Petilia Policastro, la piazza chiede acqua pulita: «Non ci fermeremo»
In centinaia al corteo guidato dal sindaco Saporito, promosso da “Acqua è vita” e Legambiente
CROTONE Partono dal municipio, fascia tricolore in testa, e arrivano in piazza Filottete. Petilia Policastro si è riversata in strada per un’unica ragione: l’acqua. Quella che non c’è, quella che arriva sporca, quella che si paga troppo. A chiamare la gente a raccolta sono stati il comitato spontaneo “Acqua è vita” e il circolo di Legambiente. A guidare il corteo, il sindaco Simone Saporito. Il corteo è stato lungo, partecipato, rumoroso. Le risposte, invece, sono mancate.
Acqua, le domande senza risposta
Se la piazza era piena, il tavolo delle risposte è rimasto quasi vuoto. Sulla crisi idrica di Petilia Policastro, la giornata ha lasciato più interrogativi che certezze. Il primo riguarda la salute. Quattrocento cittadini hanno firmato una denuncia-petizione, consegnata anche alla stazione dei Carabinieri, per avere garanzie sulla potabilità dell’acqua che arriva nelle case. Dai NAS, per ora, nessun riscontro ufficiale. Il secondo chiama in causa la Krunos, società che da anni ricava energia elettrica dall’acquedotto cittadino. L’intesa con la precedente Amministrazione comunale prevedeva, come contropartita, tre interventi: il rifacimento dei serbatoi in località Marrata, una vasca di decantazione e l’installazione dei torbidimetri. Ad oggi, però, di questi lavori non c’è traccia, e dall’azienda non è arrivata alcuna presa di posizione. Il terzo è il confronto con la Sorical. Il gestore ha risposto all’invito del comitato proponendo un tavolo tecnico. È qui che si giocherà la partita: data, modalità e contenuti restano da definire, mentre gli organizzatori hanno già annunciato che chiederanno di tenere l’incontro in un luogo pubblico, perché chiunque voglia possa ascoltare. Resta, sullo sfondo, la questione che i cittadini sentono più da vicino, quella del conto. Per molte famiglie il servizio costa troppo rispetto alla qualità dell’acqua che esce dai rubinetti, soprattutto quando le piogge la fanno arrivare torbida.


La voce del comitato
Le parole più nette sono arrivate da una portavoce di “Acqua è vita”. Frustrazione e rabbia, ha detto, e soprattutto paura per i bambini. Nessun interesse a fare politica: solo la volontà di fare rete. Quello che chiedono è semplice: interventi risolutivi, non toppe da applicare ogni volta che piove e l’acqua arriva torbida nelle case. Sui social il comitato ha ringraziato chi ha sfilato, avvertendo che quella di ieri non è la fine ma l’inizio, e che non intende fermarsi. Un primo spiraglio c’è: la Sorical. ha risposto all’invito proponendo un tavolo tecnico. Sarà un incontro ristretto, ma gli organizzatori hanno già annunciato che ne chiederanno ufficialmente lo svolgimento in un luogo pubblico, perché ogni cittadino possa ascoltare e capire.
Il sindaco e le colpe del passato
Dal palco, il sindaco Simone Saporito ha alzato il tiro. Nel mirino la Congesi e la giunta che l’ha preceduto, colpevole, a suo dire, di essere entrata nella società. Diversa la scelta di Cotronei, che il servizio idrico l’ha gestito in proprio finché ha potuto. Poi un’ammissione: i tanti progetti inviati ai canali Cis e Pnrr sono rimasti senza fondi, perché giudicati precedenti alla nascita della Sorical, oggi gestore unico dell’acqua pubblica in Calabria.


Anche l’Amministrazione ha affidato ai social il proprio racconto della giornata: “Oggi non c’era un palco. Non c’era una distinzione tra chi amministra e chi è amministrato. C’era solo una comunità intera, in strada, unita. Il sindaco e tutta l’Amministrazione hanno sfilato in mezzo a voi, tra la gente, come cittadini prima che come amministratori, per un diritto sacrosanto e non negoziabile: un’acqua veramente pulita e potabile. Perché la battaglia per l’acqua pulita non è del sindaco, è di tutti noi. La vostra presenza massiccia è la risposta più forte. Avete dimostrato che Petilia non si arrende. Non chiediamo un favore. Pretendiamo un diritto sacrosanto: aprire il rubinetto e avere acqua potabile, pulita, sicura per i nostri figli e per i nostri anziani. Ve lo dico con chiarezza: la nostra battaglia non finisce qui. Continueremo a lottare in ogni sede, con tutti gli strumenti a nostra disposizione, a difesa di Petilia e di tutti i Petilini. Oggi insieme abbiamo manifestato. Insieme continueremo a lottare, fino a quando non avremo raggiunto l’obiettivo. Perché l’acqua è un diritto, non un privilegio”. (redazione@corrierecal.it)
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