Il sindaco di Trieste: «Se lanciano bombe carta gli sparo in testa»
Bufera sulle parole del primo cittadino
«La Costituzione prevede il diritto a manifestare, ma le manifestazioni devono essere pacifiche, se questi continuano a usare la violenza allora ci comporteremo di conseguenza: non possono pensare di occupare casa mia e se lanciano bombe carta nella mia città, allora io gli sparo in testa». Sono le dichiarazioni che il Sindaco di Trieste, Roberto Dipiazza, ha rilasciato al quotidiano Il Piccolo, che gli chiedeva un commento sugli incidenti di due sere fa a Trieste in cui sono rimasti feriti tre poliziotti.
Scoppia la polemica
«E’ gravissimo che un’istituzione evochi l’esecuzione sommaria contro chiunque, fossero pure gli antagonisti in piazza», dice Debora Serracchiani (Pd). Peppe De Cristofaro (Avs) invita il primo cittadino a scusarsi «o si dimetta, perché quello che ha detto non è compatibile con la responsabilità del ruolo di Sindaco». Tajani, osserva da parte sua il segretario di Più Europa Riccardo Magi, «dirá pure di non essere Maga, ma il metodo usato da alcuni esponenti di Forza Italia è proprio quello». Osvaldo Napoli (Azione) ricorre ad un proverbio: «un bel tacer non fu mai scritto».
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