«Uccidiamo tutti, ti apriamo la pancia». Minacce di morte ad Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo
Lo scorso dicembre ignoti hanno sparato colpi d’arma da fuoco contro la sua abitazione. Ora due telefonate anonime ricevute nei giorni scorsi. La condanna di Romeo
VIBO VALENTIA Antonio Iannello, presidente del Consiglio comunale di Vibo Valentia, ancora nel mirino della criminalità, dopo l’attentato dello scorso dicembre nei pressi della sua abitazione. Questa volta le minacce sono arrivate per telefono: due le chiamate anonime ricevute da Iannello, dall’altra parte sono giunte frasi inquietanti. «Uccidiamo tutti» hanno detto ignoti nella prima chiamata, risalente a domenica 11 quando il presidente del consiglio si trovava a Roma. Una seconda chiamata è arrivata sabato sera, poco prima delle 23: «Ora ti apriamo la pancia» prima di chiudere subito. Messosi nell’immediato in contatto con la Questura di Vibo Valentia, Iannello ha denunciato entrambe le telefonate al Commissariato di Roma.
L’attentato dello scorso anno
Non è la prima volta che Iannello viene preso di mira. Lo scorso 23 dicembre, ignoti avevano sparato cinque colpi d’arma da fuoco contro la sua abitazione a Triparni, mentre lo stesso Iannello rientrava a casa. Un violento attentato che aveva scatenato la reazione di solidarietà bipartisan, con la convocazione di un Consiglio comunale aperto per dimostrare vicinanza a Iannello. Adesso nuove intimidazioni che alimentano un clima di tensione che negli ultimi mesi si è fatto pesante attorno a Palazzo Luigi Razza.
Il sindaco Romeo: «Gesti vili e codardi»
Solidarietà è stata espressa dal sindaco di Vibo Enzo Romeo: «Antonio Iannello è un mio amico, prima ancora che un compagno di viaggio politico. Con lui condivido da tempo passione e impegno ma soprattutto affetto e vicinanza amicale. È una di quelle amicizie vive, di quelle con cui ti confronti ma allo stesso tempo ti confidi. È per questo che oggi condivido il suo stesso stato d’animo: Quello di un’uomo che ha sempre affiancato al suo impegno umano e politico una onestà e originalità riscontrabili in poche persone. Questi reiterati eventi criminosi non possono ulteriormente sconvolgere la serenità di un uomo e della sua famiglia che non merita questi gesti vili, codardi. Confidiamo, pienamente nell’operato delle forze inquirenti che hanno sempre dimostrato attenzione e che, siamo sicuri, daranno a breve risposte. Oggi, però, tutta l’amministrazione si deve stringere in un abbraccio affettuoso e allo stesso tempo protettivo, perché Antonio Iannello non può e non deve sentirsi in alcun modo solo». (m.russo@corrierecal.it)
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