A2A punta sulla Calabria, investimenti per 400 milioni. «Un mix energetico che può diventare competitivo»
Presentato il Bilancio di sostenibilità territoriale. Mazzoncini: «Le utility possono tenere in moto l’economia dopo il PNRR». Tasca: «Qui siamo presenti come in poche altre regioni d’Italia»
CATANZARO Quattrocento milioni di euro di investimenti programmati entro il 2035, oltre 140 milioni destinati al polo di economia circolare di Crotone e una presenza industriale destinata a consolidarsi ulteriormente. Ma anche una Calabria che, grazie alla disponibilità contemporanea di acqua, sole, vento e impianti per la valorizzazione energetica dei rifiuti, potrebbe trasformare il proprio patrimonio di risorse in un vantaggio competitivo. È il quadro emerso dalla presentazione del quinto Bilancio di sostenibilità territoriale di A2A, illustrato a Catanzaro dal presidente Roberto Tasca e dall’amministratore delegato Renato Mazzoncini. All’incontro hanno partecipato anche il presidente della Regione Roberto Occhiuto e l’amministratore delegato di Amarelli Srl, Fortunato Amarelli.
I numeri fotografano una presenza significativa del gruppo energetico sul territorio regionale. Nel 2025 A2A ha distribuito in Calabria 45 milioni di euro di valore economico, il 14% in più rispetto all’anno precedente, e investito 19,4 milioni in impianti e infrastrutture. Gli ordini ai fornitori locali hanno raggiunto i 18 milioni di euro, dei quali 16,8 destinati a micro e piccole imprese, con una crescita del 140% rispetto al 2024. A questi si aggiungono, secondo quanto riferito da Mazzoncini, circa 12 milioni di euro di stipendi e una rete di 45 imprese del territorio che collaborano con il gruppo.

Mazzoncini: «Il mix energetico è la forza della Calabria»
Al di là dei dati economici, è soprattutto sulle prospettive energetiche che si concentra la riflessione dell’amministratore delegato di A2A. La Calabria, secondo Mazzoncini, dispone di una combinazione di risorse che non tutte le regioni italiane possono vantare. «L’Italia è un Paese che complessivamente dipende per l’energia dall’estero tantissimo, perché non abbiamo sostanzialmente petrolio e gas. Le fonti autoctone sono l’acqua, il vento, il sole e i rifiuti. E queste quattro componenti in Calabria ci sono tutte». Una disponibilità che potrebbe rappresentare un elemento di competitività, a condizione di valorizzare le diverse caratteristiche delle fonti energetiche. «Non basta avere fonti rinnovabili, ma occorre avere le diverse fonti rinnovabili», osserva Mazzoncini, ricordando come la produzione solare sia concentrata soprattutto nelle ore diurne e nei mesi più favorevoli, mentre quella eolica segua dinamiche differenti. L’idroelettrico, grazie alla regolazione degli invasi, consente invece una maggiore flessibilità nella produzione. In questo scenario l’amministratore delegato richiama anche il progetto di sviluppo di un termovalorizzatore a Gioia Tauro e la necessità di rendere l’energia disponibile a condizioni competitive per cittadini e imprese.

Dalle dighe al ciclo idrico: la presenza industriale
L’idroelettrico rappresenta uno dei pilastri della presenza di A2A in Calabria. Il gruppo gestisce dieci centrali, per una potenza installata di oltre 563 MW. Una storia industriale che affonda le radici nel secolo scorso. «L’anno prossimo compie cento anni l’inaugurazione di Timpa Grande, che è la centrale più importante, inaugurata nel 1927 da Vittorio Emanuele III», ricorda Mazzoncini, sottolineando la necessità di ammodernare infrastrutture che continuano a svolgere un ruolo fondamentale nel sistema energetico regionale. Tra gli interventi previsti figurano anche quelli per il polo di Crotone, mentre sul fronte delle rinnovabili sono stati autorizzati due impianti fotovoltaici da 8 MW ciascuno a Cutro e risultano allo studio tre progetti agrivoltaici per oltre 260 MW complessivi nelle province di Crotone e Cosenza. Le prospettive di sviluppo riguardano anche il ciclo idrico. Nel 2025 A2A ha fatto il suo ingresso nel settore attraverso Novito Acque, con attività di gestione degli impianti di depurazione e delle reti fognarie in sette Comuni della Locride, per circa 50mila abitanti serviti. «Pensiamo che gli impianti di depurazione possano essere davvero una buona strada per vedere A2A presente anche sul ciclo idrico», spiega l’amministratore delegato, lasciando intravedere la possibilità di una presenza più ampia in questo comparto.

