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la decisione

“Imponimento”, la Corte d’appello revoca il sequestro dei beni di Antonio Talarico e Giacomo Michienzi

I due imprenditori sono stati difesi dagli avvocati Francesco Gambardella e Gianluca Careri

Pubblicato il: 06/11/2026 – 16:59
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CATANZARO Due importanti imprenditori, Antonio Talarico e Giacomo Michienzi, il primo titolare di una delle più importanti aziende di movimento terra a livello nazionale ed estero, ed il secondo titolare di un’importante azienda nel campo alimentare, rimasti coinvolti, nel 2020, nell’ambito dell’operazione “Imponimento”, furono destinatari di un provvedimento di sequestrato dei rispettivi patrimoni immobiliari e dei conti correnti bancari, con contestuale sottoposizione all’amministrazione giudiziaria. Nel giudizio di merito, sebbene fossero stati attinti da un giudizio di responsabilità per un reato, seppur, diverso da quello inizialmente ipotizzato, nulla era stato stabilito in relazione alla legittimità del sequestro. Nel frattempo, però, tutti i beni aziendali, quelli personali ed i rispettivi conti correnti bancari hanno continuato ad essere amministrati dagli amministratori giudiziari, così come prevede la legge in tali casi. Per Talarico, in particolare, il sequestro dei beni aziendali (di un valore di due milioni di euro), provocò l’immediata rescissione dei contratti stipulati con privati ed enti pubblici, e fu allo stesso inibito l’esercizio dell’attività di impresa. Conclusosi il processo di appello, in accoglimento di un’istanza difensiva, la Corte di Appello che ha giudicato in secondo grado il processo “Imponimento” (troncone definito con rito abbreviato), ha revocato il sequestro, disponendo la restituzione della “GEOTRIVEL SRL”, dei mezzi e di tutte le strutture ed i conti correnti bancari riconducibili all’imprenditore Antonio Talarico. Stessa sorte per l’immobile e l’azienda commerciale di Michienzi Giacomo, a cui sono stati restituiti beni immobili, azienda e conti correnti bancari. I due imprenditori sono stati difesi dagli avvocati Francesco Gambardella e Gianluca Careri. (redazione@corrierecal.it)

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