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L’INTERVISTA

«Il congresso di Forza Italia? Decide Tajani. Io ho davanti a me 4 anni da presidente della Calabria»

Il governatore Occhiuto ad “Agenda” di Sky Tg24: «In Fi il confronto sulle idee sta producendo risultati. Marina Berlusconi è un punto di riferimento»

Pubblicato il: 24/10/2026 – 11:13
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ROMA In Forza Italia «il confronto sulle idee credo sia in atto e stia producendo buoni risultati: leggo delle proposte che Tajani sta portando al tavolo del governo e io le condivido tutte, di alcune ho scritto anche nel mio libro. Il congresso? Si farà quando lo deciderà Tajani, ma per quanto mi riguarda io sono stato rieletto presidente della Regione l’anno scorso, quindi ho quattro anni davanti a me per guidare la mia Regione». Lo ha detto il presidente della Regione Calabria, Roberto Occhiuto, vicesegretario di Forza Italia, ospite di “Agenda” di Sky Tg24.

Il ruolo della famiglia Berlusconi

«Della famiglia Berlusconi – ha poi aggiunto Occhiuto – conosco, per averla vista e averci parlato qualche volta, solo Marina, non conosco gli altri figli. Marina assomiglia moltissimo al padre: appena l’ho vista la prima volta ho detto “Mamma mia, sembra sempre il papà”. È determinata, ha interesse per la politica, sa che non è il suo futuro né il core business della sua attività, però sa che Forza Italia è la creatura alla quale il padre teneva di più e allora la guarda sempre con grande interesse. Credo che per tutti noi sia un grande riferimento culturale. Peraltro il nome di Berlusconi è nel simbolo di Forza Italia e lei ci ricorda che quel nome non serve soltanto ad essere evocato: è giusto parlarne, ma è soprattutto necessario attualizzarne la lezione, cioè il coraggio di governare, le idee liberali e la forza di realizzarle».

Il no a Vannacci

Occhiuto ha poi ribadito il no a un’alleanza del centrodestra con Futuro Nazionale di Vannacci. «Le elezioni – ha osservato il presidente della Regione Calabria – si fanno non per vincerle ma per governare il Paese. La complessità delle sfide che abbiamo davanti ha bisogno di una coalizione di governo che sia coesa, come è stato il centrodestra negli ultimi cinque anni e come è stato ogni volta che ha governato. Con Vannacci non sarebbe così: sarebbe un salto nel passato e io credo che il centrodestra questo non debba farlo, non debba inseguire populismi, ma debba rafforzare l’area più liberale, più attenta ad intercettare il futuro, non essere ostaggio di un passato che ormai non esiste più. Vannacci peraltro mi sembra un fenomeno mediatico, ma non un vero e proprio fenomeno politico». (a. cant.)

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