Autotrasporto calabrese, ecco la Consulta. Un’alleanza strutturata e un presidio stabile a sostegno delle Pmi
I contenuti del disegno di legge della Giunta regionale che prevede l’istituzione di un organismo di confronto e coordinamento tra istituzioni e imprese
CATANZARO Rafforzare il dialogo con il tessuto produttivo e le categorie economiche, alla luce delle difficoltà legate al “carovita”, agli aumenti insostenibili dei costi delle materie prime e al “caro carburante”. Confermando l’impegno assunto con quanti nei giorni scorsi hanno manifestato civilmente in Calabria la Giunta regionale, su proposta del presidente Roberto Occhiuto, ha approvato il disegno di legge per l’”Istituzione della Consulta regionale per l’autotrasporto e la logistica della Calabria”, un organismo collegiale con funzioni di partecipazione, consultazione, studio e confronto.
Perché il provvedimento
Il disegno di legge – emerge dalla relazione illustrativa – nasce da una analisi del contesto socio-economico e infrastrutturale calabrese. Come evidenziato nell’atto deliberativo, la Giunta ha stabilito il varo della nuova Consulta «considerato che l’autotrasporto di merci e la logistica costituiscono un comparto strategico per il sistema produttivo regionale, quale anello essenziale dei processi di approvvigionamento, produzione, distribuzione e commercializzazione dei beni e del collegamento tra il territorio calabrese, i nodi portuali e logistici e i mercati nazionali ed europei». Al contempo, l’esecutivo ha tenuto conto delle particolari difficoltà operative del settore, sottolineando «considerato che le imprese del comparto risentono in misura particolare della conformazione territoriale della Regione, della distribuzione geografica delle attività economiche, dell’assetto della rete stradale e ferroviaria e dell’incidenza dei costi di esercizio, con particolare esposizione delle micro, piccole e medie imprese». Un ulteriore pilastro è rappresentato dalla programmazione strategica in essere, «considerato che l’aggiornamento del Piano regionale dei Trasporti, adottato con con la delibera 98 del 13 marzo 2026, costituisce il principale quadro regionale di programmazione della mobilità e delle infrastrutture, incluse quelle a servizio del trasporto delle merci e della logistica». A fronte di ciò, la Giunta regionale ha rimarcato l’insufficienza di misure puramente estemporanee, evidenziando che «occorre assicurare una sede stabile e strutturata di confronto tra l’amministrazione regionale, le organizzazioni rappresentative delle imprese dell’autotrasporto e della logistica e gli enti e soggetti istituzionali interessati, sulle tematiche della programmazione, delle infrastrutture e della viabilità, delle aree di sosta, dell’intermodalità, della formazione, della sostenibilità e della sicurezza».
La struttura e gli obiettivi della Consulta
Secondo quanto prevede il disegno di legge della Giunta, la nuova Consulta, organismo privo di personalità giuridica autonoma e operante a costo zero per le casse regionali grazie alla rigorosa clausola di invarianza finanziaria, riunirà attorno allo stesso tavolo i rappresentanti istituzionali della Regione, le organizzazioni datoriali del comparto dotate di comprovata rappresentatività, e numerosi enti strategici (tra cui Anas, RfiI, Autorità di Sistema Portuale, Polizia Stradale, Inps, Inail e l’Università Magna Graecia). La Consulta esprimerà pareri non vincolanti su piani di trasporto, logistica, aree di sosta, incentivi economici e criticità della viabilità, redigendo inoltre una relazione annuale e un Piano delle priorità regionali. Il testo passa ora all’esame del Consiglio regionale per l’iter di approvazione definitiva. (a. c.)
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