Protesta dei tir, svolta in Calabria: Fedralog sospende il fermo. «Ora i fatti o andiamo a Roma»
Domani il Consiglio dei ministri, poi l’incontro con Salvini. Ma gli autotrasportatori avvertono: la vertenza non è chiusa
LAMEZIA TERME La svolta arriva nella serata di oggi, dopo giorni di tensioni, presidi e trattative. Fedralog ha deciso di sospendere con effetto immediato il fermo degli autotrasportatori in Calabria, modificando la posizione assunta soltanto ieri, quando era stata annunciata la prosecuzione della mobilitazione fino al prossimo 27 ottobre. Un cambio di rotta significativo, che apre una nuova fase nella vertenza e arriva alla vigilia del Consiglio dei ministri convocato per domani, giovedì 22 ottobre. Resta invece confermato l’appuntamento del 27 ottobre con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, dal quale la categoria attende risposte concrete sulle difficoltà economiche che hanno spinto centinaia di autotrasportatori a fermare i propri mezzi. Altrimenti, dicono, la protesta di sposterà a Roma. La decisione rappresenta un’inversione di tendenza rispetto a quanto accaduto appena ventiquattr’ore fa, accogliendo di buon grado anche l’annunciata piattaforma entro fine mese da parte del presidente Occhiuto e l’assessore Montuoro.
Dalla linea dura alla sospensione
Martedì sera, al termine di una lunga e accesa riunione al presidio nella zona aeroportuale di Lamezia Terme, gli autotrasportatori avevano deciso di proseguire la protesta, giudicando insufficienti le aperture arrivate dal Governo dopo il confronto istituzionale di Milano. A confermare quella scelta era stato Mario Pansini, coordinatore regionale di Fedralog, che aveva annunciato la prosecuzione del fermo fino al 27 ottobre, salvo eventuali risposte anticipate da parte delle istituzioni. Adesso, invece, arriva la sospensione immediata. Una decisione che consente alle imprese aderenti di riprendere le attività, pur senza rappresentare una conclusione definitiva della vertenza. Restano infatti sul tavolo le richieste avanzate dalla categoria e le criticità che hanno alimentato la mobilitazione, a partire dal costo del carburante e dalla difficoltà delle aziende di sostenere le spese di gestione.
Domani il Consiglio dei ministri, poi l’incontro con Salvini
L’attenzione si sposta ora a Roma. Per domani, giovedì 22 ottobre, è convocato il Consiglio dei ministri, un appuntamento sul quale si concentrano le aspettative degli autotrasportatori, in attesa di comprendere se dal Governo arriveranno ulteriori interventi a sostegno del comparto. Nei giorni scorsi l’esecutivo aveva annunciato lo sblocco di risorse economiche già stanziate e ulteriori disponibilità finanziarie. Misure che, tuttavia, non avevano convinto i rappresentanti calabresi di Fedralog, secondo i quali le somme prospettate risultavano insufficienti rispetto all’aumento dei costi sostenuti dalle imprese. Il confronto politico proseguirà comunque il 27 ottobre, quando è previsto un nuovo incontro con Salvini. Una data che resta centrale per il futuro della vertenza e per valutare le risposte che arriveranno dalle istituzioni.
Una protesta che ha messo in difficoltà la Calabria
Il fermo degli autotrasportatori, avviato il 16 ottobre, ha avuto ripercussioni significative sulla circolazione delle merci e sulle attività economiche della regione. Dai presidi organizzati tra Lamezia Terme e gli altri territori calabresi sono arrivati segnali di una mobilitazione capace di incidere sulla distribuzione dei prodotti alimentari, sui rifornimenti e sull’approvvigionamento delle imprese. In diversi supermercati si sono registrate difficoltà nel reperimento di prodotti freschi e generi alimentari, mentre numerose aziende hanno segnalato problemi nella ricezione delle materie prime e nella consegna delle merci. La sospensione decisa questa sera rappresenta dunque un passaggio importante anche per il sistema produttivo regionale. La protesta si ferma, almeno per il momento, ma la vertenza resta aperta. Saranno le prossime mosse del Governo, a cominciare dagli appuntamenti istituzionali dei prossimi giorni, a chiarire se questa tregua potrà trasformarsi in una soluzione duratura.
