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Ciclone Harry, quasi 75 milioni per l’Italia. Via libera dell’Eurocamera

Il provvedimento approvato con 651 voti favorevoli

Pubblicato il: 21/10/2026 – 16:11
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BRUXELLES Il Parlamento europeo ha approvato lo stanziamento di 74,9 milioni di euro a sostegno dell’Italia per i danni provocati dal ciclone Harry, che lo scorso gennaio ha colpito duramente anche la Calabria, oltre a Sicilia e Sardegna. Le risorse rientrano in un pacchetto complessivo di 489 milioni di euro del Fondo di solidarietà dell’Unione europea, destinato anche a Portogallo, Spagna e Malta per le tempeste e le inondazioni registrate nei primi mesi del 2026. Il provvedimento è stato approvato con 651 voti favorevoli, 17 contrari e 3 astensioni. I fondi serviranno a sostenere gli interventi di emergenza e ripristino nelle aree colpite.

Nesci: «Risorse fondamentali, ora interventi rapidi per i territori»

«È un risultato importante per le comunità – spiega Nesci – duramente colpite dal ciclone Harry e un segnale concreto di attenzione dell’Europa verso i nostri territori. Parliamo di risorse fondamentali per sostenere il recupero delle infrastrutture danneggiate e il ritorno alla normalità di tante realtà che hanno pagato un prezzo altissimo in termini economici e sociali». Il contributo italiano rientra in un pacchetto complessivo di circa 489 milioni di euro, che comprende anche gli interventi a favore di Malta, Portogallo e Spagna, interessati da eventi meteorologici estremi nei primi mesi del 2026. Il Fondo di solidarietà europeo sostiene le operazioni di emergenza e recupero, tra cui il ripristino delle infrastrutture essenziali e gli interventi di messa in sicurezza dei territori: «Il voto di oggi rappresenta un passaggio significativo, ma adesso la priorità deve essere quella di trasformare queste risorse in interventi tempestivi ed efficaci. I Comuni e gli amministratori locali, soprattutto nelle realtà più piccole, devono essere messi nelle condizioni di affrontare le conseguenze dell’emergenza senza essere ostacolati da procedure eccessivamente complesse. È necessario assicurare rapidità, coordinamento istituzionale e attenzione alle esigenze delle comunità e del tessuto produttivo». «Quanto accaduto con il ciclone Harry – conclude Nesci – conferma inoltre la necessità di investire con continuità nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nella sicurezza delle infrastrutture e nella capacità di risposta dei territori agli eventi estremi. La politica di coesione europea deve contribuire anche a questo obiettivo: proteggere le comunità, ridurre le vulnerabilità e garantire prospettive di sviluppo, a partire dal Mezzogiorno».(redazione@corrierecal.it)

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