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Il dinamismo del Consiglio regionale e la difesa dell’autonomia. La legislazione calabrese ai raggi X

Il Rapporto 2026 della Camera evidenzia la centralità dell’assemblea. Il “caso Ncc” esemplare della capacità di opporsi al livello centrale

Pubblicato il: 01/11/2026 – 14:00
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LAMEZIA TERME Un’attività normativa piuttosto sostenuta e a forte trazione consiliare e l’attenzione alla difesa delle prerogative regionali. È questa la fotografia della Regione Calabria fornita dal rapporto 2026 della Camera dei deputati sulla legislazione (realizzato con il supporto del Cnr-IsteG). Il rapporto – dal titolo “La legislazione tra Stato, Regioni e Unione europea” – offre uno spaccato dettagliato della produzione legislativa nazionale e regionale.

Un’inversione di tendenza

Mentre a livello nazionale e nella maggior parte delle Regioni italiane la produzione legislativa è a netta prevalenza governativa — con le Giunte regionali che coprono in media il 56,0% dei provvedimenti approvati — la Calabria conferma un modello del tutto peculiare. Nel corso del 2025, infatti, l’82,4% delle leggi approvate in Calabria ha avuto origine da iniziativa assembleare, cioè da iniziativa del Consiglio regionale. Si tratta – come evidenziato nei giorni scorsi dal Corriere della Calabria – di un primato nazionale per quanto riguarda l’incidenza delle leggi nate tra i banchi del Consiglio regionale, affiancato solo da realtà come la Campania (74,3%) e la Sardegna (61,1%). Al contrario, in altre Regioni l’iniziativa dell’Esecutivo risulta pressoché esclusiva, raggiungendo il 100% in Emilia-Romagna o superando l’80% in contesti come la Liguria, l’Umbria o la Provincia autonoma di Bolzano.

Volumi di attività e tempi di approvazione

Nel quadro complessivo della produzione normativa (che a livello nazionale vede le Regioni a statuto ordinario assestarsi su 435 leggi approvate nel 2025), la Calabria – emerge dal report della Camera – mostra un andamento in crescita rispetto all’anno precedente. Volume delle leggi: nel 2025 la Calabria ha licenziato 36 leggi, registrando un incremento netto rispetto alle 23 leggi promulgate nel 2024. Iter procedurale e tempistiche: la gestione dei tempi di approvazione mostra un percorso strutturato. Se in diverse realtà italiane l’approvazione avviene prevalentemente entro 30 giorni (è il caso dell’Emilia-Romagna con l’84,6% dei provvedimenti in un mese), in Calabria solo una parte dei testi segue un iter così rapido, mentre ben il 23,5% delle leggi necessita di un tempo di esame compreso tra 91 e 180 giorni.

La giurisprudenza costituzionale e il caso Ncc

Il Rapporto 2026 della Camera dedica ampio spazio al monitoraggio della giurisprudenza della Corte costituzionale, evidenziando le complessità nel tracciare i confini materiali tra potestà statale e regionale. In questo contesto, una delle pronunce di maggior rilievo per l’ente territoriale calabrese è rappresentata dalla sentenza 163 del 2025. La vicenda ha preso le mosse dal ricorso promosso dalla Regione Calabria contro il Decreto Interministeriale 226/2024 in materia di “noleggio con conducente” (Ncc). La Consulta ha accolto il ricorso della Regione Calabria, ridimensionando l’estensione della competenza statale sulla “tutela della concorrenza” quando questa incide in modo sproporzionato sul trasporto pubblico locale. In particolare, la Corte Costituzionale ha stabilito che: 1) l’imposizione di un tempo minimo di attesa di 20 minuti tra la prenotazione e la corsa è da ritenersi irragionevole e lesiva sia per gli operatori sia per gli utenti; 2 lo Stato non può imporre l’uso esclusivo di un’applicazione proprietaria centralizzata, ma deve consentire l’interoperabilità con le piattaforme gestionali regionali.

Scenari futuri

L’analisi del Rapporto sulla legislazione 2026 della Camera restituisce il ritratto di una Regione Calabria in cui l’assemblea legislativa mantiene un ruolo di forte propulsione normativa e di vigilanza sulle prerogative dell’autonomia locale. La sfida per i prossimi anni rimarrà quella di coniugare l’elevata dinamicità dell’iniziativa parlamentare regionale con la qualità tecnica della legislazione e la sostenibilità economica dei servizi alla comunità. (a. c.)

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