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LA DECISIONE

Interdittive antimafia annullate per due aziende vibonesi, il Tar censura la Prefettura

Per i giudici non sono stati adeguatamente valutati gli esiti del controllo giudiziario. La decisione comunicata dai legali Di Renzo e Zampogna

Pubblicato il: 04/11/2026 – 21:08
di Gi. Cu.
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VIBO VALENTIA Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria ha annullato le interdittive antimafia emesse nel 2025 dalla Prefettura di Vibo Valentia nei confronti della ditta individuale Francesco Franzé e della Spurgojet srl, entrambe riconducibili all’imprenditore vibonese. A comunicarlo sono gli avvocati Giuseppe Di Renzo e Marianna Zampogna, difensori di Franzé, che hanno reso noto l’accoglimento dei ricorsi presentati contro i provvedimenti prefettizi.

Le motivazioni del Tar

Al centro della decisione dei giudici amministrativi c’è soprattutto la valutazione del rischio di infiltrazione mafiosa e il peso attribuito dalla Prefettura ai rapporti familiari dell’imprenditore. Secondo il passaggio del provvedimento riportato dai difensori, la motivazione dell’interdittiva, nella parte fondata sulla riconducibilità dell’attività aziendale al contesto familiare, risulta insufficiente a sostenere una valutazione autonoma e adeguata del rischio. Il Tar ha evidenziato, in particolare, la necessità di considerare gli esiti del controllo giudiziario al quale erano state sottoposte le imprese. «La Prefettura ha omesso di ponderare, rispetto all’evento valorizzato, le risultanze del controllo giudiziario», si legge nel passaggio della decisione riportato dai legali. Una valutazione che, secondo i giudici, avrebbe richiesto una motivazione rafforzata, anche alla luce dell’esito positivo del periodo di amministrazione giudiziaria.

Il precedente del controllo giudiziario

La vicenda aveva già conosciuto un passaggio significativo nel gennaio scorso, quando il Tribunale di Catanzaro, Sezione misure di prevenzione, aveva ammesso la ditta individuale Francesco Franzé al controllo giudiziario previsto dall’articolo 34-bis del Codice antimafia. In quella occasione i giudici avevano rilevato l’assenza di elementi sufficienti per ritenere l’impresa stabilmente assoggettata a organizzazioni mafiose o utilizzata come schermo per attività illecite. La Spurgojet aveva già affrontato un precedente periodo di controllo giudiziario, della durata di tre anni, conclusosi positivamente. Entrambe le realtà imprenditoriali, secondo quanto riferito dai difensori, sono state interessate da provvedimenti di controllo giudiziario, successivamente prorogati o rinnovati.

Le contestazioni dei difensori

Nei ricorsi presentati al Tar, gli avvocati Di Renzo e Zampogna avevano denunciato, tra l’altro, eccesso di potere, difetto di istruttoria, travisamento dei fatti, insufficienza della motivazione e violazione del principio di proporzionalità. In una prima fase i giudici amministrativi avevano respinto le istanze cautelari, ritenendo insussistente il pericolo di un danno grave e irreparabile. La successiva valutazione del merito ha invece portato all’annullamento delle interdittive. La decisione riguarda dunque la legittimità dei provvedimenti prefettizi e l’adeguatezza della loro motivazione, con particolare riferimento alla valutazione dell’attualità del rischio di infiltrazione mafiosa. Per i difensori, l’annullamento consente alle imprese di Franzé di proseguire il proprio percorso imprenditoriale, superando le conseguenze dei provvedimenti impugnati. (g.curcio@corrierecal.it)

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