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«I cittadini si fidano e denunciano», il blitz a Crotone dopo il no alle pressioni dei clan

Sei misure cautelari per tentata estorsione ai danni di un negoziante. «Morsa spezzata grazie al coraggio della vittima e alla collaborazione con lo Stato»

Pubblicato il: 19/10/2026 – 12:41
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CROTONE «I cittadini oggi si fidano dello Stato, denunciano e trovano le porte aperte». È con questo messaggio di rottura contro l’omertà che i vertici della Polizia hanno commentato l’operazione antimafia coordinata dalla Dda di Catanzaro ed eseguita a Crotone. Un blitz che ha portato all’esecuzione di sei misure cautelari – due custodie in carcere e quattro arresti domiciliari, uno di essi risulta attivamente ricercato – per una tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di un commerciante del centro.

Dalla denuncia al blitz

Sulle modalità dell’intervento e sulla dinamica dei fatti è intervenuto il dirigente della Squadra Mobile di Crotone, il vicequestore Costantino Belvedere. Spiegando la genesi delle ritorsioni, il vicequestore ha ricostruito la spirale di pressioni vissuta dall’esercente, evidenziando che «viene contestato il reato di tentata estorsione in concorso aggravato dal metodo mafioso. Il locatore di un esercizio commerciale di Crotone è stato vessato da luglio a settembre con richieste di un surplus di denaro, è stato minacciato affinché desse questi soldi, ma lui non ha ceduto e noi ci siamo attivati con le indagini. È venuto da noi e ci siamo subito messi in moto».
Il dirigente della Mobile si è poi soffermato sul profilo degli indagati e sull’escalation di violenza registrata nel corso delle settimane: «Si tratta assolutamente di criminalità storica, alcuni di questi soggetti sono vicini a clan storici della criminalità organizzata locale. La metodologia utilizzata è anche arcaica, perché hanno chiesto del denaro a titolo estorsivo a un commerciante che però non ha abbassato la testa e ci ha chiesto aiuto». Belvedere ha quindi rimarcato come l’azione criminale sia progressivamente degenerata: «Prima ci sono state delle normali richieste iniziali, per poi passare a delle minacce, anche di morte, fino a finire con un pestaggio subito dalla parte offesa».
L’esito dell’operazione è stato accolto con profonda soddisfazione dai vertici della Questura pitagorica, che hanno inteso sottolineare la svolta culturale e civica rappresentata dalla denuncia della vittima: «Saluto con piacere questa operazione della Polizia di Stato, della Squadra Mobile e della Procura Distrettuale Antimafia di Catanzaro, a cui faccio i complimenti vivissimi, ma soprattutto voglio porre l’accento sulla collaborazione dei cittadini. Questo risultato non arriva per caso, è il frutto di numerosi servizi di controllo del territorio e di molti incontri con imprenditori e commercianti. È quel canale che la Questura ha avviato da tempo in tutta la provincia: oggi i cittadini si fidano dello Stato, denunciano e trovano le porte aperte. Continuo a dire che solo uniti potremo debellare il fenomeno mafioso». (redazione@corrierecal.it)

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