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l’inchiesta

La revoca della misura a Stasi, il «vulnus delle indagini» e il particolare della macchina

Curia sostiene di aver millantato una vicinanza al sindaco. Il primo cittadino confessa di non conoscere l’indagato e Annibale Matalone

Pubblicato il: 06/11/2026 – 17:57
di Fabio Benincasa
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CORIGLIANO ROSSANO Il 2 novembre 2026, nel corso dell’interrogatorio di garanzia Vincenzo Curia e Flavio Stasi, hanno reso dichiarazioni rispetto alle accuse mosse nei loro confronti. Annibale Matalaone, altro indagato coinvolto nella medesima circostanza rilevata dall’accusa, ha deciso di avvalersi della facoltà di non rispondere. Il gip Fabiana Giacchetti ha revocato la misura degli arresti domiciliari disposta nei confronti del sindaco di Corigliano Rossano e degli altri due indagati. A finire nel mirino della Dda di Catanzaro sono le elezioni amministrative del giugno 2024, nel comune di Corigliano-Rossano. Nella vicenda ricostruita dall’accusa sono coinvolti Annibale Matalone, Vincenzo Curia (anche per loro la gip, questa mattina, ha deciso di revocare la misura cautelare) e appunto Flavio Stasi, risultato vincitore delle elezioni oggetto di indagine. Matalone – secondo l’accusa – tramite Curia «si sarebbe impegnato ad effettuare la campagna elettorale in favore di Stasi in cambio della promessa, da parte di quest’ultimo, dell’assunzione di Matalone e dei familiari in comune, nel cimitero o comunque presso enti collegati vall’istituzione comunale». 

La versione di Curia e il racconto «inventato»

Curia, davanti al gip Fabiana Giacchetti, ha dichiarato di non essere mai stato in auto con il sindaco Stasi, di essere «simpatizzante per quanto riguarda la candidatura di Flavio Stasi» e di essersi rivolto a Matalone – che conosceva come un uomo dedito alla coltivazione – per procacciare un voto al sindaco, ma di non essere stato in alcun modo sollecitato dal primo cittadino». Il passaggio più rilevanta riguarda un particolare confessato dall’inagato che ha ammesso di «aver inventato la circostanza riferita a Matalone nella conversazione intercettata il 6 maggio 2024, in quanto mera millanteria volta a vantarsi di una vicinanza al sindaco che egli dichiarava di non aver mai avuto». «Non c’è mai stato un dialogo tra me e il sindaco con la lettera Matalone o Annibale, mai – sostiene Curia – Si, l’ho potuto dire, ma l’ho detto per vantarmi».

La versione di Flavio Stasi

«Non conosco Matalone e i miei rapporti con Curia sono limitati alla attività lavorativa svolta nell’azienda di onoranze funebri della città, con cui, dunque, aveva avuto contatti per questioni burocratiche». Il sindaco di Corigliano Rossano respinge al mittente le accuse e allontana qualsiasi ipotesi dell’accusa circa un rapporto diretto con i due indagati. Nella robusta memoria difensiva presentata, Stasi espone una serie di «azioni assunte in qualità di sindaco nella lotta alla criminalità organizzata, anche afferenti soggetti vicini alla cosca investigata».

Il particolare della macchina

Tenendo conto della ricostruzione fornita, Curia «risulta non credibile alla luce di vari elementi emersi nel corso dell’interrogatorio che sono di fatto smentiti dalle risultanze investigative come l’affermazione dell’indagato di non essere mai stato in auto con il sindaco (dato smentito dalle telecamere e dallo stesso dichiarato di Stasi). Il primo cittadino, invece, dichiara che qundo «Curia rispondeva alla telefonata di Matalone riferendogli di star “lasciando” il sindaco, in realtà era già sceso dall’auto». Per il gip, la circostanza evidenziata da Stasi nel corso dell’interrogatorio e della memoria, «non sconfessa la tesi accusatoria, né si traduce in una riprova della millanteria di Curia», in quanto il riferire che egli stesse lasciando il sindaco «è affermazione compatibile con la circostanza che Stasi fosse appena sceso dall’auto, ed il riferimento che fa a Matalone («lo sto lasciando») lascia sottendere che l’interlocutore già fosse al corrente del soggetto che si trovava in auto con Curia».

La motivazione della revoca della misura cautelare

La giudice per le indagini preliminari, sebbene alcune dichiarazioni riferite da Curia siano state smentite dai dati investigativi, non esclude il «tentativo di accreditarsi ai suoi occhi e di “sponsorizzare” il sindaco affinchè venisse votato».
Le dichiarazioni richiamate, «creano un vulnus all’interno delle indagini, ponendo un dubbio sulla correttezza dell’impostazione accusatoria, minando la gravità indiziaria nei confronti di Stasi, Matalone e Curia imponendo la revoca della misura nei confronti di tutti gli indagati». (f.benincasa@corrierecal.it)

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