’Ndrangheta, processo “Kleopatra”: chiesti 20 anni per Gallace, Arcorace e i due Vitale – TUTTI I NOMI
La Procura presenta il conto nel processo sui presunti traffici internazionali di cocaina dei Gallace. Chieste pene da 5 anni e 4 mesi fino a 20 anni di reclusione
CATANZARO Cinque richieste di condanna a 20 anni di reclusione. È quanto emerso dalla requisitoria della Dda di Catanzaro nell’udienza di oggi, davanti al gup del Tribunale di Catanzaro Marilena Sculco, nel corso del processo “Kleopatra”, il procedimento sul presunto narcotraffico internazionale riconducibile, secondo l’accusa, agli interessi della cosca Gallace di Guardavalle. E le richiesta della pm Debora Rizza sono pesanti (considerato lo sconto per il rito) nei confronti di Cosimo Damiano Gallace, Cesare Antonio Arcorace, Francesco Aloi e i due Domenico Vitale, rispettivamente classe 1969 e classe 1976. Quest’ultimo, soprannominato “Tigre”, è uno dei personaggi ai quali gli investigatori attribuiscono un ruolo centrale nell’organizzazione dei traffici di cocaina attraverso il porto di Gioia Tauro e nei rapporti con i fornitori sudamericani. Tra le altre richieste figurano i 17 anni e 6 mesi per Antonio Gallace, i 17 anni per Angelo Gagliardi e i 16 anni e 6 mesi per Bruno Vitale. La requisitoria rappresenta un passaggio particolarmente significativo nel giudizio abbreviato nato dall’indagine della Guardia di Finanza, che avrebbe ricostruito una rete di rapporti criminali tra la Calabria, il Sudamerica e diversi scali portuali europei.
Tutte le richieste di condanna
Queste le richieste di pena avanzate dalla Dda per i 14 imputati:
- Cosimo Damiano Gallace: 20 anni
- Francesco Aloi: 20 anni
- Cesare Antonio Arcorace: 20 anni
- Domenico Vitale (classe 1969): 20 anni
- Domenico Vitale (classe 1976), alias “Tigre”: 20 anni
- Antonio Gallace: 17 anni e 6 mesi
- Angelo Gagliardi: 17 anni
- Bruno Vitale: 16 anni e 6 mesi
- Ivano Piperissa: 14 anni
- Cosimo Sorgiovanni: 14 anni
- Giuseppe Vitale: 12 anni e 6 mesi
- Mario Palamara: 12 anni
- Paolo Pellicano: 8 anni
- Ilario Cavallo: 5 anni e 4 mesi
L’inchiesta sui traffici dei Gallace
Al centro del processo “Kleopatra” c’è la ricostruzione di una presunta organizzazione dedita al narcotraffico internazionale, che secondo la Dda avrebbe operato al servizio degli interessi della cosca Gallace, con base decisionale a Guardavalle e collegamenti in diversi Paesi. L’impianto accusatorio si fonda anche sull’analisi delle conversazioni acquisite attraverso la piattaforma di messaggistica criptata Sky Ecc, utilizzata, secondo gli investigatori, per concordare spedizioni di stupefacenti, movimentazioni di denaro e operazioni di recupero della droga nei porti. Dalle carte emergerebbero progetti di importazione di cocaina dal Sudamerica, contatti con fornitori e intermediari all’estero e il coinvolgimento di soggetti che, a vario titolo, avrebbero contribuito alla gestione delle operazioni. Un sistema nel quale la Procura attribuisce a Cosimo Damiano Gallace una posizione di vertice e ad altri imputati, tra cui Arcorace e i due Domenico Vitale, ruoli organizzativi e operativi. Si tratta di contestazioni che restano sottoposte alla valutazione del giudice e rispetto alle quali non è ancora intervenuta una pronuncia nel procedimento abbreviato.
Le chat Sky Ecc e il rigetto delle eccezioni
La requisitoria arriva dopo un confronto processuale particolarmente serrato sull’utilizzabilità delle conversazioni criptate. Nell’udienza del 28 ottobre scorso, il gup Marilena Sculco ha rigettato le eccezioni sollevate dalle difese, che avevano chiesto nuovi accertamenti sulle modalità di acquisizione del materiale informatico trasmesso dalle autorità francesi e l’esclusione delle chat dal fascicolo. Il giudice, con un’ordinanza di dieci pagine, ha respinto anche le richieste di ulteriori Ordini europei d’indagine e le conseguenti istanze di proscioglimento, disponendo la prosecuzione del giudizio. Una decisione che ha consentito di andare avanti verso la fase delle conclusioni, senza tuttavia anticipare alcuna valutazione definitiva sulle responsabilità individuali o sul significato delle singole conversazioni. La parola passerà alle difese e, successivamente, al giudice, chiamato a valutare le contestazioni formulate dalla Procura e le posizioni dei singoli imputati. (g.curcio@corrierecal.it)
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