Csm, trasferito il procuratore di Paola Domenico Fiordalisi. Decisivo il voto del Plenum
Diciannove consiglieri favorevoli al trasferimento per incompatibilità ambientale, otto contrari e un astenuto. Al centro della vicenda i contrasti con i sostituti e le tensioni con la Dda di Catanza…
PAOLA Il Consiglio superiore della magistratura ha deciso il trasferimento per incompatibilità ambientale di Domenico Fiordalisi, procuratore della Repubblica di Paola. La decisione è arrivata al termine di una lunga seduta del Plenum, durata oltre tre ore, con 19 voti favorevoli al trasferimento, otto per l’archiviazione e un astenuto. Si conclude così, almeno davanti all’organo di autogoverno della magistratura, una fase della vicenda che da mesi investe l’ufficio giudiziario del Tirreno cosentino, segnata da contrasti interni, contestazioni sulle modalità di gestione delle indagini e difficoltà nei rapporti con altri uffici giudiziari.
La relazione del procuratore generale di Catanzaro
All’origine del procedimento c’è una relazione trasmessa al Csm il 30 ottobre 2025 dal procuratore generale di Catanzaro, Giuseppe Lucantonio. Nel documento venivano rappresentate diverse criticità riguardanti l’organizzazione della Procura di Paola, i rapporti tra il procuratore capo e i sostituti e alcune scelte investigative. Tra le questioni sollevate figuravano anche le tensioni con la Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro e con appartenenti alla polizia giudiziaria. Una situazione che, secondo la ricostruzione posta alla base della proposta di trasferimento, avrebbe progressivamente compromesso il clima di collaborazione necessario al regolare funzionamento dell’ufficio.
Il confronto davanti al Csm
La vicenda aveva diviso anche la Prima commissione del Consiglio superiore della magistratura, dalla quale erano emerse due proposte contrapposte. A sostenere le ragioni dell’archiviazione erano stati i consiglieri Bernadette Nicotra, Roberto Romboli e Isabella Bertolini, che avevano valorizzato i risultati raggiunti dalla Procura sotto la guida di Fiordalisi e gli elementi indicativi di un miglioramento dei rapporti interni. Di diverso avviso i consiglieri Michele Forziati, Tullio Morello e Maria Luisa Mazzola, favorevoli al trasferimento, per i quali le criticità emerse avrebbero evidenziato una frattura non superata all’interno dell’ufficio giudiziario. Nel corso della seduta del Plenum sono intervenuti Nicotra, a sostegno dell’archiviazione, e Forziati, per illustrare le ragioni del trasferimento. Hanno preso la parola anche l’avvocato Nicola Carratelli, difensore di Fiordalisi, e lo stesso procuratore di Paola. Successivamente sono intervenuti altri sette consiglieri: quattro si sono espressi a favore del trasferimento e tre per l’archiviazione. Al termine del dibattito, il vicepresidente del Csm Fabio Pinelli ha chiamato l’assemblea al voto. La maggioranza si è pronunciata per il trasferimento.
Le contestazioni e la posizione di Fiordalisi
Tra gli episodi emersi nel corso della procedura figurano le divergenze sulla gestione di alcune indagini, i rapporti con la Dda e la controversia relativa al progetto organizzativo della Procura per il quadriennio 2026-2029. In particolare, alcuni sostituti avevano contestato il contenuto di un verbale relativo a una riunione che, secondo la loro ricostruzione, non si sarebbe mai svolta. Fiordalisi, ascoltato nei mesi scorsi dalla Prima commissione, aveva respinto le contestazioni, rivendicando i risultati ottenuti dall’ufficio, la riduzione dell’arretrato e il miglioramento della produttività. I sostenitori dell’archiviazione avevano inoltre evidenziato che parte delle tensioni sarebbe stata superata, anche grazie al trasferimento di alcuni magistrati e al ripristino di forme di collaborazione tra gli uffici. Una ricostruzione che non ha però convinto la maggioranza del Plenum.
Il trasferimento per incompatibilità ambientale
Fiordalisi si era insediato alla guida della Procura di Paola nel marzo 2025, dopo una lunga carriera che lo aveva portato anche alla Corte di Cassazione, alla Dda di Catanzaro e alla guida della Procura di Tempio Pausania. La decisione del Csm riguarda l’incompatibilità ambientale con la permanenza nell’ufficio giudiziario di Paola. Non costituisce, di per sé, una pronuncia di responsabilità disciplinare, ma è un provvedimento che attiene alle condizioni necessarie per l’esercizio delle funzioni giudiziarie. Con il voto del 4 novembre, il Consiglio superiore della magistratura ha dunque disposto il trasferimento del procuratore, accogliendo la proposta sostenuta dalla maggioranza dei componenti della Prima commissione. (redazione@corrierecal.it)
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