Reggio, il bus gratis scende alla prossima: da domani ricomincia a pagare chi sale
Finisce la settimana a costo zero voluta da Cannizzaro contro il caro carburanti. L’annuale torna a 495 euro, quasi il doppio di Messina
REGGIO CALABRIA Otto giorni di autobus a costo zero, poi il ritorno alla realtà. Si chiude oggi, sabato 24 ottobre, la gratuità del servizio ATAM voluta dal sindaco Francesco Cannizzaro, decisa dalla Giunta con una delibera di venerdì 16 ottobre. Il provvedimento riguarda tutta la flotta, sia le linee urbane sia quelle extraurbane, ed è stato presentato come una risposta al rincaro di benzina e diesel. Da domani, senza altre decisioni, si ricomincia a pagare. E non si paga poco. Secondo i prezzi dell’app ATAM, un abbonamento annuale urbano costa 495,10 euro, il trimestrale 136,10, il mensile 49,50. Gli studenti hanno uno sconto del 10%, che li porta a 44,60 euro al mese, 297 per il titolo scolastico e 445,60 per l’annuale. Il biglietto singolo costa 1,80 euro, vale 90 minuti e a bordo sale a 2,30. L’extraurbano a bordo, a prescindere dalla tratta, costa 4,20.
Il confronto con le altre città
Basta guardare fuori città. A Milano, dove c’è una metropolitana, l’abbonamento ordinario costa 39 euro al mese e 330 l’anno, secondo il sito di ATM: a Reggio il mensile pesa circa il 27% in più, l’annuale circa il 50%. Per i giovani il divario si allarga. A Milano chi ha meno di 27 anni paga 22 euro al mese e 200 l’anno, mentre uno studente reggino spende più del doppio sul mensile. Anche con Reggio Emilia, città di dimensioni simili, il confronto è scomodo: lì dal 1° agosto il biglietto singolo è salito da 1,50 a 2 euro, ma gli abbonamenti sono rimasti invariati. Sempre a Milano fino a 14 anni non serve l’abbonamento. Le ragazze e i ragazzi sotto i 14 anni viaggiano gratis sui mezzi pubblici in tutti i Comuni dove vale il sistema tariffario integrato (STIBM). Basta convalidare la tessera under 14 o mostrare al personale la tessera under 11 insieme a un documento di identità o anche solo un documento di identità. Il paragone più imbarazzante è dall’altra parte dello Stretto. Nel piano tariffario dell’ATM di Messina, il biglietto da 100 minuti costa 1,50 euro, il mensile 35, il trimestrale 90 e l’annuale 250. Reggio paga il 20% in più sul singolo, il 41% in più sul mensile e quasi il doppio sull’annuale. Non è tutto. Per il 2026-27 Messina ha riproposto l’abbonamento agevolato MoveMe, a 70 euro l’anno, con uno sconto del 72% rispetto al costo ordinario. Il sindaco Federico Basile, spiegando il rialzo da 50 a 70 euro, ha parlato di un aumento «necessario per sostenere il servizio». Gli studenti dell’Università di Messina, grazie a una convenzione con l’ATM, viaggiano su bus e tram per un anno intero a 30 euro.
Il biglietto integrato dello Stretto
Dalle due sponde dello Stretto, intanto, si parla di integrazione. Le Giunte di Reggio e Messina si sono riunite insieme proprio il 16 ottobre, il giorno della delibera, sulla nave Elio. Esiste anche un biglietto integrato da 7 euro: bus ATM per 100 minuti, una corsa Liberty Lines tra Messina e Reggio e 75 minuti di bus ATAM, ma per ora solo «fino a esaurimento fondi». ATM , ATAM e Liberty Lines S.P.A. hanno sottoscritto un Protocollo d’intesa per istituire, in via sperimentale, un sistema di bigliettazione integrata nell’area dello Stretto, valido per alcune tipologie di titoli di viaggio. La vendita dei titoli di viaggio integrati sarà effettuata tramite le piattaforme di Liberty Lines SPA e i biglietti integrati saranno venduti in formato elettronico (pdf). I biglietti integrati saranno inviati via e-mail e/o sms al recapito indicato dall’interessato.
Il sistema tariffario
Chi ha deciso questi prezzi a Reggio Calabria? Non l’ATAM, che gestisce il servizio, e nemmeno il Comune: li fissa la Regione Calabria, il cui sistema tariffario prevede dal 2019 un adeguamento automatico all’inflazione. Con una nota del 18 luglio 2025, richiamata dal Comune, la Regione ha disposto l’adeguamento al tasso di inflazione: più 20% sull’urbano, circa più 30% sull’extraurbano. L’ATAM lo ha applicato dal 1° febbraio 2026.
La copertura finanziaria
Il punto è che una gratuità decisa dal Comune non cambia la tariffa regionale: la differenza la copre qualcuno. È la questione posta dal democratico Peppe Marino, che la misura non l’ha bocciata ma ha chiesto di indicare prima le risorse: “Noi siamo d’accordo con i colleghi di minoranza a sostenere le famiglie, a sostenere i nostri cittadini in una fase delicatissima causata dal rincaro della benzina. Ma attenzione, queste misure devono avere una copertura finanziaria, cioè bisogna individuare le risorse. Atam, 14 anni fa, aveva 30 milioni di debiti. Noi l’abbiamo risanata l’azienda, anche col contributo degli autisti, degli operai, dei dipendenti di Atam, che si sono sacrificati per pagare i debiti. L’Atam non si tocca, non possiamo ritornare a quella situazione. Allora benvengano queste misure, ma prima individuiamo le risorse. Alcuni anni fa l’amministrazione comunale finanziò degli abbonamenti incentivanti ad 80 Euro l’anno, ma lo fece con una copertura finanziaria di 2 milioni di euro di fondi europei, che vennero investiti per promuovere il trasporto pubblico locale. Allora noi diciamo al sindaco, ben vengano queste azioni, noi siamo dalla tua parte sindaco, se vuoi sostenere la mobilità sostenibile, se vuoi incentivare il trasporto pubblico e se vuoi aiutare le famiglie. Ma prima di farlo renditi conto e verifica che ci sia una copertura finanziaria certa”.
La domanda, per ora, resta senza risposta. Non ci sono cifre né del Comune né dell’ATAM sul costo della settimana gratuita, né dati sui passeggeri trasportati. E non è chiaro neppure se la Regione sia stata coinvolta, visto che le tariffe sono sue.
L’università Mediterranea
Eppure in città c’è chi usufruisce di agevolazioni da anni. L’Università Mediterranea ha un accordo con ATAM, rinnovato il 28 luglio 2023 in continuità con gli anni precedenti, che consente a studenti in regola con le tasse, Erasmus, personale tecnico-amministrativo, docenti e ricercatori di salire gratis sulle linee 27 e 28. La prima collega l’aeroporto, il centro e il porto a Ingegneria e Agraria, la seconda arriva ad Architettura. Entrambe passano una volta all’ora. Dall’anno accademico 2025-2026 la gratuità si estende al nord con le linee 12-14, nei giorni feriali, che servono Santa Caterina, Pentimele, Archi, Gallico e Catona. Il risultato è un doppio binario. Per chi studia all’Università il bus gratuito esiste, purché la linea sia quella giusta. Per gli studenti delle superiori, per chi lavora, per i pensionati, da domani si paga il prezzo pieno. La settimana a costo zero resterà un’eccezione o si troveranno altre soluzioni per agevolare le famiglie? E con quali fondi, per chi e con quale accordo con la Regione, che le tariffe le decide? Sono domande che il Comune, finora, non ha sciolto.
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