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INCHIESTA KLEOPATRA

’Ndrangheta, il piano di “Tigre” Vitale per una tonnellata di droga. «Ho un’uscita con i sub ad Amburgo»

Secondo la Dda il 50enne di Guardavalle avrebbe avuto contatti per il recupero della droga nei porti europei, anche attraverso sommozzatori. Chiesti dall’accusa 20 anni di reclusione

Pubblicato il: 04/11/2026 – 19:03
di Giorgio Curcio
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LAMEZIA TERME «Se volete potete fare che sto preparando uno grosso di 1000 per antuerp o Rotterdam ho Amburgo». Una tonnellata di stupefacente, tre possibili destinazioni e un uomo che, secondo la Dda di Catanzaro, avrebbe avuto un ruolo centrale nell’organizzazione dei traffici internazionali riconducibili agli interessi della cosca Gallace di Guardavalle. È il 23 febbraio 2021 quando Domenico Vitale (1976), alias “Tigre”, scrive queste parole attraverso il sistema di messaggistica criptata SkyEcc.
Nei suoi confronti proprio oggi la Dda ha invocato una condanna a 20 anni di reclusione, nel corso della requisitoria del processo “Kleopatra”, celebrato con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Catanzaro.
Quanto alla conversazione finita agli atti, secondo l’accusa sarebbe stato il suo interlocutore a chiedergli se potesse mandare una persona di fiducia sul posto. La risposta sarebbe stata immediata: «Certo». Poi la precisazione: «Dovete mandare persona vostra». È uno dei passaggi più significativi emersi dall’analisi della documentazione dell’inchiesta “Kleopatra”, il procedimento della Dda di Catanzaro sul presunto narcotraffico internazionale legato alla potente cosca di Guardavalle. Un progetto da mille chilogrammi di droga che, secondo gli investigatori, avrebbe dovuto raggiungere uno dei principali porti dell’Europa settentrionale. Non vi sono, tuttavia, elementi sufficienti per affermare che quella specifica spedizione sia stata effettivamente realizzata. Le conversazioni documentano un progetto e i contatti per organizzarlo e, al contempo, restituiscono anche la dimensione delle operazioni sulle quali Vitale avrebbe cercato di lavorare e la sua capacità, secondo la ricostruzione accusatoria, «di muoversi ben oltre il territorio calabrese».

«Sto preparando uno grosso di 1000»

La conversazione risale al 23 febbraio 2021. Vitale sarebbe l’utilizzatore l’account Sky Ecc identificato dal codice 4LY32T, associato ai soprannomi “Tigre” e “Leone2”. Dall’altra parte compare un interlocutore non identificato, utilizzatore del codice UPA74P, risultato in contatto anche con altri soggetti di interesse investigativo. Il messaggio attribuito a Vitale contiene un riferimento preciso alla quantità di stupefacente che starebbe preparando: «Uno grosso di 1000». Nella valutazione della Guardia di Finanza, si tratterebbe di un possibile carico da mille chili, per il quale vengono indicate tre alternative: Anversa, Rotterdam e Amburgo. Tre città, tre scali commerciali e altrettante possibili porte d’ingresso per le merci provenienti da ogni parte del mondo. L’interlocutore domanda: «Può andare persona mia? di là». Vitale risponde affermativamente e aggiunge che sarebbe stato necessario mandare una persona di fiducia. Per gli investigatori, questo scambio «sarebbe indicativo delle trattative in corso per organizzare l’operazione, individuando anche chi avrebbe dovuto seguirne le fasi sul territorio europeo».

«Ho uscita con sub a Amburgo»

