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impegno sociale

Ecco “SPELL”, un progetto per restituire autonomia e futuro a donne vittime di violenza

Lo cura il Centro Calabrese di Solidarietà Ets

Pubblicato il: 06/11/2026 – 14:32
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CATANZARO Una macchina fotografica, un computer, un evento da organizzare possono diventare strumenti per riconquistare indipendenza e dignità e offrire alle donne non una vita già scritta da altri, ma gli strumenti per tornare a esserne pienamente autrici. E’ questo lo spirito e l’obiettivo di “SPELL – Storytelling, Photography, Events, Language & Life” il progetto del Centro Calabrese di Solidarietà ETS, presieduto da Isolina Mantelli, che ha ottenuto il finanziamento nell’ambito dell’avviso pubblico regionale “Donne Libere”, sostenuto dal PR Calabria FESR FSE+ 2021-2027. Un percorso quadriennale dedicato alle donne che hanno vissuto situazioni di violenza, pensato per accompagnarle verso l’autonomia economica, la formazione professionale e il reinserimento nella società. Non soltanto un’opportunità per imparare un mestiere, ma la possibilità concreta di ricominciare, ritrovare fiducia nelle proprie capacità e tornare a scegliere liberamente il proprio futuro. Il progetto nasce dall’esperienza del Centro Calabrese di Solidarietà, da anni impegnato nell’accoglienza e nella protezione delle donne attraverso il Centro Antiviolenza e la Casa Rifugio “Mondo Rosa” di Catanzaro. Una realtà che conosce da vicino le difficoltà di chi prova a ricostruire la propria esistenza dopo aver attraversato la violenza: la paura, l’isolamento, la fragilità economica, l’interruzione degli studi o del lavoro e, spesso, la responsabilità di crescere dei figli in una condizione di profonda incertezza. È proprio da queste difficoltà che prende forma “SPELL”, con un obiettivo preciso: trasformare la protezione in opportunità e l’accoglienza in un percorso concreto verso l’indipendenza. Perché uscire dalla violenza significa anche poter disporre di un reddito, riconquistare uno spazio nella comunità e costruire condizioni di vita che consentano di non tornare indietro. Nel corso dei quattro anni saranno coinvolte 100 donne, attraverso percorsi personalizzati di orientamento, ascolto e valorizzazione delle competenze. Ciascuna partecipante sarà accompagnata nell’individuazione delle proprie attitudini e potenzialità, con il sostegno delle operatrici del Centro Antiviolenza e di un’équipe multidisciplinare. Il cuore del progetto è rappresentato dalla formazione nei settori della fotografia, della comunicazione digitale, dello storytelling e dell’organizzazione di eventi. Sono previsti il conseguimento della certificazione informatica ICDL, un percorso professionalizzante di 300 ore e l’attivazione di 10 tirocini extracurriculari, con tutoraggio e accompagnamento all’inserimento lavorativo. La formazione avrà anche una dimensione pratica. Un laboratorio permanente, dotato di strumenti informatici e software professionali, permetterà alle beneficiarie di sperimentare direttamente le competenze acquisite, dalla produzione di contenuti digitali alla progettazione di iniziative culturali. Un aspetto particolarmente significativo riguarda la comunicazione: le donne non saranno soltanto destinatarie del progetto, ma diventeranno protagoniste delle attività, contribuendo alla realizzazione di un magazine digitale, alla gestione dei contenuti social e all’organizzazione di eventi pubblici. Un cambiamento di prospettiva importante: non essere più soltanto raccontate attraverso il dolore subito, ma poter raccontare se stesse attraverso ciò che sanno fare, desiderano e costruiscono. L’ambizione è quella di accompagnare alcune partecipanti verso la costituzione di una cooperativa sociale multiservizio, capace di offrire opportunità occupazionali anche dopo la conclusione delle attività. Un obiettivo che si intreccia con il progetto complementare WITCH, dedicato alle competenze artigianali e digitali nei settori della moda e della sartoria. Accanto alla formazione, SPELL prevede sostegno psicologico e sociale, attività per i figli delle partecipanti e voucher destinati ai bisogni primari. Misure fondamentali per rendere realmente accessibile un percorso professionale a donne che devono contemporaneamente ricostruire la propria sicurezza personale e familiare. L’iniziativa interviene in un territorio, quello calabrese, nel quale le difficoltà di accesso al lavoro femminile rendono ancora più complesso il cammino verso l’indipendenza. E proprio l’autonomia economica rappresenta uno degli strumenti essenziali per interrompere definitivamente le condizioni di dipendenza che possono accompagnare le situazioni di violenza.

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