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Ipsos Doxa

Sondaggi, FdI al 26,7% e Pd vicino al 20%. Vannacci arretra

Meloni recupera un punto nell’indice di gradimento

Pubblicato il: 31/10/2026 – 8:28
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Fratelli d’Italia si conferma il primo partito nelle intenzioni di voto, il Partito democratico torna a sfiorare la soglia del 20% e il Movimento 5 Stelle registra un lieve incremento. Nel centrodestra, invece, si osservano movimenti differenti: la Lega recupera consensi, Forza Italia perde un punto percentuale e Futuro Nazionale di Roberto Vannacci arretra rispetto alla precedente rilevazione. È il quadro restituito dal nuovo sondaggio Ipsos Doxa, illustrato da Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera di sabato 31 ottobre. Una fotografia degli orientamenti elettorali che mostra variazioni generalmente contenute, ma anche alcuni cambiamenti nei rapporti tra le forze politiche.

Fratelli d’Italia primo partito, crescono Pd e M5S

Fratelli d’Italia raggiunge il 26,7%, guadagnando tre decimi rispetto al 26,4% registrato a settembre. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni mantiene così la prima posizione nelle intenzioni di voto. Sul fronte delle opposizioni, il Partito democratico passa dal 19,5% al 19,9%, avvicinandosi nuovamente alla soglia del 20%. Cresce di quattro decimi anche il Movimento 5 Stelle, che si attesta al 14,9%. Rimane stabile Alleanza Verdi e Sinistra, confermata al 6,3%, mentre Azione mantiene il 3%. Variazioni limitate anche per le altre formazioni dell’area progressista.

Lega in recupero, Forza Italia e Vannacci arretrano

Le variazioni più evidenti riguardano alcune forze del centrodestra. La Lega di Matteo Salvini sale dal 4,7% al 5,6%, con un incremento di nove decimi. Un recupero che arriva dopo una fase caratterizzata da risultati meno favorevoli nelle precedenti rilevazioni. Andamento opposto per Forza Italia, che passa dal 7,3% al 6,3%, perdendo un punto percentuale. In diminuzione anche il consenso attribuito a Futuro Nazionale di Roberto Vannacci: dall’8,8% di settembre al 7,9% di ottobre. Nonostante la flessione di nove decimi, la formazione dell’ex generale continua a collocarsi davanti a Forza Italia e Lega nelle stime Ipsos.

Gli equilibri tra centrodestra e campo largo

La rilevazione offre anche alcuni elementi di valutazione sui rapporti tra le possibili coalizioni in vista delle prossime elezioni politiche. La somma dei consensi del centrodestra tradizionale è indicata al 39,4%, mentre il campo largo raggiunge il 44,9%. Il quadro cambia considerando anche Futuro Nazionale nell’area del centrodestra: l’aggregazione dei consensi delle forze politiche raggiungerebbe infatti il 47,3%. Si tratta, tuttavia, di somme delle intenzioni di voto attribuite ai singoli partiti. La formazione di coalizioni effettive potrebbe determinare risultati differenti, anche in relazione alla capacità delle alleanze di conservare i rispettivi elettorati.

La variabile delle alleanze e il 41% degli incerti

A incidere sugli equilibri politici potrebbe essere soprattutto la composizione delle future coalizioni. Secondo l’analisi di Pagnoncelli, alla luce della nuova legge elettorale, il Campo largo, accreditato del 44,9%, potrebbe beneficiare del premio di maggioranza qualora il centrodestra si presentasse senza Futuro Nazionale di Roberto Vannacci. Un’alleanza allargata anche all’ex generale, con un consenso complessivo stimato al 47,3%, modificherebbe invece lo scenario. Restano tuttavia da definire gli schieramenti, anche alla luce dei recenti movimenti politici, dall’ingresso di Sud chiama Nord di Cateno De Luca nell’area del centrodestra a quello di Rifondazione comunista nel Campo largo. Un altro elemento significativo riguarda l’area dell’incertezza e dell’astensione, stimata complessivamente a quasi il 41%. Una quota consistente di elettorato che potrebbe incidere sugli equilibri futuri, soprattutto in relazione alla capacità dei partiti di mobilitare chi oggi non esprime una scelta di voto. Va infine precisato che le interviste del sondaggio Ipsos si sono concluse prima della presentazione ufficiale della manovra di bilancio. I dati, pertanto, non comprendono le eventuali reazioni degli elettori ai contenuti della legge di bilancio.

Meloni e governo recuperano un punto di gradimento

Piccoli segnali di crescita emergono anche dagli indicatori di apprezzamento dell’esecutivo e dei principali leader. L’indice di gradimento del governo passa da 40 a 41, mentre quello della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sale da 41 a 42. Tra i leader politici, Matteo Salvini registra un incremento di due punti, passando da 20 a 22. Per gli altri esponenti le variazioni risultano generalmente contenute. Il sondaggio restituisce dunque un quadro nel quale i rapporti di forza tra i principali partiti non subiscono cambiamenti radicali, mentre restano aperti gli interrogativi sulla composizione delle alleanze e sugli equilibri che potrebbero determinarsi in occasione delle prossime elezioni politiche.

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