Riace, i conti non tornano: buco da 4,8 milioni e parere negativo dei revisori. Il caso al vaglio della Prefettura
Il Comune di Lucano era appena uscito dalla liquidazione e rischia ora lo scioglimento del Consiglio
RIACE Si aggrava la situazione finanziaria del Comune di Riace, guidato dal sindaco Mimmo Lucano, europarlamentare di Avs dal 2024. Secondo quanto ricostruito da Il Giornale, l’ente avrebbe accumulato una esposizione debitoria di circa 4,84 milioni di euro, tra debiti fuori bilancio e contenziosi. Gli uffici comunali avrebbero dichiarato di non essere in grado di certificare la tenuta finanziaria per il 2026, e la documentazione è già stata trasmessa alla Prefettura di Reggio Calabria. Tra le possibili conseguenze c’è anche lo scioglimento del Consiglio comunale. Le voci di debito. All’origine del caso ci sarebbe un’istruttoria condotta nelle ultime settimane, da cui sarebbe emersa una massa debitoria non adeguatamente rappresentata nei documenti contabili. La parte più consistente, 3.491.345,94 euro, riguarda contenziosi, pignoramenti e decreti ingiuntivi: forniture di luce e gas non saldate (Engie, Hera Comm), controversie con Sorical sul servizio idrico, crediti rivendicati da Banca Sistema e BFF Bank, cartelle della Regione Calabria per Tari arretrata e somme dovute al Comune di Caulonia per l’affitto del Centro per l’impiego. A queste si aggiungono 884mila euro di debiti fuori bilancio segnalati dall’Ufficio tecnico per la pubblica illuminazione e un contenzioso ancora pendente stimato in oltre 464mila euro. Le cifre comprendono anche importi su cui le controversie non sono concluse. Fondi di riserva e accantonamenti sarebbero insufficienti a coprirli.
Il nodo del riallineamento
Il Comune era da poco uscito dalla procedura straordinaria di liquidazione gestita dall’Organismo straordinario di liquidazione, che avrebbe dovuto restituire conti risanati. Il passaggio dalla gestione commissariale a quella ordinaria avrebbe invece evidenziato nuove criticità: mancata ricognizione dei residui attivi e passivi, sottostima del Fondo crediti di dubbia esigibilità, incapacità di coprire le spese correnti con le entrate effettivamente incassate. Decisivo il parere negativo dell’organo di revisione, firmato da Giacomo Pucciano, su assestamento di bilancio e salvaguardia degli equilibri. Per i revisori, passività senza copertura e ritardi nel riconoscere i debiti fuori bilancio mettono a rischio i principi di sana gestione e espongono l’ente a un nuovo dissesto o a una procedura pluriennale di riequilibrio. L’amministrazione non è riuscita ad approvare la manovra di salvaguardia degli equilibri prevista dall’articolo 193 del Tuel. Il commissario ad acta, preso atto dell’impossibilità di adottare la delibera, ha concluso l’intervento sostitutivo e trasmesso gli atti alla Prefettura. Ora la decisione spetta al prefetto: il mancato ripristino degli equilibri può far scattare le procedure degli articoli 141 e 193 del Tuel, fino allo scioglimento del Consiglio, se ne ricorrono i presupposti.
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