L’estranea, il film di paolo Strippoli. La recensione di Giuseppe Femia
La madre che controlla, il padre che svaluta, il figlio che subisce, la figlia che salva e poi diventa vittima, l’omosessualità, il bullismo
La madre che controlla, il padre che svaluta, il figlio che subisce, la figlia che salva e poi diventa vittima, l’omosessualità, il bullismo. E poi la borghesia che fallisce e la famiglia nella sua dannata struttura nevrotica. Molti sono i temi che si muovono in questa rappresentazione adrenalinica.
Eppure, un tema diventa cruciale: Cosa avviene alla mente quando un evento è soverchiante rispetto alla nostra capacità di gestione? Alle volte la nostra mente cerca delle scorciatoie che ci aiutano a non sentire il dolore. Alle volte invece produce contenuti deliranti opposti o lontani dal reale o che in qualche senso ci possano aiutare a gestire il carattere doloroso dell’esperienza traumatica. Nel film, durante la festa di compleanno della figlia Alice, un cane della famiglia aggredisce la bambina. La madre Anna, per salvarle la gamba, stringe un patto misterioso con una donna sconosciuta: in cambio della guarigione, dovrà sacrificare un’altra vita. Da qui inizia l’angoscia, e da qui si dilata la colpa. Ma, solo cosi Anna recupera potere e controllo. Vent’anni dopo, quel patto torna a bussare. Alice è una donna, la famiglia Colonna sembra aver rimosso tutto, ma un diluvio incessante su Roma e il ritorno dell’Estranea costringono Anna a confessare. Ecco l’Estranea, film scritto da Salvatore De Chirico, sembra essere proprio frutto di un’attività dissociata della mente. Sarcastica, sensuale, provocatoria, cerca di gestire tutto quello che di imprevedibile accade nella vita familiare. Una rappresentazione allucinatoria che accarezza e bastona l’animo di Anna. La salva e la condanna.
Il cinema rappresenta il carattere allucinatorio con una perfezione realistica. La psicologia diventa la vera protagonista di questa pellicola. L’Estranea cerca di dirigere gli eventi fra potere magico e delirio vivido. Si parla degli effetti del trauma sulla psiche e del carattere dissociativo di una parte che si stacca dalla coscienza e dal reale per non subire passivamente la malattia, il dolore, il fallimento. L’estranea si manifesta quando qualcosa di insopportabile sta per accadere. Interviene. Propone soluzioni ma richiede la coscienza, diventa un Diavolo biondo – che fuma in chiesa e seduce con ricatto. La coscienza quando si stacca produce mostri e meraviglie. Ripara e distrugge. I contenuti deliranti hanno origine in un trauma che si cumula.
