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SALUTE&SANITÀ

Liberarsi dal fumo è possibile. La citisina e le nuove possibilità di cura

Il dottor Roberto Calabria, direttore del SerD di Cosenza, ospite di Salute & Sanità per un approfondimento a tutto campo sulle dipendenze

Pubblicato il: 07/11/2026 – 10:40
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LAMEZIA TERME Smettere di fumare non è più soltanto una questione di forza di volontà. Dallo scorso aprile, infatti, la terapia farmacologica a base di citisina, una molecola di origine naturale estratta da una pianta, è riconosciuta dal Servizio sanitario nazionale, offrendo un’opportunità in più a chi vuole liberarsi dalla dipendenza da nicotina. A spiegarne il funzionamento è stato il dottor Roberto Calabria, direttore del SerD di Cosenza, con oltre 25 anni di esperienza nella prevenzione, diagnosi e cura delle dipendenze patologiche, ospite della seconda puntata di Salute & Sanità, in onda ogni venerdì alle 20.40 sull’ Altro Corriere TV, al canale 75 del digitale terrestre e al canale 833 nazionale, visibile attraverso la tecnologia HbbTV. Come ha illustrato nel corso dell’intervista, la citisina agisce a livello cerebrale, intervenendo su quello che viene definito il «centro del fumo» e contribuendo a inibire il desiderio di accendere una sigaretta. Il trattamento prevede un ciclo di 25 giorni, per complessive 100 capsule.
«Già intorno al quarto-quinto giorno può diminuire sensibilmente la voglia di fumare», spiega Calabria, fino a rendere possibile l’interruzione del consumo di sigarette. Quanto all’accesso alla terapia, il direttore del SerD chiarisce che il farmaco può essere assunto dalla maggior parte delle persone, fatta eccezione per chi presenta una grave insufficienza renale, poiché la citisina viene eliminata attraverso i reni. Un percorso che, tuttavia, non si esaurisce con la fine del trattamento. In caso di ricaduta: «Ricostruiamo le cause, rimuoviamo quello che ha creato l’ostacolo e poi ripartiamo», sottolinea Calabria. Il percorso viene avviato dopo una valutazione del grado di dipendenza, anche attraverso il test di Fagerström, e prosegue con controlli periodici, indicativamente ogni 7-10 giorni, per monitorare l’andamento del trattamento e sostenere la motivazione del paziente. A Cosenza questo lavoro fa capo al Centro antifumo dell’ASP, attivo dal 2008, che nel corso dell’ultimo anno ha accolto circa 150 nuovi pazienti. Un servizio che affianca alla terapia farmacologica l’accompagnamento degli operatori, perché smettere di fumare significa affrontare una dipendenza e non semplicemente rinunciare a un’abitudine.
Il programma televisivo condotto dalla giornalista Rosita Mercatante, ha acceso i riflettori su un fenomeno complesso e in continua evoluzione. Accanto alle dipendenze da sostanze tradizionali, come alcol, cocaina ed eroina, si diffondono nuove sostanze sintetiche e forme di dipendenza comportamentale che coinvolgono soprattutto le fasce più giovani. Un primo contatto con le sostanze che, come ha osservato Calabria, può arrivare già intorno ai 12-13 anni, mentre crescono le situazioni di polidipendenza e le fragilità legate alle relazioni, alla famiglia e al contesto sociale.
Nel corso dell’intervista si è parlato anche di gioco d’azzardo, di uso improprio di psicofarmaci – «soprattutto le ragazze si rifugiano nel farmaco credendo di poter risolvere tutte le problematiche narcotizzandosi» – di dipendenza da social network e del rapporto sempre più problematico tra persone e intelligenza artificiale, che può arrivare a coinvolgere la sfera emotiva e affettiva. Spazio anche ai rischi delle sigarette elettroniche e alle nuove emergenze legate alle sostanze sintetiche, tra cui il fentanyl.
Il messaggio emerso dalla puntata è chiaro: dalle dipendenze si può uscire e chiedere aiuto è il primo passo. I SerD offrono percorsi gratuiti e personalizzati, costruiti intorno alla persona e alle sue necessità, grazie al lavoro di équipe multidisciplinari composte da medici, psicologi, educatori e assistenti sociali. Un accompagnamento che, quando necessario, coinvolge anche la famiglia e le strutture terapeutiche, seguendo il paziente nelle diverse fasi del recupero. «Le dipendenze sono tutte curabili», ha ricordato Calabria, invitando a rivolgersi ai servizi pubblici e agli operatori che ogni giorno lavorano per offrire risposte e possibilità di cura. (redazione@corrierecal.it)

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