Tasca: «In Calabria una presenza seconda forse soltanto alla Lombardia»
A sottolineare il legame tra il gruppo e il territorio è anche il presidente Roberto Tasca, che colloca la strategia industriale all’interno di un processo più ampio di trasformazione economica e ambientale. «Stiamo assistendo a un grande cambiamento, che è il passaggio da un mondo che usava il gas e le fonti fossili a un mondo che tendenzialmente le userà sempre meno», spiega. Un cambiamento che, secondo il presidente, deve coinvolgere necessariamente anche le piccole e medie imprese. Non a caso, accanto alla presentazione del bilancio, A2A ha organizzato un incontro con oltre 30 imprenditori locali, molti dei quali già fornitori del gruppo. L’obiettivo è accompagnare queste realtà verso standard di sostenibilità sempre più elevati, favorendone contemporaneamente la crescita e la continuità economica. «Vogliamo essere sostenibili e indurre i nostri fornitori ad esserlo, per esserlo insieme», osserva Tasca. Il presidente rivendica anche il peso assunto dalla Calabria nella strategia nazionale della società. «Siamo in Calabria presenti come in poche altre regioni d’Italia. Forse solo in Lombardia siamo più presenti, che è la nostra regione di elezione». Un rapporto che il gruppo intende consolidare, attraverso investimenti ma anche iniziative rivolte alla formazione e al territorio. Nel 2025 A2A ha coinvolto circa 10mila studenti e insegnanti nei propri progetti educativi, mentre, secondo Tasca, sono state erogate 8.500 ore di formazione ai dipendenti. Attraverso il Banco dell’Energia sono stati inoltre stanziati oltre 100mila euro per sostenere più di 200 famiglie in condizioni di vulnerabilità.

Il dopo PNRR e il nodo degli extraprofitti
La prospettiva dei prossimi anni si intreccia inevitabilmente con la conclusione del Piano nazionale di ripresa e resilienza. Per Mazzoncini, il ruolo delle grandi società di servizi pubblici potrebbe diventare ancora più importante per sostenere gli investimenti e la crescita economica. «Le utility come A2A possono tenere in moto l’economia», sottolinea, auspicando un incremento significativo degli investimenti in Calabria nei prossimi anni. L’amministratore delegato interviene infine anche su un tema particolarmente dibattuto nel settore energetico: quello degli extraprofitti. «Quest’anno, 2026, chiudiamo l’anno con circa 17 miliardi di fatturato e una cifra intorno ai 600 milioni di utile. Quindi stiamo parlando di circa il 4% di utili. Mi pare che sia evidente che non stiamo parlando di extraprofitti». Si tratta di stime per la chiusura dell’esercizio, che Mazzoncini richiama per respingere l’idea di una redditività speculativa del gruppo. «È tipico di aziende come le nostre non avere un atteggiamento speculativo», aggiunge, ricordando la presenza di azionisti pubblici, i Comuni di Milano e Brescia, e di investitori orientati a rendimenti stabili nel tempo.
La sfida, per A2A, resta dunque quella di coniugare lo sviluppo industriale con una maggiore capacità dei territori di utilizzare le proprie risorse. E la Calabria, nelle intenzioni del gruppo, continuerà a occupare un posto centrale in questa strategia. (redazione@corrierecal.it)
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