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L’EMERGENZA

Roma, quattro bombe in 24 ore

La lunga scia di attentati e l’ombra della guerra per lo spaccio

Pubblicato il: 04/11/2026 – 22:01
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ROMA Quattro bombe esplose nell’arco di circa ventiquattro ore, un bar devastato, portoni e appartamenti danneggiati. E un’intera area della Capitale che da mesi convive con una sequenza di intimidazioni e attentati. Roma Est torna al centro dell’emergenza sicurezza, dopo le esplosioni avvenute tra il 2 e il 3 novembre nei quartieri di Casal Bruciato, Tor Bella Monaca e Castelverde. Una serie di episodi sui quali indagano le forze dell’ordine, mentre prende corpo l’ipotesi di una contesa tra gruppi criminali per il controllo delle piazze di spaccio. Gli investigatori stanno cercando di stabilire se esistano collegamenti tra i diversi attentati e se dietro le esplosioni possa esserci una strategia intimidatoria legata agli equilibri della criminalità organizzata. Al momento, tuttavia, non è stata accertata un’unica regia.

Le bombe contro il bar: un uomo ripreso dalle telecamere

L’episodio più grave si è verificato nella notte di martedì 3 novembre a Castelverde, nella periferia orientale della Capitale. Due ordigni rudimentali sono esplosi poco prima delle quattro davanti all’Elegant Monkey, un bar di via Massa San Giuliano. Una delle esplosioni ha devastato lo spazio esterno del locale, distruggendo parte della struttura e degli arredi. L’altra ha provocato gravi danni all’ingresso e agli ambienti interni, dove si è sviluppato anche un incendio. Secondo quanto ricostruito da la Repubblica, le telecamere di videosorveglianza avrebbero ripreso un uomo arrivato sul posto a bordo di uno scooter. Il soggetto avrebbe sistemato uno zaino davanti all’ingresso del bar e una scatola nel dehors, per poi allontanarsi prima delle deflagrazioni. Pochi minuti prima, davanti al locale era passato un residente che stava portando a spasso il cane. Nonostante la violenza delle esplosioni, non si sono registrati feriti. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e i vigili del fuoco.

Due palazzi colpiti a venti minuti di distanza

Appena ventiquattro ore prima, nella notte di lunedì 2 novembre, altri due ordigni erano esplosi davanti ad altrettanti edifici residenziali. Il primo, intorno all’una, in via di Casal Bruciato, aveva mandato in frantumi la vetrata del portone d’ingresso e danneggiato alcune finestre dello stabile. Circa venti minuti più tardi, un’altra bomba era esplosa in via Giacomo Galopini, a Tor Bella Monaca, danneggiando l’ingresso di un palazzo e le porte di due appartamenti al piano terra. Anche in queste circostanze non si sono registrati feriti. La polizia ha avviato gli accertamenti per individuare i responsabili e verificare l’eventuale esistenza di collegamenti tra gli episodi.

L’ombra delle organizzazioni criminali

La sequenza delle ultime notti si inserisce in un fenomeno ben più ampio. Secondo una ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera, da giugno sarebbero almeno 19 le esplosioni registrate tra Roma e Ciampino, con una particolare concentrazione nel quadrante orientale della Capitale. Gli obiettivi sono diversi: bar, concessionarie automobilistiche, sale slot, attività commerciali e palazzi residenziali. Tra le ipotesi al vaglio degli investigatori figura quella di un riassetto degli equilibri criminali nel mercato della droga, anche in conseguenza di precedenti operazioni di polizia e arresti. Le esplosioni potrebbero essere strumenti di pressione e intimidazione utilizzati nel confronto tra gruppi rivali. Sulla maggior parte degli episodi sono impegnati anche gli investigatori dell’antimafia romana. Il quadrante orientale della Capitale è storicamente interessato dalla presenza di organizzazioni criminali, compreso il clan Senese. Ma allo stato non risultano elementi sufficienti per attribuire a una specifica organizzazione la responsabilità degli attentati più recenti.

La protesta dei residenti e la richiesta di una «zona rossa»

La paura ha spinto gli abitanti a mobilitarsi. Nella serata di martedì, dopo il doppio attentato all’Elegant Monkey, i residenti di Castelverde hanno organizzato una fiaccolata per chiedere una maggiore presenza delle forze dell’ordine e interventi contro la criminalità. Una manifestazione alla quale hanno preso parte cittadini, commercianti e rappresentanti delle realtà associative del territorio. A chiedere misure straordinarie è anche Nicola Franco, presidente del VI Municipio, che ha sollecitato l’istituzione di una zona a sicurezza rafforzata a Tor Bella Monaca, sul modello dei provvedimenti adottati per il Quarticciolo. La richiesta è stata indirizzata al prefetto di Roma, Lamberto Giannini, insieme alla necessità di rafforzare i presidi di sicurezza nei quartieri maggiormente esposti allo spaccio e alle intimidazioni.

Il caso arriva in Parlamento

L’allarme è approdato anche alla Camera, dove esponenti delle opposizioni hanno sollecitato un intervento del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Tra questi il deputato Alfonso Colucci, che ha chiesto un’informativa urgente sulla situazione della sicurezza nella Capitale. La nuova ondata di attentati riporta così al centro dell’attenzione non soltanto il controllo delle piazze di spaccio, ma anche la sicurezza dei cittadini che vivono nei quartieri coinvolti. Le bombe continuano a esplodere davanti alle abitazioni e alle attività commerciali. E mentre gli investigatori cercano di ricostruire responsabilità e possibili collegamenti, nelle periferie romane cresce la richiesta di risposte concrete. (redazione@corrierecal.it)

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