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LA MOBILITAZIONE

Protesta dei tir, la Calabria tira dritto. Niente accordo e il fermo continua – VIDEO E FOTO

Dopo ore di tensione e confronto al presidio di Lamezia, Fedralog conferma la mobilitazione fino al 27 ottobre. Pansini: «Dal governo solo briciole»

Pubblicato il: 20/10/2026 – 19:55
di Giorgio Curcio
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LAMEZIA TERME La Calabria non arretra. Le aperture del governo non bastano a convincere gli autotrasportatori che, dopo cinque giorni di protesta, hanno deciso di proseguire la mobilitazione fino al prossimo 27 ottobre, quando è previsto un nuovo incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. Una decisione che arriva proprio mentre dal vertice di Milano erano giunti segnali di distensione e il viceministro Edoardo Rixi aveva prospettato una revoca dei blocchi anche in Calabria. Ma dal presidio nella zona aeroportuale di Lamezia Terme è arrivata una risposta di segno opposto. La decisione è maturata al termine di una riunione lunga e particolarmente intensa, segnata da momenti di tensione e malumori tra i manifestanti. Dopo cinque giorni di mobilitazione, il confronto sulle proposte del governo ha fatto emergere posizioni inizialmente differenti, prima che si raggiungesse un’intesa condivisa: il fermo prosegue, almeno fino al 27 ottobre, salvo nuove risposte delle istituzioni.

«Abbiamo deciso di confermare il fermo»

«Abbiamo finalmente deciso, dopo diverse ore di riunione intensa, di confermare il fermo. Quindi prosegue fino al giorno 27, quando ci sarà l’incontro con Salvini». A confermarlo al Corriere della Calabria è Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog, intervistato al termine del confronto tra gli autotrasportatori. Pansini spiega che sono già state prorogate le autorizzazioni per la manifestazione, in attesa del nuovo appuntamento con il governo. La decisione definitiva sull’eventuale prosecuzione della protesta oltre quella data arriverà soltanto dopo il confronto ministeriale, a meno che non giungano prima riscontri concreti dalle istituzioni. Il coordinatore tiene inoltre a sottolineare il carattere pacifico della manifestazione.

«Sbloccati pagamenti vecchi, i 67 milioni sono briciole»

A non convincere gli autotrasportatori sono soprattutto le misure annunciate dopo il vertice di Milano. Secondo Pansini, buona parte delle risorse presentate dal governo non rappresenterebbe affatto una risposta nuova alle rivendicazioni del comparto. «Le promesse sono semplicemente che hanno sbloccato dei pagamenti riferiti all’anno scorso, al 2025, quindi di certo di pagamenti nuovi non ce ne sono», sostiene. Il coordinatore regionale si sofferma in particolare sui circa 67 milioni di euro destinati al ristoro del gasolio, sottolineando che anche queste risorse, secondo quanto riferisce, sarebbero legate a domande da presentare tra settembre e ottobre, con pagamenti che potrebbero arrivare soltanto a novembre. «Ma di nuovo non c’è nulla», ribadisce Pansini, ricordando che anche il Decreto Investimenti risale al 2025 e che gli annunci riguarderebbero soprattutto lo sblocco di pagamenti già previsti per il prossimo triennio. «Quei 67 milioni per noi autotrasportatori sono briciole, sinceramente non ci soddisfano». Non è soltanto una questione di risorse economiche. Fedralog contesta anche la mancanza di risposte concrete sul rafforzamento delle tutele normative richieste dal settore, richiamando una disposizione introdotta nel 2022. Su questo punto, secondo Pansini, il governo avrebbe prospettato ulteriori approfondimenti anziché un intervento immediato. «Ci dicono che faranno un piano di studi per vedere come andrà a finire. Sempre promesse che poi non verranno mantenute. Adesso basta, continuiamo con questo fermo e che Dio ci aiuti».

Puglia, Basilicata e Campania: la protesta potrebbe allargarsi

La mobilitazione calabrese potrebbe trovare sostegno anche in altre regioni meridionali. È quanto emerge dai contatti che, secondo Pansini, Fedralog ha mantenuto con gli altri territori nelle ore successive al confronto con il governo. «La Puglia è con noi, quindi sicuramente si ferma. La Basilicata ci dà conferma a breve, ma si fermeranno anche loro. Dalla Campania abbiamo sentito che si fermano anche loro», riferisce il coordinatore regionale. Un quadro che resta comunque in evoluzione e che dovrà essere verificato nelle prossime ore, quando arriveranno le decisioni delle altre rappresentanze territoriali.
A Lamezia, intanto, la giornata si chiude con una scelta netta. Le tensioni emerse durante la riunione hanno lasciato spazio a una posizione comune, senza però attenuare il malcontento degli autotrasportatori. La Calabria prosegue la mobilitazione e guarda al 27 ottobre, quando il nuovo confronto con Salvini dovrà chiarire se esistano finalmente le condizioni per interrompere una protesta che continua a interessare il sistema dei trasporti regionali. (g.curcio@corrierecal.it)

L’intervista:

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