L’opposizione all’attacco: «Che ci fa Fincalabra nel capitale di Mps?». Ma la Finanziaria ha smentito già da una settimana…
Interrogazione del centrosinistra sull’indiscrezione relativa a una presunta presenza della società regionale in Monte dei Paschi. La replica: «Notizia priva di fondamento»
CATANZARO Un caso che probabilmente non è un caso, un giallo che probabilmente è già stato risolto. L’opposizione di centrosinistra all’attacco: «Cosa ci fa Fincalabra nel capitale di Monte Paschi di Siena?». Nulla, secondo la finanziaria della Regione Calabria, che già da quasi una settimana ha smentito una sua presenza in Mps.
L’interrogazione della minoranza
«Un investimento faraonico da circa 300 milioni di euro, realizzato da una società in house della Regione Calabria in pieno rischio bancario e fuori dai confini regionali, con un patrimonio netto di appena 8 milioni. Vogliamo vederci chiaro su questa operazione anomala e senza alcun razionale economico»: a parlare così è la consigliera regionale del M5S Elisabetta Barbuto che riferisce di aver depositato un’interrogazione, sottoscritta dalle opposizioni, indirizzata al presidente della Giunta regionale, Roberto Occhiuto. «L’atto ispettivo – prosegue Barbuto – fa seguito alle rivelazioni emerse nei giorni scorsi dalla stampa economica nazionale e dai report internazionali, secondo cui Fincalabra risulterebbe titolare di una quota pari allo 0,93% del capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena (Mps), per un controvalore stimato di circa 300 milioni. Un pacchetto azionario che sarebbe stato rastrellato negli ultimi mesi, in coincidenza con il lancio dell’Opas da parte di Intesa Sanpaolo e alla vigilia dell’assemblea cruciale del 29 ottobre». «A fronte di un bilancio di Fincalabra che al 31 dicembre 2025 registrava un patrimonio netto di 8 milioni e immobilizzazioni finanziarie per circa 26 milioni – afferma Barbuto – ci troviamo di fronte a un’esposizione finanziaria sproporzionata e ad alto rischio speculativo. Ci chiediamo come sia possibile giustificare una mossa del genere per una finanziaria la cui missione istituzionale è sostenere lo sviluppo, il tessuto produttivo e le piccole e medie imprese della nostra terra, e non certo giocare in borsa in operazioni di risiko bancario nazionale». Nell’interrogazione si chiede al presidente Occhiuto «di conoscere le reali motivazioni economiche dell’investimento, la provenienza esatta dei fondi impiegati e se siano stati sottratti risorse vitali per il sostegno all’economia calabrese, pretendendo risposte e trasparenza immediata a tutela del denaro pubblico dei cittadini”.
La smentita di Fincalabra
L’interrogazione fa riferimento a un’indiscrezione pubblicata quasi una settimana fa, il 23 ottobre, da “Mf-Milano Finanza”, che scrive testualmente: «Spunta un nuovo socio nel capitale di Banca Montepaschi alla vigilia dell’assemblea che il 29 ottobre sarà chiamata a esprimersi sul piano difensivo in funzione anti-Intesa Sanpaolo varato da Luigi Lovaglio. A pagina 2 del corposo report stilato dal proxy advisor americano Glass Lewis contenente le raccomandazioni di voto per i soci istituzionali figura la lista dei 20 maggiori azionisti della banca, compagine fra cui con una quota dello 0,93% c’è Fincalabra. Glass Lewis, che per la redazione dei propri documenti si appoggia a Capital IQ, piattaforma di analisi finanziaria del gruppo S&P Global, definisce Fincalabra come un gestore italiano di investimenti titolare di un pacchetto accreditato di quasi l’1% in base a dati raccolti ad agosto. Fincalabra è la finanziaria della Calabria, attiva dagli anni ‘90, che gestisce gli investimenti della Regione guidata da Roberto Occhiuto». Praticamente a stretto giro di posta – quindi sempre il 23 ottobre – Fincalabra interviene per smentire l’indiscrezione: un take dell’Ansa riporta come «la finanziaria della Regione Calabria, “non detiene alcuna partecipazione nel capitale di Banca Monte dei Paschi di Siena“. Lo rende noto l’ufficio stampa di Fincalabra precisando che quanto riportato oggi da un quotidiano “è privo di fondamento”». Una smentita che evidentemente all’opposizione di centrosinistra è sfuggita. Una smentita che anche il capogruppo di Forza Italia alla Regione, Pierluigi Caputo, ribadisce, osservando: «Prima di cavalcare fake news già ampiamente smentite e creare inutili allarmismi sul nulla, l’opposizione farebbe meglio a verificare le fonti. Un minimo di rigore istituzionale avrebbe evitato loro questa figuraccia». (a. cant.)
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