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violenza di genere

Donne aggredite, minacciate e vessate, quattro misure di sorveglianza speciale nel Catanzarese

Ricostruiti quattro episodi in cui le vittime sono state perseguitate e minacciate dagli ex. Imposto divieto di avvicinamento

Pubblicato il: 28/10/2026 – 9:12
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CATANZARO Nei giorni scorsi, il Tribunale di Catanzaro ha emesso quattro misure di Sorveglianza Speciale di Pubblica Sicurezza accogliendo la proposta del Questore di Catanzaro, fondata sull’accurata attività istruttoria della Sezione Misure di Prevenzione della Divisione Polizia Anticrimine che ha consentito di valutare la condotta aggressiva, minacciosa e violenta e la pericolosità sociale di quattro persone destinatarie del provvedimento, indiziati di atti persecutori e maltrattamenti in danno di familiari, anche alla presenza di figli minori.

Violenze e controllo nei confronti dell’ex

Nel primo caso, la misura è stata adottata nei confronti di un uomo italiano di 58 anni, residente a Squillace. Secondo quanto emerge dagli atti, avrebbe perseguitato e maltrattato con sistematicità la ex fidanzata, mantenendo atteggiamenti connotati da marcata possessività, finalizzati al controllo della vita della persona offesa, attraverso contatti diretti e l’impiego di strumenti informatici e telematici. Il soggetto maltrattava e minacciava la donna anche alla presenza dei figli minori, manifestando un comportamento particolarmente irascibile e incline all’attuazione di condotte aggressive e violente, connotate da abitualità nei confronti della persona offesa, cagionandole in una occasione, anche lesioni.

Lamezia, minacce di morte all’ex

Nel secondo caso, la misura è stata adottata nei confronti di un 37enne con precedenti penali, residente a Lamezia Terme. L’uomo avrebbe reiteratamente vessato e minacciato di morte la ex convivente ed i suoi prossimi congiunti, sia di persona che tramite messaggi, attuando comportamenti persecutori, aggressivi e molesti, consistiti in varie e brutali aggressioni verbali e fisiche, sovente sotto l’effetto di sostanze stupefacenti ed anche alla presenza di figli minori.

Vieta alla moglie i social network e le uscite

Nel terzo caso, la misura è stata adottata nei confronti di un 46enne, domiciliato a Catanzaro. L’uomo, anche in stato di alterazione alcolica, avrebbe reiteratamente ed ininterrottamente vessato, umiliato ed intimidito la moglie. In particolare, l’avrebbe aggredita verbalmente con espressioni offensive, accusandola di prostituirsi ed apostrofandola con epiteti ingiuriosi, limitandone l’autonomia personale e le ordinarie attività quotidiane, trattenendole i documenti personali e vietandole l’utilizzo dei social network. In tutti e tre i casi, il Tribunale di Catanzaro ha confermato la misura della sorveglianza speciale, per la durata di anni due, con divieto di avvicinamento alle persone offese e ai luoghi dalle stesse abitualmente frequentati, mantenendo una distanza di almeno 1000 metri, con l’ulteriore prescrizione dell’applicazione del braccialetto elettronico. La suddetta misura sarà estesa ad anni tre, nel caso in cui i soggetti non acconsentano all’applicazione del dispositivo elettronico.

Perseguita e minaccia la moglie per 8 anni

Nel quarto caso, la misura è stata adottata nei confronti di un 42enne con precedenti penali, residente a Lamezia Terme. L’uomo avrebbe reiteratamente vessato, minacciato di morte, aggredito verbalmente e fisicamente la moglie, dal 2018 al 2026. Tutti comportamenti che hanno delineato una personalità antisociale, dedita a manifestazioni di violenza efferata ed insofferente alle regole, anche in considerazione dei precedenti penali dell’uomo.
In tale ultimo caso, il Tribunale di Catanzaro ha confermato la misura della sorveglianza speciale, per la durata di anni due, con divieto di avvicinamento alla persona offesa e ai luoghi dalla stessa abitualmente frequentati, mantenendo una distanza di almeno 500 metri.

Le misure contro la violenza di genere

La misura della sorveglianza speciale è volta a neutralizzare il relativo destinatario con una particolare vigilanza da parte della Polizia di Stato e delle altre Forze di Polizia, anche attraverso l’imposizione di alcuni divieti e prescrizioni, compreso il divieto di avvicinamento alle parti offese ed ai luoghi frequentati dalle stesse e il divieto di comunicare con le stesse attraverso qualsiasi mezzo, nonché il divieto di espatrio.
I provvedimenti adottati confermano la costante attenzione dell’Autorità di Pubblica Sicurezza nei confronti di ogni forma di condotta persecutoria e di maltrattamento in ambito familiare. Si rinnova, pertanto, l’invito a segnalare tempestivamente qualsiasi segnale di allarme che possa far ipotizzare situazioni di violenza domestica, affinché possano essere attivati gli opportuni interventi a tutela delle vittime. (redazione@corrierecal.it)

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