Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 7:37
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 5 minuti
Cambia colore:
 

“pragmatismo e programmazione”

Case della comunità, ospedali e medicina di prossimità. La ricetta di Battistini per il rilancio della sanità vibonese

Le criticità ci sono, soprattutto nell’organico: mancano 400 dipendenti e «si va avanti con 38 medici pensionati». Il commissario parla di Emodinamica, presidi sanitari e la “priorità” di Vibo Marina

Pubblicato il: 21/10/2026 – 7:00
di Marco Russo
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

VIBO VALENTIA Il rilancio della sanità vibonese passa dalla medicina di prossimità. Un «nuovo paradigma mentale», un cambio di approccio che porti benessere e migliori il sistema di cura del paziente vibonese, alleggerendo anche il carico nel Pronto soccorso e negli ospedali dove oggi c’è difficoltà. È questa la ricetta che il commissario dell’Asp di Vibo Valentia, Antonio Battistini, indica per il rilancio della sanità vibonese: un ritorno a “casa”, come ha sottolineato il generale nella Conferenza dei sindaci lanciandosi anche in un’articolata analisi dello stato di salute della sanità vibonese.

«”Non si può fare” non è nel nostro dizionario»

Il nuovo approccio Battistini lo mostra appena entra a Palazzo Luigi Razza: insieme a lui, quasi tutti i vertici aziendali, medici e dirigenti che lo affiancheranno nei prossimi mesi cercando di dare «risposte a domande e situazioni complesse». Il neocommissario è operativo già da tempo, ben consapevole delle criticità di un territorio che, a suo dire, conosce bene: «Per noi non esisterà la frase “non si può fare”, non è nel nostro dizionario». Le idee non mancano, serviranno però risorse e, soprattutto, personale. I problemi non mancano neanche: dialisi, emodinamica, medici, lavori e case della comunità.

Mancano 400 dipendenti: «Andiamo avanti con 38 medici pensionati»

Il dato sulla carenza di organico, citato da Battistini, restituisce un quadro allarmante: all’Azienda di Vibo sulla carta mancano 400 dipendenti. «Stiamo andando avanti con 38 medici pensionati» dice Battistini, fissando al 31 dicembre la data “rossa” in cui potrebbero finire di lavorare. «Noi chiaramente speriamo che non accada» aggiunge il commissario. Mancano anche psichiatri: solo due sono disponibili su un organico che dovrebbe prevedere dieci professionisti. E ne servono altri per garantire la dialisi. Criticità che – spiega – possono essere gestite e affrontate solo con «grande pragmatismo» e concretezza, intervenendo in tempi brevi: «Sono cose che dobbiamo affrontare con onestà intellettuale, senza perderci dietro pezzi di carta che non servono a nulla, senza far dormire nei cassetti le pratiche».

Un passo avanti per le Case della comunità

Un passo avanti nelle ultime ore è stato fatto per le Case della comunità, con la presa d’atto della conclusione dei lavori per quella di Filadelfia, una delle sei previste insieme a Serra San Bruno, Mileto, Nicotera, Vibo Valentia e Soriano. Per Battistini dovranno rappresentare il punto di riferimento per i cittadini, simbolo di una medicina di prossimità che «non è un modello organizzativo ma un nuovo paradigma mentale». L’idea è quella di analizzare insieme ai sindaci le varie fragilità del territorio, individuano i punti critici e le “specializzazioni” più adatte per una Casa della Comunità in base alle necessità del cittadino. «La vera svolta l’avremo se porteremo fino nel borgo più sperduto della Calabria e nella provincia di Vibo Valentia una presenza sanitaria in grado di dare una risposta che data lì possa prevenire che quella persona vada in Pronto soccorso».

Emodinamica, servono tempo, procedure e competenze

Sul tavolo anche l’Emodinamica, al centro di polemiche negli ultimi mesi. Il generale precisa: «L’Emodinamica a Vibo è prevista». Ma spiega anche che per renderla stabile e fattuale servono azioni ben più complesse di una stanza pronta, «che peraltro è stata già destinata da chi mi ha preceduto». Servono tempo, procedure e soprattutto competenze, come insegna l’esperienza di Catanzaro per le procedure zero di Emodinamica e Cardiologia interventistica: «Ci sono voluti tre anni, metà per creare le due sale contigue, per creare competenze che non c’erano e metà per cercare due perfusionisti. Io non dico che voglio metterci tre anni a Vibo, ma che i percorsi sono ineludibili». Serviranno per l’Emodinamica vibonese competenze «che vadano oltre il semplice emodinamista, ma anche capaci di gestire il paziente dopo, che siano pronti per un’eventuale complicanza. E l’Emodinamica H24 sarà ancora più complicata». «Infrastrutture, dotazione sperimentale e competenze dei medici» sono i tre elementi indispensabili. Un percorso complesso e lungo, ma inevitabile: «Questa è una visione onesta dei problemi, ma è alla base della programmazione» chiosa Battistini.

Serra San Bruno, Tropea e Vibo Marina

Il commissario nei prossimi giorni visiterà Serra San Bruno per valutare di persona la situazione e assicura che né Tropea né il nosocomio serrese saranno depotenziati, neanche con l’avvio del nuovo ospedale. Anche Vibo Marina dovrà avere, a detta di Battistini, una «soluzione sanitaria adeguata»: una sfida prioritaria per l’Azienda, non solo per garantire alla comunità il diritto alla salute, ma anche perché rappresenta una zona strategica di passaggio per lavoratori e per migranti in arrivo. «Tutti devono collaborare per trovare una soluzione. Se l’Autorità portuale ha spazi li deve dare, se la Guardia Costiera ha spazi li deve dare, ognuno dovrà metterci del suo. Vibo Marina per me è un punto prioritario che merita attenzione, al pari di Serra San Bruno e Tropea».

«I diritti dei malati vengono prima di tutto»

Continuità e programmazione sono le parole chiave del Battistini-bis indicate dal commissario, all’insegna di «onestà intellettuale e pragmatismo». Tre le condizioni per il rilancio della sanità vibonese: «Lavorare tutti insieme, intercettare le cronicità che altrimenti assorbono risorse poi sottratte ad altro e, soprattutto, dare priorità ai diritti dei malati. Ci dobbiamo mettere in testa che i diritti dei malati e dei cittadini vengono prima di tutti gli altri diritti, lo deve tenere a mente soprattutto chi lavora in sanità. Se entriamo tutti in quest’ottica allora ce la possiamo fare nonostante le difficoltà». (m.russo@corrierecal.it)



Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato

Argomenti
Categorie collegate

x

x