“Caso Stasi”, il doppio volto di FdI. Sotto lo stesso tetto il furore giustizialista e la prudenza garantista
Nel partito della Meloni si scontrano le “due” anime. C’è chi va all’attacco – azzardando anche un accostamento con le proteste dei giorni scorsi – e chi invece ricorda la presunzione di innocenza
LAMEZIA TERME Giustizialisti e garantisti sotto lo stesso tetto. Fratelli d’Italia sembra recitare “tutte le parti in commedia” nella valutazione dell’inchiesta “Ginestra” che ha portato all’esecuzione di una quarantina di misure cautelari nella Sibaritide coinvolgendo anche il sindaco di Corigliano Rossano, Flavio Stasi, esponente di punta del centrosinistra calabrese, finito ai domiciliari. Nel partito di Giorgia Meloni la vicenda ha suscitato reazioni estremamente critiche e dal sapore di una condanna anticipata di Stasi – tra l’altro con un accostamento, piuttosto forzato, con le polemiche sulle infiltrazioni criminali nelle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori calabresi, che, a detta di tanti esponenti di FdI, proprio Stasi aveva “cavalcato” insieme ad altri colleghi di centrosinistra – e anche l’annuncio di azioni concrete come l’attivazione dell’Antimafia, guidata dalla presidente Chiara Colosimo, anche lei meloniana. Ma non tutta Fratelli d’Italia si è lasciata prendere dal “furore” giustizialista, perché non mancano anche prese di posizione garantiste.
I meloniani all’attacco
Tra i big di FdI all’attacco anzitutto il ministro Francesco Lollobrigida, sui social: «Gli agricoltori sono persone oneste per questo vanno difese da infiltrazioni criminali e da “sciacalli” che si aggirano tra di loro per strumentalizzarli o per intercettare consensi mentendo. Avevamo lanciato un allarme e le notizie di sull’arresto del sindaco di Corigliano-Rossano, presente con membri dell’opposizione in presidi di agricoltori, sono molto preoccupanti. Chi protesta in modo legittimo e democratico deve essere rispettato e protetto dai criminali». A sua volta il capogruppo Fdi alla Camera, Galeazzo Bignami: «Sorprende il silenzio riservato dai colleghi di tutta la sinistra all’operazione che ha portato a 41 arresti per criminalità organizzata, tra cui quello del sindaco di Corigliano-Rossano, Flavio Stasi, che nelle scorse settimane abbiamo visto molto attivo in iniziative a sostegno delle proteste degli autotrasportatori e degli agricoltori. Un imbarazzo comprensibile, visto che per sostenere il sindaco Stasi in campagna elettorale si erano spesi in prima persona Schlein, Conte, Baldino e Tridico, con l’appoggio di Pd, M5S e Avs. E’ la conferma del doppiopesismo della sinistra: gli agricoltori e gli autotrasportatori non hanno certamente nulla a che fare con la malavita organizzata, ma forse qualcuno che partecipava ai presidi mettendosi alla testa dei cortei dovra’ chiarire la propria posizione davanti alla magistratura. Ci aspettiamo che Conte e Schlein prendano immediatamente le distanze da proteste in odore di mafia e confidiamo che il ministro Piantedosi venga in Aula a riferire anche su questa vicenda». Praticamente sulla stessa lunghezza d’onda anche una nota dei componenti di Fratelli d’Italia nella Commissione antimafia.
I meloniani garantisti
Di diverso tenore però altre dichiarazioni di esponenti doi Fratelli d’Italia, un tenore più in linea con la posizione di garantismo espressa da altri big di centrodestra come il governatore della Calabria, Roberto Occhiuto. A esempio, il senatore meloniano Ernesto Rapani, che sottolinea la necessità di distinguere con rigore le valutazioni politiche dall’accertamento delle responsabilità penali. «Viviamo in uno Stato di diritto nel quale la presunzione di innocenza, il diritto alla difesa e il rispetto della dignità personale costituiscono garanzie irrinunciabili. Valgono per tutti, senza eccezioni, indipendentemente dalle appartenenze e dalle contrapposizioni politiche. Anche quando le posizioni sono profondamente distanti, il rispetto delle persone e dei loro diritti deve rimanere fermo. A chiunque sia coinvolto in un procedimento penale – dichiara Rapani – devono essere riconosciute integralmente le garanzie previste dalla Costituzione, senza anticipare giudizi che spettano esclusivamente alla magistratura… Il confronto politico, anche quando è netto, deve restare distinto dalle vicende giudiziarie. La magistratura svolgerà il proprio lavoro con l’autonomia e l’indipendenza che la Costituzione le riconosce. A noi – conclude – rappresentanti delle istituzioni spetta il compito di garantire rispetto, equilibrio e fiducia nello Stato di diritto». E poi Alfredo Antoniozzi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, osserva: «Da uomo delle istituzioni non posso che richiamare tutti alla presunzione di innocenza nell’inchiesta sulla Sibaritide. Non possiamo in alcun modo confondere i giudizi politici che per noi rimangono negativi con conclusioni affrettate. Io non sono mai stato tenero con il sindaco Stasi – prosegue Antoniozzi – ma il mio rimarrà sempre e solo un giudizio politico. Ha ragione il collega Rapani quando esorta a non fare processi mediatici che sono uno stillicidio. FdI ha sempre rispettato questo principio di civiltà innanzitutto con i suoi avversari. Da questo punto di vista alcuni partiti del centrosinistra sono in notevole ritardo culturale. Chiunque sia indagato merita di essere sempre considerato innocente». (a. c.)
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