Giovanna Perna: «la Calabria nel cuore e la musica napoletana senza confini»
Dall’incontro artistico con Tommaso Primo, la cantante cosentina racconta il suo percorso. «Sogno di restare nella mia terra facendo musica»
COSENZA Tra radici, contaminazioni e ricerca, la cantante cosentina Giovanna Perna (nella foto in copertina di Saverio Francesco Paternostro) racconta il suo percorso musicale. Dall’incontro artistico con Tommaso Primo alla scoperta della canzone classica napoletana, passando per il legame con la Calabria e le sfide di chi sceglie di fare musica oggi. Giovanna confessa – in una intervista al Corriere della Calabria – le sfide e le insidie di un panorama musicale in continua evoluzione.
Quest’estate sei salita sul palco, a Cosenza, insieme a Tommaso Primo: artista legato al sound napoletano. Un progetto musicale che senti vicino?
«Il concerto di quest’estate è stato bellissimo, era la prima volta sul palco insieme. La collaborazione con Tommaso è stata un grande regalo sin dal lavoro in studio, l’origine di una bellissima amicizia oltre che di un sodalizio artistico. Chi fa questo mestiere sa bene che è raro riuscire a condividere il palco con qualcuno che viaggia sulle tue stesse frequenze, con un’anima simile alla tua. E’ stato un privilegio, e l’emozione resta immutata ogni volta che abbiamo ed avremo l’occasione di esibirci insieme».
La musica napoletana è tradizione, contaminazione, melodie e racconti di vita quotidiana. In che modo ha influenzato il tuo percorso artistico?
«La musica napoletana è un mondo infinito, ho scelto di dedicare la mia tesi di laurea di biennio in canto pop che ho concluso a luglio di quest’anno: un lavoro di ricerca proprio sul periodo d’oro della canzone d’autore partenopea, la “canzone classica napoletana”. Un percorso davvero stimolante. Di questa tradizione musicale mi affascina senz’altro la capacità di esprimere il sentimento senza limite alcuno, la prosodia eccelsa che sa far coesistere l’esigenza artistica più alta con la possibilità di essere apprezzata, in maniera trasversale, da tutto il pubblico. Conoscere il repertorio e la sua storia è stato fondamentale per accrescere le competenze musicali, ma è stato anche un modo per avere accesso e prendere consapevolezza delle mie fragilità».
Da cantante cosentina, quanto senti forte il legame con la Calabria, cone le sonorità, le tradizioni e le contraddizioni?
«Musicalmente non faccio ricorso alle tracce tipiche delle sonorità calabresi, ma la testa dura è sicuramente un tratto distintivo di chi come me è nata in una terra meravigliosamente complicata. Tommaso Primo mi definisce “orgogliosa calabrese”. Ho vissuto e vivo in costante movimento, sento forte il richiamo della mia terra, la mia famiglia vive in Calabria. Vorrei potesse offrirmi maggiori opportunità, questo mi consentirebbe di rimanere e azzerare la distanza. E’ il mio sogno».
Napoli e Cosenza sono due città assai diverse, pensi che il sound napoletano possa dialogare con le sonorità calabresi?
«La musica accoglie, senza fare troppe domande. Abbiamo assistito, e ancora lo facciamo, a contaminazioni di ogni genere, ad incontri artistici inaspettati, a collaborazione impensabili. Perché no? L’asse musicale Cosenza-Napoli potrebbe riservare piacevoli sorprese e magari favorire la nascita di un sound nuovo, sicuramente di diverso».
Guardando al futuro, quali sono i tuoi progetti artistici?
«Sono una artista emergente, affrontare il mondo musicale richiede un atto di coraggio. È una riflessione che faccio da un po’. E’ la fase delle aspettative, della paura del futuro, della volontà di realizzare qualcosa in grado di conquistare il pubblico. Ma cosa piace oggi? Il panorama musicale è saturo, le certezze sono pochissime e tutto può cambiare in pochi minuti. Sono mesi che mi interrogo su quanto valga davvero la pena inseguire solo le logiche di mercato. Il rischio è snaturarsi, realizzare brani da hit ma di cui non rimarrà traccia. Il mio obiettivo è un altro: vorrei cantare senza alcun condizionamento, e costruire ogni traccia pensando alla qualità della musica e del testo senza soffermarmi troppo sui generi in voga in un determinato momento. Il resto si vedrà». (f.b.)
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