Ma la conversazione del febbraio 2021 non è isolata. Già tre mesi prima, il 22 novembre 2020, Vitale avrebbe fatto riferimento, infatti, alla possibilità di recuperare stupefacente nel porto di Amburgo attraverso una squadra di sommozzatori. «Comp ho uscita con sub a Amburgo», scrive “Tigre” attraverso il medesimo account criptato. Poi aggiunge: «Questa è buona buona». E precisa: «Con Maradona». L’interlocutore manifesta sorpresa: «Davvero compa». Sono poche battute, ma per gli investigatori della Guardia di Finanza sarebbero particolarmente significative. Vitale avrebbe rappresentato la disponibilità di un canale operativo nello scalo tedesco, attraverso un referente conosciuto con lo pseudonimo “Maradona” e il possibile impiego di uno o più sommozzatori. Il riferimento ai “sub” viene letto dalla polizia giudiziaria nel contesto delle tecniche utilizzate dalle organizzazioni dedite al narcotraffico per recuperare carichi di stupefacenti trasportati via mare. Un sistema che può prevedere l’intervento di uomini specializzati nelle operazioni di recupero della merce nascosta in prossimità delle navi. Anche in questo caso, però, la chat documenta ciò che Vitale avrebbe prospettato al proprio interlocutore, non l’effettivo svolgimento di un’operazione di recupero ad Amburgo. C’è un altro particolare temporale: nel novembre 2020, secondo quanto ricostruito dalla Dda, Vitale si trovava ancora in detenzione domiciliare a Guardavalle, misura terminata l’8 dicembre dello stesso anno. Per gli inquirenti, dunque, una circostanza già emersa nelle carte e che ritengono indicativa della prosecuzione dei suoi «presunti rapporti nel mondo del narcotraffico anche durante il periodo di restrizione».

Il collegamento con il Perù

Per risalire alle origini di questi contatti occorre tornare ancora indietro e cioè al 14 agosto 2020. In una conversazione di gruppo su Sky Ecc e depositata agli atti, infatti, Vitale discute con alcuni interlocutori della possibilità di organizzare importazioni di stupefacenti dal Perù. Tra i partecipanti figurano utilizzatori di account identificati con gli pseudonimi “The monk” e “Artur7”. Quest’ultimo viene indicato nella ricostruzione investigativa come un possibile riferimento stabile sul territorio peruviano. L’obiettivo, secondo la Guardia di Finanza, sarebbe stato quello di individuare interlocutori in grado di seguire le forniture e l’organizzazione delle spedizioni. Nel corso della conversazione, “The monk” fa riferimento a un’operazione che avrebbe coinvolto anche “Tigre”, prospettando un primo carico di prova. Vitale interviene nella discussione e indica nuovamente i porti europei verso i quali sarebbe stato possibile indirizzare la merce. «Cioè antuerp Rotterdam Amburgo con artur», si legge nella chat. Anversa, Rotterdam e Amburgo. Le stesse tre destinazioni che torneranno nella conversazione del 23 febbraio 2021, quando Vitale parlerà del possibile carico da mille chili. Una coincidenza che, nella prospettiva investigativa, contribuisce a delineare la continuità degli interessi del gruppo verso gli scali commerciali del Nord Europa. Dalle conversazioni emerge inoltre la necessità di individuare un referente sul territorio peruviano, «capace di mantenere i rapporti con gli altri interlocutori e seguire le operazioni senza costringere i componenti del gruppo a spostarsi personalmente» è riportato agli atti dell’inchiesta della Dda. Il progetto avrebbe coinvolto diversi soggetti, alcuni dei quali citati attraverso soprannomi e codici criptati, in un sistema di comunicazioni nel quale gli interlocutori avrebbero cercato di concordare condizioni, destinazioni e modalità operative delle possibili spedizioni.

Le rotte europee e il ruolo attribuito a «Tigre»

Le conversazioni su Amburgo e sulla possibile importazione di una tonnellata di droga assumono un significato particolare se lette alla luce dell’organigramma ricostruito dalla Dda di Catanzaro. Secondo l’accusa, infatti, Vitale «avrebbe avuto il compito di organizzare e finanziare importazioni di stupefacenti, mantenere i rapporti con fornitori e intermediari e individuare le squadre incaricate di recuperare la droga nei porti di destinazione». Un ruolo che non si sarebbe limitato allo scalo di Gioia Tauro, dove gli investigatori gli attribuiscono la gestione operativa di alcuni carichi riconducibili agli interessi della cosca Gallace, ma che si sarebbe esteso anche ad altre destinazioni europee. Dalle rotte sudamericane alle infrastrutture portuali del Nord Europa, la Guardia di Finanza avrebbe dunque individuato una rete di contatti attraverso la quale “Tigre” avrebbe cercato di organizzare importazioni di ingenti quantitativi di stupefacenti. È un quadro accusatorio costruito soprattutto attraverso l’analisi delle conversazioni criptate e sul quale dovranno pronunciarsi i giudici nelle prossime settimane, alla luce della richiesta di condanna avanzata dalla pubblica accusa. (g.curcio@corrierecal.it)

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