Skip to main content

Ultimo aggiornamento alle 15:48
Corriere della Calabria - Home

I nostri canali


Si legge in: 3 minuti
Cambia colore:
 

GLI ATTACCHI

Francia, hacker contro le riserve di plasma. Celle frigorifere impostate a 110 gradi

L’intervento dei tecnici ha evitato la perdita dei prodotti

Pubblicato il: 04/11/2026 – 15:48
00:00
00:00
Ascolta la versione audio dell'articolo

PARIGI Dalle temperature di congelamento a quelle di un forno. Un attacco informatico ha colpito i sistemi di refrigerazione utilizzati dall’Établissement français du sang (EFS), l’ente pubblico francese responsabile della raccolta e della distribuzione del sangue. Nella notte tra domenica 1° e lunedì 2 novembre, gli hacker hanno modificato a distanza i parametri delle celle frigorifere, impostando temperature che, secondo quanto rivelato dal settimanale Le Canard enchaîné, avrebbero dovuto raggiungere 110 gradi, contro i 30 sottozero normalmente previsti. Un tentativo di sabotaggio che avrebbe potuto compromettere scorte di plasma destinate alle trasfusioni e alla produzione di medicinali. I sistemi di allarme hanno però consentito di individuare rapidamente le anomalie ed evitare conseguenze per i pazienti.

L’attacco attraverso un fornitore esterno

L’incidente ha interessato tre siti dell’EFS ed è partito da un attacco informatico contro un fornitore di apparecchiature frigorifere. Secondo la stampa francese, si tratterebbe della società Coolworld, specializzata in sistemi industriali di refrigerazione e congelamento. I pirati informatici sono riusciti ad alterare le impostazioni dei sistemi di supervisione e controllo delle celle, intervenendo sui parametri della temperatura e dello sbrinamento. I 110 gradi rappresentavano la temperatura impostata dagli hacker, non quella effettivamente raggiunta dalle celle frigorifere. È una distinzione importante per comprendere l’accaduto. Gli impianti custodivano sacche di plasma destinate alle trasfusioni e altre riservate alla lavorazione per la produzione di farmaci.

Nessun danno alle scorte di plasma

L’ente francese ha confermato l’incidente, precisando che non sono state registrate perdite di prodotti sanguigni né conseguenze sanitarie. I sistemi di monitoraggio indipendenti hanno segnalato tempestivamente le anomalie. Il personale è quindi intervenuto per mettere in sicurezza gli impianti e trasferire, dove necessario, il materiale conservato. La raccolta e la distribuzione dei prodotti sanguigni sono proseguite regolarmente. Il ministero della Salute francese e l’Agenzia nazionale per la sicurezza dei sistemi informatici (ANSSI) stanno approfondendo le modalità dell’attacco e l’effettiva estensione della compromissione.

Il precedente dei supermercati europei

L’episodio arriva dopo una serie di cyberattacchi contro gli impianti frigoriferi di numerosi supermercati europei. In quelle circostanze, la manipolazione a distanza dei sistemi di raffreddamento aveva provocato l’innalzamento delle temperature, costringendo diversi esercizi commerciali a eliminare grandi quantità di alimenti e causando danni economici rilevanti. Il meccanismo presenta analogie con quello utilizzato contro le apparecchiature dell’EFS, ma non è stato ancora accertato che gli episodi abbiano gli stessi responsabili. Resta inoltre da chiarire la matrice dell’operazione. Nessun elemento ufficiale consente, al momento, di attribuire l’attacco a un determinato Paese o a un’organizzazione specifica. La vicenda mostra quanto possano essere vulnerabili anche le infrastrutture sanitarie quando i sistemi di controllo industriale sono collegati a reti informatiche accessibili dall’esterno. In questo caso, il funzionamento degli allarmi e l’intervento tempestivo degli operatori hanno impedito che un’intrusione digitale si trasformasse in un’emergenza sanitaria. (redazione@corrierecal.it)

Il Corriere della Calabria è anche su WhatsApp. Basta cliccare qui per iscriverti al canale ed essere sempre aggiornato  

Argomenti
Categorie collegate

x

x