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tutela dei pazienti

Cure domiciliari, l’Asp di Crotone potenzia il servizio pubblico: «Garantiamo tutto a chi ha davvero bisogno»

Dura nota dell’Azienda che parla di «allarmismi strumentali» e smentisce «ipotesi di blocco o collasso». Graziano: «Nessuno spreco di risorse»

Pubblicato il: 05/11/2026 – 17:38
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CROTONE L’Asp di Crotone interviene duramente sul caso dell’Assistenza domiciliare che sarebbe stata fermata per circa 600 pazienti. L’Azienda parla di «allarmismi strumentali e narrazioni distorte che rischiano solo di generare ingiustificata ansia tra i cittadini più fragili e le loro famiglie» e smentisce «ipotesi di “blocco” o “collasso” dei servizi». Alla data del 4 novembre 2026, il sistema afferente al Distretto Unico di Crotone e ai sub-distretti di Cirò Marina e Mesoraca assiste complessivamente 3.666 pazienti, dei quali 3.206 sono anziani ultrasessantacinquenni (l’87,5% del totale). «La cifra di “600 pazienti lasciati senza cure”, agitata a mezzo stampa a seguito dell’esposto di una sigla associativa, è priva di qualsiasi fondamento analitico ed è il frutto di una ricostruzione imprecisa che confonde le fisiologiche rivalutazioni cliniche di routine o la non autosufficienza generale con la reale ed effettiva necessità di ADI».

Graziano: «Garantire tutto a chi ha realmente bisogno»

L’ASP assicura in modo categorico che «tutti i cittadini in possesso dei requisiti e con un quadro di accertata necessità clinica continuano a ricevere regolarmente l’assistenza dovuta: nessun avente diritto è rimasto o rimarrà privo di tutela». Con questa presa di posizione, l’Azienda Sanitaria Provinciale ribadisce in modo netto la volontà di governare i fondi della sanità con il massimo rigore. Come rimarca il Direttore Generale Antonio Graziano: «In linea con la visione del Presidente della Regione Roberto Occhiuto, la nostra bussola deve essere la massima responsabilità: in momenti complessi come quello attuale, al bando ogni forma di spreco delle risorse pubbliche. Superata la fase straordinaria legata ai fondi PNRR M6C1/1.2.1 – i cui obiettivi di investimento sono stati interamente raggiunti al 30 giugno 2026 senza interrompere un solo Piano Assistenziale Individualizzato (PAI) grazie all’impiego di risorse aziendali -, occorre comprendere che le risorse disponibili, se gestite in maniera oculata, sono più che sufficienti a soddisfare l’intero fabbisogno del territorio. Il nodo centrale sta esclusivamente nell’appropriatezza dei criteri: l’ADI non è una misura indistinta, ma un servizio sanitario ad alta intensità che va riservato a chi ne possiede i requisiti clinici, distinguendo nettamente la cura sanitaria dalle altre forme di assistenza sociale. Garantire tutto a chi ha realmente bisogno e potenziare la risposta del servizio pubblico è l’unico modo per difendere il diritto alla salute e valorizzare ogni singolo euro pubblico».

Potenziamento prioritario della rete pubblica

L’ASP di Crotone sta infatti attuando «una strategica riorganizzazione volta al potenziamento prioritario della rete pubblica, orientando le risorse al consolidamento delle proprie strutture e dei propri professionisti sanitari. Le prestazioni erogate dai soggetti privati si sono svolte regolarmente in regime di proroga contrattuale, ma il prosieguo dei rapporti e le nuove prese in carico avverranno d’ora in avanti sulla base di una rigorosa e ineludibile verifica dell’appropriatezza clinico-assistenziale». L’esaurimento del budget di un singolo erogatore privato non comporta la fine della tutela del cittadino: l’ASP «si fa integralmente carico di verificare la documentazione sanitaria, rivalutare le condizioni tramite l’Unità di Valutazione Multidimensionale (UVM) e garantire la continuità assistenziale pubblica per le situazioni a maggiore complessità».

Il richiamo alla responsabilità

In questa prospettiva di trasparenza, il Direttore Generale Graziano richiama «l’intera filiera a un imprescindibile senso di responsabilità condiviso: ogni anello della catena – dai Medici di Medicina Generale ai prescrittori, fino agli operatori che effettuano le valutazioni – è chiamato ad agire con assoluta coscienza e rigore clinico. Laddove questo non avvenga, l’ASP non esiterà ad assumere il controllo diretto e la verifica puntuale di ciascun passaggio, esercitando un monitoraggio stringente per garantire la correttezza delle procedure, evitare abusi e impedire qualsiasi forma di distorsione a danno della collettività».

Una piattaforma gestionale integrata

A supporto di questo nuovo modello di governance, l’ASP di Crotone «sta ultimando l’attivazione di una piattaforma gestionale integrata per l’ADI, uno strumento tecnologico avanzato che garantirà la tracciabilità completa di ogni richiesta di accesso, la gestione trasparente dei verbali UVM e PAI, la misurazione oggettiva dell’intensità assistenziale, la rendicontazione puntuale di ciascuna prestazione erogata e il monitoraggio in tempo reale del flusso SIAD, affiancato da un rigoroso controllo amministrativo e contabile sulle strutture accreditate. Inoltre, relativamente alle recenti ripartizioni regionali di cui al Decreto n. 18041 del 22 ottobre 2026, si precisa che i 408.000,00 euro assegnati all’Azienda saranno puntualmente impiegati in favore dei pazienti già presi in carico, nell’ottica di una gestione economico-finanziaria ineccepibile».

«Il dialogo deve svolgersi su basi oggettive, scientifiche e verificate»

L’ASP di Crotone «non si sottrae affatto al confronto istituzionale, ma ne definisce con chiarezza il perimetro: il dialogo deve svolgersi su basi oggettive, scientifiche e verificate, non su polemiche sommarie o procurati allarmi. A tal fine, l’Azienda promuoverà a breve un incontro formale con i Medici di Medicina Generale, i professionisti sanitari, i rappresentanti dei pazienti e le categorie interessate per condividere il nuovo assetto organizzativo e garantire che ogni singola risorsa pubblica sia spesa esclusivamente per la tutela di chi ha effettivo e reale bisogno di cura». (redazione@corrierecal.it)

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