Reggio, 25 milioni per cambiare il sistema idrico: addio ai “manovratori”
Il piano Sorical punta sulla digitalizzazione. La fatturazione delle bollette calabresi sarà centralizzata in città, aprirà il nuovo front office
REGGIO CALABRIA Per anni a Reggio quando l’acqua non arrivava nelle case c’era un colpevole pronto: il manovratore. Cannizzaro lo ha detto a Palazzo Alvaro, nella sala “Monsignor Ferro”, durante la conferenza stampa di prensentazione del Programma strategico di modernizzazione e digitalizzazione del sistema idrico del Comune di Reggio Calabria, ringraziando chi in questi anni ha lavorato in modo “straordinario” e ammettendo che qualche volta, pensando di fare la cosa giusta, si è chiusa l’acqua ad un intero quartiere. E la colpa finiva sempre sul tavolo del Comune. Dice Cannizzaro: “Non ci sarà più neanche la scusa, da ora la regia sarà digitale”. Sorical ha presentato il suo Programma strategico: 25 milioni di euro, e sono “soltanto l’inizio” di una stagione di investimenti per la città e l’area urbana, evidenzia il sindaco Cannizzaro. Al posto di valvole e chiavi ci sarà una control room negli uffici della società, con un controllo “continuo e costante h24” sulla rete. Il consiglio d’amministrazione, per la prima volta nella storia, si è riunito fuori da Catanzaro. Un riconoscimento alla città, dice Cannizzaro, ma anche una cambiale firmata davanti alle telecamere.
Il labirinto sotto l’asfalto
Per capire la scommessa bisogna guadare sotto le strade: Reggio, – spiega il presidente di Sorical l’avvocato Demetrio Naccari Carlizzi, ha il sistema idrico più complesso della Calabria e forse uno dei più complessi d’Italia: si parte dal livello del mare e si arriva a 1.600 metri, passando per 42 quartieri e 48 serbatoi, con un’edificazione abusiva che ha lasciato reti secondarie di scarsa qualità. Nello stesso sottosuolo convivono “3, 4, addirittra 8 reti diverse”, tutte pioene d’acqua, nessuna a gestirla bene. Le slide che presenta in sala mettono nero su bianco: “un intreccio caotico” di condotte sugli stessi assi viari, nessun distretto idraulico, un numero rilevanti di guasti giornalieri. Le foto mostrano fasci di tubi e cavi. Il risultato lo conoscono i reggini: un guasto, e si chiude l’acqua a mezza città. Poi il serbatoio va rialimentato, deve tornare in pressione, e il disservizio si allunga. Qualcosa è già migliorato con lo schema del Menta: potabilizzatore e nuova condotta hanno tolto le chiusure giornaliere a dieci serbatoi, tra cui Archi, Santa Caterina, Saracinello, Pellaro Ribergo e Lazzaretto. A San Sperato e Modena le sospensioni sono più brevi, ma la fornitura non è costante. E le chiusure notturne restano: 11 serbatoi in inverno, 17 in estate.


Lo slogan è “Il futuro che scorre”. Il piano corre su due fasi. La prima: automazione dei serbatoi, raccolta dati, indagini sulle reti, nuova rete a Pellaro Ribergo e in via Baraccone, a Gallina. La seconda: Pellaro, via Veneto, poi l’intera città, con la sostituzione della condotta Vecchio Tuccio. Con le reti divise in distretti, spiega Naccari Carlizzi, un guasto si isola senza lasciare a secco interi quartieri: la digitalizzazione “non è un vezzo tecnologico”, ma uno strumento di governo. A Pellaro, dove la nuova rete lavora appena al 20%, le vecchie condotte restano ancora lì, in parallelo. Il telecontrollo, assicura l’amministratore delegato Maurizio Nicolai, “è già in funzione”. Per i serbatoi, in gran parte, l’obiettivo è il 31 dicembre; il resto, e una seconda parte dei pozzi, entro marzo 2027.
Seicento litri contro trecento
Poi arriva il passaggio più interessante, quello dell’amministratore delegato Maurizio Nicolai sui numeri. In una città come Reggio si immettono in rete tra 600 e 650 litri al giorno per abitante, a fronte di un fabbisogno medio vicino ai 300. Ma non tutta la differenza è dispersione: se lo fosse, avverte, “Reggio sarebbe come Venezia”. C’è la dispersione “fiscale”, fatta di contatori vecchi che non misurano, e ci sono gli allacci abusivi. Acqua che arriva nelle case e non risulta da nessuna parte. Da qui l’ultimo anello della catena: i cittadini. Dopo pozzi, serbatoi e reti, tocca ai contatori. In Calabria è prevista l’installazione di circa 80.000 nuovi contatori digitali. Il programma è già in fase di attuazione: ne sono stati installati finora circa 8.000. Si tratta di un intervento che coinvolge l’intero sistema, dai serbatoi alle reti idriche, fino alle utenze dei cittadini, con l’obiettivo di rendere più efficiente e monitorabile la gestione del servizio. Non è solo tecnologia: Sorical è un’azienda interamente pubblica “full cost”, spiega, non punta all’utile e tutto ciò che incassa o risparmia lo rimette in bolletta. Più riesce a fatturare, meno costa l’acqua per i cittadini.
Fatturazione regionale a Reggio: apre il nuovo front office
Tra le novità annuciate c’è la fatturazione del servizio idrico di tutta la Calabria verrà gestita a Reggio ed ancora dal 1° dicembre aprirà al CE.DIR. il nuovo front office. Una novità attesa soprattutto da chi, fino a oggi, per contestare una bolletta o chiedere un chiarimento era costretto ad aspettare in fila all’aperto, sotto la pioggia d’inverno o il sole d’agosto. «Le code non le vedrete più», promette il sindaco. Ci sarà anche uno sportello riservato alle aziende.


L’acqua, ricorda l’ad Nicolai, è un diritto di cittadinanza e non può essere trattata come una promessa e l’obiettivo, nel medio periodo, è fare in modo che l’acqua «non sia più un problema di Reggio, ma una risorsa». Resta aperta anche la partita dell’idroelettrico collegato alla diga del Menta. Le proposte sul tavolo da parte di aziende multinazionali, assicura Nicolai, sono «molto interessanti». Ma sui dettagli non si sbilancia: «Segreto industriale».
Nuove assunzioni
Sul fondo c’è la trasformazione di Sorical, destinata a passare dal ruolo di fornitore – specifica Nicolai – all’ingrosso a quello di gestore unico del servizio idrico integrato regionale. Una società che oggi conta 530 dipendenti e che, secondo il piano industriale al 31 dicembre 2029, dovrebbe arrivare a 1.350 unità, attraverso nuovi concorsi e il trasferimento del personale delle gestioni attuali. Naccari Carlizzi ripercorre le tappe di un percorso avviato con la legge del 1994, sottolineando come da allora la gestione industriale del servizio abbia «scontato dei ritardi». La linea dichiarata da Sorical è quella di «guidare e aggiustare contemporaneamente la macchina», comunicando gli interventi «dopo averli iniziati». (p.suraci@corrierecal.it)
Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato
