Reset, la Corte d’Appello dichiara inammissibili i ricorsi della Dda sulle assoluzioni
Per effetto della decisione dei giudici, le assoluzioni decise in primo grado al termine del processo ordinario diventano definitive
COSENZA La Corte d’appello di Catanzaro ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati dalla Dda avverso le assoluzioni decise al termine del processo celebrato con rito ordinario contro gli imputati coinvolti nell’operazione denominata “Reset“, contro la ‘ndrangheta cosentina (qui la sentenza). Questa mattina, la decisione dei giudici per effetto della quale le medesime assoluzioni diventano definitive. Ha retto a metà, nel primo grado di giudizio, il procedimento scaturito dal maxi blitz. Su 121 imputati giudicati – nell’aula bunker di Castrovillari – dal tribunale collegiale (presidente Carmen Ciarcia, a latere Iole Vigna e Urania Granata), poco più della metà dei soggetti alla sbarra era stata assolta rispetto alla richiesta di condanna precedentemente avanzata dall’accusa, rappresentata in aula dai pm della Dda di Catanzaro Vito Valerio (oggi alla procura di Bari) e Corrado Cubellotti.
I pm hanno deciso di impugnare alcune delle assoluzioni decise e presentato appello nei confronti di alcuni imputati. Si tratta di: Antonucci Armando, Artese Ariosto, Berlingieri Luigi, Agostino Briguori, Conte Cesare, D’Ambrosio Massimo, Drago Patrizia, Drago Giovanni, Filice Eugenio, Fiorillo Anna, Gervasi Mario, Grandinetti Giovanni, Giannelli Fabio, Greco Simone, Sergio La Canna, Lucanto Silvia, Marcello Manna, Pino Munno, Orlando Silvio, Papara Francesco, Perri Sandro, Pignataro Antonio, Prete Domenico, Reda Andrea, Reda Francesco, Scarlato Orlando, Toscano Vittorio, Vozza Cristian.(f.benincasa@corrierecal.it)
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