dunque secondo le previsioni, anche se qualche ombra sul futuro potrebbe affacciarsi. È direttamente il cardinale segretario di Stato Pietro Parolin a non nascondere le preoccupazioni. “Sono appena due giorni che il Papa è stato ricoverato – argomenta infatti il numero due del Vaticano – e non si possono fare previsioni di nessun tipo. Si tratta di vedere adesso quando tornerà, in che situazione tornerà, cosa diranno i medici. E in base a tutti questi elementi poi il Papa anche rimodulerà il suo pontificato, se è necessario rimodularlo”. Leone, al momento, pensa a guarire. É un paziente ligio, ascolta i medici e ce la sta mettendo tutta per riprendere al più presto la quotidianità. Domenica potrebbe anche recitare l’Angelus dal balconcino del Gemelli. Secondo quanto si apprende ci sarebbe stato già un sopralluogo dei tecnici e comunque la volontà del Papa c’è. “Dipenderà un po’ dal decorso della convalescenza, se entro fine settimana starà meglio penso che farà l’Angelus dal Gemelli”, ha riferito ancora Parolin. Discorso un po’ più complesso per il viaggio in Sudamerica. Sul punto, il primo collaboratore del Pontefice spiega che si tratta di “un viaggio lungo e impegnativo” e dunque “dipenderà dai medici”. Fatto sta che, fino al momento dell’ingresso in ospedale, Papa Leone aveva confermato tutto. Anche in questo caso occorrerà allora “aspettare che rientri dall’ospedale”. Il Segretario di Stato vaticano ribadisce però la sua apprensione: “Io continuo ad essere preoccupato perché mi dispiace enormemente per quanto è successo. Ma mi fido delle notizie che ci hanno dato con i bollettini medici e quindi ho anche speranza che questa situazione si possa risolvere al più presto”. Il bollettino del giorno, firmato dal suo medico personale, il dottor Luigi Carbone, e dallo specialista che lo ha operato, il professor Stefano Margaritora, fa sapere che Leone XIV “questa mattina ha eseguito i controlli di routine che sono risultati nella norma. La radiografia del torace ha mostrato la buona ripresa del polmone operato. Ha svolto le attività quotidiane autonomamente. La seduta di fisioterapia ha comportato attività motorie complete. Complessivamente – concludono i due medici nella nota diffusa dal Vaticano – il decorso post-operatorio procede regolarmente”. Tutto dunque secondo quanto preventivato. Da domani, se resta questa situazione, il Vaticano potrebbe rallentare un po’ le comunicazioni. Intanto sono arrivati gli auguri da oltreoceano: il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che in passato non ha risparmiato bordate di ogni tipo al Papa americano, ha detto, parlando con i giornalisti dopo un comizio in Arizona, di augurarsi che “si rimetta presto”. Trapela comunque molto ottimismo da quel decimo piano dell’ospedale Gemelli e, come accaduto fin dall’uscita dalla sala operatoria, il Papa sta facendo sapere alle persone a lui più care, attraverso messaggi veicolati dai suoi collaboratori, che si sente bene e che uscirà presto, comunque in quei tempi previsti fin dal momento del ricovero. Il Pontefice potrebbe dunque tornare a casa, se non subentreranno novità, tra martedì e mercoledì della prossima settimana. (Ansa)
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