’Ndrangheta, annullato l’arresto di Domenico Fortuna nell’inchiesta Aquarium
Il Tribunale della Libertà accoglie le tesi difensive dopo il rinvio della Cassazione. Le accuse riguardano il narcotraffico della presunta rete legata ai Maiolo
CATANZARO Il Tribunale della Libertà ha annullato il provvedimento cautelare emesso nei confronti di Domenico Fortuna (1982), originario di Stefanaconi, coinvolto nell’inchiesta antimafia «Aquarium», coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e relativa a un presunto sistema di narcotraffico riconducibile agli interessi della cosca Maiolo, attiva nelle Preserre vibonesi. La decisione è arrivata all’esito del nuovo esame disposto dalla Corte di Cassazione, che lo scorso 15 settembre aveva annullato la precedente ordinanza del Tribunale del Riesame, rinviando gli atti per una nuova valutazione nel merito. I giudici, pronunciandosi in sede di rinvio, hanno accolto le tesi difensive degli avvocati Sergio Rotundo e Alice Massara, annullando la misura della custodia cautelare in carcere e disponendo l’immediata scarcerazione di Fortuna. All’indagato vengono contestati reati legati al narcotraffico e alla detenzione di ingenti quantitativi di sostanze stupefacenti. L’annullamento della misura riguarda la posizione cautelare e non costituisce una decisione definitiva sulle accuse.
L’inchiesta sul narcotraffico della cosca Maiolo
Fortuna è uno dei 16 indagati nell’inchiesta «Aquarium», sviluppata dalla Dda di Catanzaro e sfociata, il 26 marzo scorso, nell’esecuzione di 15 misure cautelari. Secondo la ricostruzione degli investigatori, al centro dell’indagine ci sarebbe stata una rete dedita all’approvvigionamento, al trasporto e alla commercializzazione di marijuana, cocaina e hashish, con il proprio centro decisionale nelle Preserre vibonesi e ramificazioni in diverse regioni italiane. L’organizzazione, ritenuta funzionale agli interessi della cosca Maiolo e collegata al locale di ‘ndrangheta di Ariola, avrebbe gestito quantitativi consistenti di stupefacenti attraverso una rete di fornitori, intermediari e corrieri. Le indagini, condotte dalla Guardia di finanza anche attraverso l’analisi delle comunicazioni criptate, avevano consentito di ricostruire operazioni relative a circa 750 chilogrammi di marijuana e 11 chilogrammi di cocaina, per un valore complessivo stimato di circa 10 milioni di euro.
Il ruolo attribuito a Fortuna e le chat Sky ECC
Nella ricostruzione accusatoria, Domenico Fortuna figurava tra i soggetti ai quali venivano attribuite funzioni di supporto, finanziamento e intermediazione nelle attività di approvvigionamento e distribuzione della droga. Il suo nome emergeva anche nelle conversazioni criptate analizzate dagli investigatori, in particolare nei rapporti con Angelo Maiolo, indicato dalla Dda come promotore dell’associazione. Secondo quanto ricostruito nell’ordinanza cautelare, Fortuna avrebbe avuto una propria rete di contatti nel traffico di stupefacenti, collaborando con Maiolo nelle trattative con fornitori e acquirenti. Tra gli episodi contestati figurava anche una trattativa relativa a 10 chilogrammi di marijuana, per la quale gli investigatori avevano ricostruito contatti e comunicazioni tra i soggetti coinvolti, anche in relazione alle modalità di pagamento della sostanza. Si tratta di elementi dell’impostazione accusatoria, sulla quale resta ferma la presunzione di innocenza.
La decisione dopo il ricorso in Cassazione
La posizione cautelare di Fortuna era stata sottoposta al vaglio della Suprema Corte, che il 15 settembre aveva annullato la precedente decisione, disponendo un nuovo esame da parte del Tribunale della Libertà. Quest’ultimo, pronunciandosi nuovamente sulla vicenda, ha accolto le argomentazioni presentate dai difensori Sergio Rotundo e Alice Massara, facendo venir meno il provvedimento restrittivo. Una decisione che interviene dopo la conclusione delle indagini preliminari, notificata lo scorso settembre a 16 persone nell’ambito del procedimento «Aquarium», e che segna un nuovo sviluppo della vicenda giudiziaria sul piano delle misure cautelari. (Gi.Cu.)
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