Influenza, in Calabria 460mila dosi ma la sfida resta convincere a vaccinarsi
La campagna è partita a metà ottobre. Giuffrida, presidente della Società di Igiene della Regione Calabria: «Il ceppo è particolarmente aggressivo»
REGGIO CALABRIA La campagna è partita a metà ottobre, le dosi sono state acquistate e distribuite e, sul piano organizzativo, non vengono segnalati particolari problemi. Ma la disponibilità dei vaccini non basta a garantire la protezione della popolazione. Il vero banco di prova, anche quest’anno, sarà l’adesione. In Calabria per la stagione influenzale 2026-2027 sono state programmate 460.820 dosi: una fornitura regionale che comprende preparati diversi, destinati a rispondere alle esigenze delle varie fasce d’età e delle persone più esposte alle complicanze. A indicare il problema è Sandro Giuffrida, presidente della Società di Igiene della Regione Calabria: «La campagna vaccinale è già cominciata dalla metà di ottobre, sta proseguendo regolarmente ed è stata avviata in tutta la regione con tempestività. Il problema principale, come al solito, è soltanto la ridotta adesione da parte di una parte della popolazione». Con l’avvicinarsi dell’inverno e l’abbassamento delle temperature, la circolazione del virus influenzale è destinata ad aumentare. «C’è necessità di vaccinarsi più rapidamente», avverte Giuffrida, indicando tra le categorie che devono proteggersi le persone con più di 60 anni e i soggetti fragili, anche al di sotto di questa età. Il riferimento è a chi soffre di diabete, ipertensione, patologie polmonari, cardiopatie e malattie reumatiche: «Tutti i soggetti che hanno una comorbidità, di qualsiasi età, devono vaccinarsi contro l’influenza».
Il vaccino per i bambini
La raccomandazione riguarda anche i bambini. «Da una parte possono ammalarsi e quindi è opportuno che si vaccinino proprio per evitare la malattia individuale, dall’altra sono i maggiori diffusori dell’influenza», spiega il presidente della Società di Igiene. La vaccinazione può essere effettuata già dai sei mesi di vita; dai due anni è disponibile lo spray nasale, che Giuffrida definisce «estremamente facile da somministrare ed estremamente efficace». Proteggere i più piccoli significa anche ridurre la circolazione del virus nella comunità, soprattutto quando convivono con anziani e persone fragili. Quest’anno, inoltre, la scelta del vaccino tiene conto in modo più mirato dell’età e delle condizioni di salute. «Abbiamo a disposizione dei vaccini specifici per i soggetti oltre i cinquant’anni e anche per quelli oltre i 60. Rispetto agli anni precedenti c’è un obiettivo di appropriatezza delle vaccinazioni, quindi a ciascun soggetto, secondo l’età e la comorbidità, può essere assegnato un vaccino specifico che produrrà una maggiore risposta immunitaria in quel soggetto». A rendere ancora più urgente l’appello è il quadro epidemiologico osservato nell’emisfero australe, dove la stagione influenzale si è già manifestata. «Si è visto che il ceppo è particolarmente aggressivo, anche perché è diverso da quello che è circolato negli anni precedenti», riferisce Giuffrida. La conseguenza è una minore protezione della popolazione: «La popolazione non ha memoria immunologica, per cui è opportuno vaccinarsi proprio perché nei confronti del virus che circolerà non siamo protetti».
Le dosi e la copertura
La fornitura regionale comprende 71.800 dosi di Influvac, 25mila di Flucelvax, 88mila di Fluad, 238mila di Efluelda e 38.020 di Fluenz spray. Per gli over 60 sono raccomandati in particolare i vaccini potenziati Fluad, adiuvato, ed Efluelda, ad alto dosaggio: insieme rappresentano 326mila dosi. Sul fronte delle coperture, l’ultimo quadro disponibile dell’Istituto superiore di sanità, relativo alla stagione 2024-2025, restituisce un dato che invita a riflettere. In Calabria si è vaccinato il 44,3% degli over 65, contro il 52,5% della media nazionale. Considerando l’intera popolazione, la copertura regionale è stata del 13,7%, rispetto al 19,6% italiano. Nella stessa stagione sono state somministrate in Calabria 250.260 dosi, di cui 198.453 a persone con almeno 65 anni. Numeri che riportano al punto da cui parte l’appello di Giuffrida: la disponibilità dei vaccini è una condizione necessaria, ma la protezione dipende dalla scelta delle persone di aderire alla campagna. Per il presidente della Società di Igiene le ragioni della scarsa adesione sono almeno due: «C’è una disaffezione generale nei confronti dei vaccini, nonostante l’impegno dei medici, dei pediatri e degli operatori sanitari. Ma c’è anche una scarsa capacità istituzionale di sensibilizzazione. Anche quest’anno non ci sono stati appelli né duraturi né frequenti sull’utilità della vaccinazione antinfluenzale».(p.suraci@corrierecal.it)
