Dipinti contraffatti, la pista calabrese nell’inchiesta sul traffico d’arte nazionale
L’organizzazione avrebbe avuto base nelle province di Salerno e Napoli, operando però anche a Reggio Calabria e in diverse regioni meridionali
NAPOLI I carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale di Cosenza, con il supporto del Reparto Operativo TPC di Roma, dei Nuclei TPC di Cosenza, Napoli, Roma, Bari, Perugia, Cagliari, L’Aquila e Palermo, della Sezione di Siracusa e dei comandi dell’Arma territorialmente competenti, hanno eseguito un decreto di perquisizione personale e locale con contestuale sequestro, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Torre Annunziata. Il provvedimento riguarda 41 persone e altrettanti esercizi commerciali e/o abitazioni, dove sono stati cercati dipinti falsi attribuiti ad autori dell’Ottocento napoletano, in particolare al pittore Vincenzo Irolli.
L’attività investigativa si inserisce in un quadro di indagini sul mercato dell’arte che negli ultimi anni ha interessato anche la Calabria. Il caso più recente riguarda Reggio Calabria, dove nell’aprile 2026 sono state sequestrate 143 opere attribuite falsamente ad Andy Warhol e Keith Haring. Altre dieci opere attribuite a Banksy erano state sequestrate a Liegi, in Belgio, nell’ambito della cooperazione giudiziaria internazionale. Secondo gli investigatori, le opere erano state concesse in prestito come autentiche da una società belga, dietro il pagamento di un corrispettivo di 50.000 euro.
L’operazione in Campania e le piste calabresi
Attraverso l’inchiesta, il gruppo di Roma del comando carabinieri tutela patrimonio culturale, coadiuvato nella fase esecutiva dal reparto operativo di Roma, dai nuclei di Cosenza, Napoli, Roma, Bari, Perugia, Cagliari, L’Aquila, Palermo, dalla sezione di Siracusa e dai comandi territoriali dell’Arma, ha dato esecuzione ad un decreto di perquisizione e al contestuale sequestro, emesso dall’ufficio inquirente coordinato dal procuratore Nunzio Fragliasso, nei confronti di 41 persone e di altrettanti esercizi commerciali e abitazioni posti tra Calabria (Corigliano Rossano e Reggio Calabria), Campania (Napoli, Sant’Antonio Abate, San Giorgio a Cremano, Scafati, Pozzuoli, Torre del Greco, Castellammare Di Stabia, Afragola, Quarto, Pagani ed Ercolano), Puglia (Bari, Lecce, Acquaviva Delle Fonti, Altamura, Conversano, Rutigliano, Andria, Palermo, Messina, Acireale) e Lombardia (Sesto San Giovanni).
Le perquisizioni e i sequestri si inseriscono in «una complessa attività investigativa condotta dal nucleo tutela patrimonio culturale di Cosenza», spiega la Procura, nell’ambito della quale «risultano indagate dieci persone per i reati di associazione per delinquere, contraffazione di opere d’arte, ricettazione di beni culturali ed esportazione illecita di beni culturali, per un totale di 25 capi di imputazione aventi ad oggetto circa 69 dipinti». Inoltre, sono stati sequestrati complessivamente 24 dipinti e sono state individuate ben 84 vendite online, che hanno portato anche alla vendita di nove opere all’estero (in Austria, Portogallo, Spagna, Francia, Gran Bretagna, Belgio e Irlanda).
Il modus operandi
Gli inquirenti suppongono l’esistenza di un vero e proprio sodalizio criminale dedito ad un vasto traffico, su scala nazionale ed internazionale, di dipinti contraffatti, venduti sia attraverso i mercati del settore sia ad ignari acquirenti con una nota piattaforma di vendita on line. La commercializzazione sarebbe stata condotta da persone esperte del mondo dell’arte, in particolare per ciò che concerne il promotore dell’attività, che a sua volta si sarebbe avvalso per presentare i beni sul web dell’apporto logistico della moglie e delle consulenze tecniche di un amico. I dipinti, attraverso una specifica ripartizione delle singole competenze tra i vari componenti dell’organizzazione, sarebbero stati posti in vendita sul territorio nazionale, spingendosi – proprio attraverso l’utilizzo della piattaforma telematica – anche all’estero. L’organizzazione criminale avrebbe avuto base nelle province di Salerno e Napoli, operando però anche a Reggio Calabria e in diverse regioni meridionali.
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