Liste d’attesa in Calabria. Passi avanti ma restano i “nodi” risorse e sanzioni
La Corte dei Conti segnala un notevole sforzo organizzativo e tempi più rapidi nell’erogazione delle prestazioni. In altri ambiti invece ci sono ancora problematiche
CATANZARO Passi avanti, anche sensibili, ma ancora criticità e diversi “nodi”. Nel quadro del piano nazionale di abbattimento delle liste d’attesa e dell’attuazione delle misure introdotte dal decreto legge 73/2024, la risposta della Regione Calabria offre un quadro in chiaroscuro, caratterizzato da un forte sforzo organizzativo sul fronte dei servizi erogati nei fine settimana, ma accompagnato da alcune problematiche sul piano dell’utilizzo dei fondi e dei controlli sanzionatori: è quanto emerge dall’ultima relazione della Corte dei Conti sulla gestione delle misure per la riduzione dei tempi di attesa nella sanità pubblica.
Lo sforzo del fine settimana: 98.950 prestazioni erogate
Il dato più rilevante relativo all’impatto delle nuove direttive sul territorio calabrese – si evidenzia dal report della Corte dei Conti – riguarda l’estensione degli orari di apertura degli ambulatori e l’incremento dell’attività nei fine settimana. Per far fronte alle lunghe liste e garantire le prestazioni nei tempi previsti, la Calabria ha rendicontato l’erogazione di un totale di 98.950 prestazioni sanitarie svolte il sabato, la domenica e in orario prolungato.
Il quadro finanziario: spese e fondi non utilizzati
Sul fronte della gestione delle risorse statali destinate al recupero delle liste d’attesa, i dati della Corte dei Conti per la Calabria evidenziano andamenti altalenanti: nel 2022 a fronte di una quota di finalizzazione regionale di 15.718.900 euro, la Calabria ha utilizzato 10.755.148 euro, registrando risorse non utilizzate pari a 4.963.752 euro. Nel 2023: Su 11.439.621 euro di quota finalizzata, ne sono stati spesi 10.166.233 euro, con un residuo non utilizzato di 1.273.388 euro. Anno 2024: Su 15.860.644 euro di assegnazione, la spesa si è attestata a 8.624.991 euro, lasciando non usufruiti 7.235.653 euro. Infine, anno 2025: A fronte di una quota di finalizzazione pari a 13.224.754 euro, gli utilizzi sono stati pari a 10.211.231 euro, con un margine non speso di 3.013.523 euro.
Garanzia dei tempi di attesa
Per quanto riguarda il rispetto dei tempi standard per le prestazioni con classe di priorità B (da erogare entro 10 giorni) e D (da erogare entro 30/60 giorni), la Calabria – si ricava dalle tabelle della Corte dei Conti si attesta su percentuali elevate nel monitoraggio ex-post. Nel dettaglio. Classe di Priorità B: la percentuale di prestazioni garantite entro i tempi previsti è stata del 92,57% nel 2022, del 92,44% nel 2023 e del 92,66% nel 2024. Classe di Priorità D: le prestazioni garantite entro i tempi si sono attestate all’89,38% nel 2022, all’87,41% nel 2023 e all’85,75% nel 2024.
Governance, percorsi di tutela e capitolo sanzioni
Dal punto di vista della governance regionale, secondo la Corte dei Conti la Calabria ha istituito l’Unità centrale di gestione e nominato il Responsabile unico regionale dell’assistenza sanitaria (Ruas) con un decreto del commissariale dell’ototbre 2024 3 ottobre 2024. La Regione risulta in regola con la trasmissione delle relazioni trimestrali di monitoraggio aggiornate. Restano invece pressoché inapplicati i meccanismi sanzionatori e di garanzia per i cittadini: nessuna sanzione alle Aziende o ai dirigenti nel senso che – spiegano i magistrati contabili – la Regione ha comunicato che nel corso del 2025 non è stata avviata alcuna azione disciplinare o di responsabilità contabile nei confronti dei direttori generali per la mancata erogazione nei tempi delle prestazioni, né sono state comminate sanzioni amministrative alle aziende sanitarie per eventuale blocco o chiusura ingiustificata delle agende di prenotazione. Quanto all’attività libero professionale intramuraria (Alpi) di tutela, secondo la Corte dei Conti il ricorso al meccanismo che permette al cittadino di fruire della prestazione in intramoenia a spese del Servizio Sanitario se i tempi pubblici si allungano oltre il limite è stato registrato una sola volta in tutta la regione nel corso del 2025, nello specifico dall’Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia nell’area di Gastroenterologia (per un importo differenziale a carico dell’Asp). (a. cant.)
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