Corruzione, l’ex vicepresidente della Sicilia ai domiciliari
Le presunte mazzette nascoste nell’orologio a pendolo
PALERMO Le presunte tangenti nascoste all’interno di un orologio a pendolo nello studio professionale, i passaggi di denaro ripresi dalle telecamere della Squadra Mobile e un sistema di favori che, secondo la Procura, avrebbe coinvolto imprese del settore delle energie rinnovabili e delle cure palliative. Il gip di Palermo Giuseppa Zampino ha disposto gli arresti domiciliari per Gaetano Armao, avvocato, docente universitario ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, accusato di corruzione. La stessa misura cautelare è stata disposta nei confronti dell’avvocato Pierluigi Matta e di Luigi Zancla, presidente della Samo Onlus. La decisione arriva dopo gli interrogatori preventivi di ottobre. Per Armao e Matta la Procura aveva inizialmente chiesto la custodia cautelare in carcere, richiesta successivamente modificata in domiciliari per Matta dopo il compimento dei 70 anni.
Le presunte mazzette nell’orologio a pendolo
Uno degli elementi più singolari dell’inchiesta riguarda l’orologio a pendolo custodito nello studio privato di Armao. Secondo gli investigatori, le telecamere installate dalla Squadra Mobile avrebbero documentato il momento in cui l’ex vicepresidente della Regione nascondeva al suo interno denaro ritenuto di provenienza illecita. Armao ha sempre respinto l’accusa. Interpellato dai cronisti il 13 ottobre, prima dell’interrogatorio preventivo, aveva spiegato che quello era un nascondiglio utilizzato da tempo dalla famiglia: «Quello è un posto di famiglia, lo utilizzava anche mio padre. E tutti sapevano che era così». Secondo la ricostruzione della Procura, Matta avrebbe svolto il ruolo di intermediario tra alcuni imprenditori e Armao. Le somme sarebbero state formalmente corrisposte per consulenze professionali ritenute fittizie, per poi essere consegnate in contanti all’ex esponente politico.
I favori alle aziende e il capitolo della sanità
Al centro dell’inchiesta, coordinata dalla Procura di Palermo guidata da Maurizio de Lucia, ci sono presunti favori concessi ad aziende impegnate nella produzione di energie alternative. Armao avrebbe sfruttato il ruolo di presidente della Commissione tecnica specialistica regionale per i pareri ambientali, oltre ai rapporti maturati nel corso della sua attività politica e istituzionale, per agevolare alcune pratiche. Un ulteriore filone riguarda il settore delle cure palliative. Secondo l’accusa, Armao, nella veste di esperto giuridico del presidente della Regione, avrebbe ottenuto, attraverso l’intermediazione di Matta e nei rapporti con Luigi Zancla, un pagamento di 6mila euro mediante bonifico bancario. Il denaro sarebbe stato collegato a un intervento finalizzato a ostacolare l’ampliamento degli accreditamenti regionali a favore di altre strutture operanti nel settore delle cure palliative. In questo contesto, Armao avrebbe convocato anche l’ex dirigente regionale Salvatore Iacolino affinché non venisse data esecuzione agli atti previsti dal decreto dell’assessorato alla Salute.
La difesa di Armao: «Non erano tangenti»
L’ex vicepresidente della Regione ha contestato integralmente l’impianto accusatorio. Prima dell’interrogatorio aveva dichiarato ai giornalisti: «Le cose non stanno come dice la Procura». Davanti al gip si è avvalso della facoltà di non rispondere, rendendo tuttavia dichiarazioni spontanee e depositando, attraverso i difensori Giovanni Rizzuti e Valerio Galassetti, una memoria difensiva. Secondo la sua ricostruzione, i passaggi di denaro con Matta non sarebbero stati tangenti, ma prestiti e compensi dovuti per prestazioni professionali. La difesa ha inoltre contestato la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza e delle esigenze cautelari, sollevando dubbi sull’utilizzabilità e sulla corretta interpretazione di alcune intercettazioni. Gli episodi contestati dalla Procura si collocherebbero tra luglio 2025 e febbraio 2026. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e per tutti gli indagati vale il principio della presunzione di innocenza. (redazione@corrierecal.it)
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