Protesta autotrasportatori, il fermo può continuare. Da Lamezia: «Pronti anche a un corteo su Roma» – VIDEO
Pansini (Fedralog): «Decideremo dopo l’incontro con Salvini». Al presidio anche gli studenti, il messaggio del sindaco Giampà: «Siete il risultato di qualcosa di meraviglioso»
LAMEZIA TERME Il quinto giorno di protesta avrebbe dovuto segnare la conclusione del fermo degli autotrasportatori, ma la mobilitazione potrebbe proseguire. E sul tavolo c’è persino l’ipotesi di un corteo a Roma, qualora dal confronto con il Governo non dovessero arrivare risposte soddisfacenti. È una giornata decisiva per gli autotrasportatori che continuano a presidiare l’area di Sant’Eufemia, nei pressi dell’aeroporto di Lamezia Terme, in attesa dell’esito degli incontri con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. A delineare gli scenari è Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog, che conferma come siano già state inoltrate alle Questure le comunicazioni relative alla proroga della mobilitazione.

Pansini: «Se arriva una fumata nera, misure drastiche»
«Il quinto giorno doveva essere l’ultimo giorno del fermo, anche se abbiamo già inviato le proroghe alle Questure», spiega Pansini, che sottolinea la grande partecipazione registrata in questi giorni. «Ringraziamo tutti quanti, cittadini, famiglie e imprese che sono venute qui in segno di solidarietà nei confronti degli autotrasportatori. Questo lo apprezziamo molto». Il coordinatore regionale non nasconde le conseguenze della protesta sulla vita quotidiana dei cittadini e sul sistema della distribuzione. «Comprendiamo sicuramente il disagio che c’è stato. Soprattutto oggi, in queste ore, abbiamo visto i supermercati che si stanno svuotando e questo noi non lo volevamo, però ci siamo stati costretti. L’autotrasportatore oggi si è fermato per necessità». L’attenzione è rivolta soprattutto all’incontro delle 15, quando al tavolo con Salvini saranno presenti le associazioni del Sud Italia non rappresentate da Unatras e dalle principali sigle nazionali. Al centro delle rivendicazioni c’è il costo del gasolio e la richiesta di ulteriori interventi economici. «Sicuramente sbloccheranno quei soldi per il bonus gasolio che erano già destinati agli autotrasportatori, ma quello che chiediamo oggi è un’integrazione, almeno sul gasolio, per coprire realmente i costi», afferma Pansini. «Questi 430 milioni di euro non bastano minimamente, neanche in parte, per coprire i costi che oggi l’autotrasportatore ha sostenuto». La prosecuzione della protesta dipenderà dunque dalle risposte del Governo. «In base a quello che ci risponderà, prenderemo delle decisioni molto importanti. Capisco anche i cittadini che sono in grosse difficoltà, però purtroppo dobbiamo prendere dei provvedimenti e decidere se continuare il fermo o addirittura fare un corteo su Roma. Dovremo prendere misure drastiche se oggi ci sarà una fumata nera. Speriamo di no, con tutto il cuore».

Comito: «Restare fermi costa, ma viaggiare così è diventato insostenibile»
Al presidio di Lamezia Terme la preoccupazione è condivisa dagli stessi lavoratori, alle prese con una situazione economica sempre più difficile. A raccontarla è Cosimo Comito, dell’azienda Stiltracom Srl di Lamezia, che evidenzia come il fermo rappresenti un sacrificio anche per le imprese di autotrasporto. «Siamo molto fiduciosi e speriamo che il ministro Salvini accolga le nostre richieste, anche perché stare qui fermi per noi è una grossa spesa», spiega. «Ci rendiamo conto che stiamo creando sicuramente disagio alle nostre committenze, con i prodotti agricoli che sono pronti a partire. Questa campagna bloccata non giova né a noi né a loro». Il problema, secondo Comito, è che le aziende si trovano strette tra i costi della protesta e quelli, ormai difficilmente sostenibili, dell’attività ordinaria. «Noi abbiamo spese costanti giornaliere che non possiamo affrontare tenendo i mezzi fermi. È anche vero, però, che percorrere tutti questi chilometri per garantire il servizio e la distribuzione delle merci, senza riuscire a coprire adeguatamente le spese, ci mette in grosse difficoltà. Questa situazione non può andare avanti in questo modo». Da qui l’appello al Governo affinché arrivino «risposte immediate e soprattutto esaustive».

La visita di Occhiuto e la solidarietà degli studenti
Comito racconta anche della visita al presidio, nella serata di lunedì, del presidente della Regione Calabria Roberto Occhiuto, che ha incontrato i manifestanti. «Il presidente Occhiuto ieri sera ci ha fatto una bellissima sorpresa, che ci ha fatto molto piacere e ci ha resi ancora più orgogliosi della protesta che stiamo facendo. Si è complimentato perché qui c’è stata una mobilitazione del tutto pacifica, con unione di intenti. Non c’è stata disgregazione all’interno della categoria». Il governatore, secondo quanto riferisce Comito, avrebbe inoltre assicurato il proprio interessamento presso il Governo nazionale. «Ci ha rassicurato, sicuramente farà anche lui la sua parte con il Governo centrale e speriamo che anche il suo intervento contribuisca a trovare una soluzione».

Intanto, proprio nella mattinata di oggi, al presidio di Sant’Eufemia è arrivata anche la solidarietà degli studenti del Polo Liceale Campanella-Fiorentino, che hanno raggiunto agricoltori e autotrasportatori con striscioni e slogan, sottolineando il legame tra le difficoltà del mondo produttivo e il futuro delle nuove generazioni. Al presidio degli autotrasportatori e degli agricoltori, insieme alla consigliera comunale di minoranza di Lamezia Terme Lidia Vescio, era presente anche il sindaco di San Pietro a Maida, Domenico Giampà, che ha rivolto agli studenti parole cariche di emozione. «Oggi è qualcosa di straordinario. Voi siete il risultato di qualcosa di meraviglioso. All’inizio si pensava che non si potesse raggiungere alcun risultato, ma quando la pazienza, la disperazione e la rabbia di questi uomini sono diventate una pagina da scrivere insieme, le nuove generazioni hanno deciso di contribuire a scriverla. La prima pagina ha un nome e si chiama speranza. L’ultima dobbiamo avere il coraggio di scriverla insieme. E si chiama futuro». Una mobilitazione che continua dunque ad allargarsi e che, dopo cinque giorni, si trova davanti a un passaggio decisivo. L’esito del confronto con il ministro Salvini determinerà le prossime mosse dei manifestanti, tra la possibilità di interrompere il fermo e quella di proseguire una protesta che sta già producendo pesanti conseguenze sul sistema dei rifornimenti. (g.curcio@corrierecal.it)
Il presidio e la manifestazione di oggi:
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